martedì,Giugno 18 2024

Elezioni a Pizzo: la replica di Muzzopappa all’inchiesta de Il Vibonese e la nostra risposta

In una lettera aperta ai cittadini il candidato a sindaco parla di articolo pilotato politicamente, di informazione asservita alla politica, di vigliaccata e ipotetici mandanti, ma sbaglia decisamente indirizzo

Elezioni a Pizzo: la replica di Muzzopappa all’inchiesta de Il Vibonese e la nostra risposta
Il Comune di Pizzo e nel riquadro Francesco Damiano Muzzopappa
Francesco Damiano Muzzopappa

In relazione all’articolo sulle elezioni comunali a Pizzo e Stefanaconi (LEGGI QUI: Stefanaconi e Pizzo al voto: l’indagine Petrol Mafie ed i rapporti fra Solano, D’Amico e Muzzopappa) da Fernando Nicotra, per conto dell’avvocato e candidato a sindaco di Pizzo Francesco Damiamo Muzzopappa, riceviamo e integralmente pubblichiamo:

Poche e chiare parole sulla becera strumentalizzazione in atto nei miei confronti. Quando gli avversari politici non hanno argomentazioni atte a ribattere alle accuse da noi mosse circa gli interessi che muovono i motori delle due liste con le quali siamo in competizione, si scende a vigliaccate, pensando di distogliere l’elettorato dai “brogli politici” che si stanno attuando a discapito del pubblico interesse.

Voglio ricordare al mio elettorato che sono un avvocato e, la telefonata riportata dal giornale Il Vibonese, artatamente inserita in un contesto molto ampio, è una normale telefonata intercorsa tra un avvocato e il suo cliente, stop, non c’è altro di cui disquisire.
Ribadisco che, per come anche riportato dal giornale in questione io non sono indagato e tanto meno la Procura ha inteso sentirmi circa la vicenda riportata.
Quindi mi chiedo a quale scopo il giornalista abbia riportato la notizia se non per cercare di screditare la mia immagine in un momento così delicato della competizione elettorale? E’ chiaro che l’articolo sia stato pilotato politicamente, frutto di un giornalismo asservito alla politica e poco propenso alla vera informazione.

Allo stesso modo è palese che le liste di Pititto e De Pasquale temano che possano essere svelati agli elettori “gli altarini” presenti nelle loro liste e quali e quanti siano gli interessi politici che ciascun candidato sta portando avanti per il proprio tornaconto politico e amministrativo e non sicuramente per il benessere della comunità.
I mandanti di tale vigliaccata hanno commesso un errore di valutazione della mia persona e dei componenti della mia lista, “Città Libera”, che oggi più che mai, alla luce del vile atto perpetrato che nulla ha di politico, ma solo il chiaro sapore della strumentalizzazione e intimidazione, ci ha fatto comprendere ancora di più la necessità di informare i Pizzitani dell’ennesimo inganno che si sta perpetrando in questa tornata elettorale ad opera di gente asservita a partiti e che è pronta a tradire l’elettorato, svendendola a quei personaggi politici vibonesi, ma anche locali che hanno sempre visto Pizzo come terra di conquista e di razzia e mai come città da amare e tutelare. Chiedo a tutto l’elettorato pizzitano di avere il senso di rivalsa contro tutto ciò: contro la politica del malaffare, contro gli interessi clientelari e personali di imprenditori con pochi scrupoli, contro lo scempio che si è abbattuto sulla nostra città. Chiedo ai Pizzitani di avere fiducia in chi si presenta scevro da compromessi e legami di partito e da qualsiasi compromissione che non sia rivolto verso il bene collettivo. Chiedo ai Pizzitani di darmi fiducia e di votare per la mia lista per una “Città Libera”.


Sin qui la nota dell’avvocato Francesco Damiano Muzzopappa. Per parte nostra preme solo rilevare che se lo stesso pensa a ipotetici “mandanti” di quella che lui definisce una “vigliaccata” e un atto “vile” – o che la nostra inchiesta sia stata “pilotata politicamente” (per come scrive) – è decisamente fuori strada. Pensavamo fosse notoria – atteso che chi scrive fa questo lavoro da ormai 16 anni riportando esclusivamente fatti – la nostra indipendenza da qualunque contesto politico. Leggere invece che la nostra informazione (criticabile o meno) viene considerata da un candidato a sindaco come “frutto di un giornalismo asservito alla politica” – sol perché (al pari di altri politici vibonesi) si è limitata a riportare notizie di rilevante interesse pubblico contenute sul proprio conto in un’inchiesta giudiziaria della Dda del procuratore Gratteri – ci fa capire quanto ancora sia dura far comprendere a qualcuno che non sempre ci si trova dinanzi a persone che svendono la propria professione al politico di turno. Peraltro nello stesso articolo (tralasciando tutti gli altri quasi giornalieri) non siamo stati teneri né con il centrodestra, né con il centrosinistra.

Contrariamente a quanto afferma Muzzopappa, non abbiamo poi “artatamente inserito” alcuna telefonata in un contesto diverso da quello delineato dagli inquirenti. Non si tratta peraltro di una sola telefonata, ma di diverse telefonate che Muzzopappa è libero di ritenere normali fra cliente e avvocato. Facciamo però notare che nelle stesse (agli atti dell’inchiesta e da noi pubblicate) ci è parso di capire che il cliente Giuseppe D’Amico (attualmente in carcere) parlasse con Muzzopappa di elezioni, massoneria e voti per il cugino candidato alla presidenza della Provincia. Rispondiamo infine alla domanda in ordine allo scopo per il quale il giornalista ha riportato la notizia (“se non per cercare di screditare la mia immagine”, sostiene erroneamente Muzzopappa). Riteniamo di non aver screditato nessuno ed abbiamo riportato notizie, peraltro in parte neanche inedite (LEGGI QUI: Il presidente della Provincia di Vibo ed i legami “scomodi” con i cugini D’Amico arrestati), perché questo è semplicemente il nostro lavoro.
L’abbiamo fatto puntualmente in questi anni con tutte le elezioni comunali ed i candidati agli atti delle inchieste giudiziarie – da Vibo a Lamezia passando per Locri, Briatico, Limbadi, Joppolo, Nicotera, Tropea, Ricadi, Serra, Filandari, Parghelia, Mongiana, Sant’Onofrio (solo per citare alcuni Comuni) – e continueremo a farlo nei prossimi giorni senza lasciarci intimidire da nessuno. Saremo naturalmente ben lieti di ospitare le denunce di Muzzopappa in ordine agli “altarini” delle liste dei suoi avversari Pititto e De Pasquale di cui lo stesso ha accennato nella sua replica.

Giuseppe Baglivo

LEGGI ANCHE: Stefanaconi e Pizzo al voto: l’indagine Petrol Mafie ed i rapporti fra Solano, D’Amico e Muzzopappa

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