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Comunali 2024 a Vibo, Michele Furci: «Serve un progetto che esalti l’identità della comunità»

L’ex segretario provinciale Cgil: «Con l’unità e la coesione di un vasto territorio potrebbe rigenerarsi un inedito Comune, una comunità moderna di centralità e potenziale valenza regionale»

Comunali 2024 a Vibo, Michele Furci: «Serve un progetto che esalti l’identità della comunità»
Veduta di Vibo Valentia

Ad alimentare il dibattito politico intorno alle prossime elezioni amministrative che si terranno nel Comune di Vibo Valentia tra circa un anno, si registra un intervento dello storico e scrittore meridionalista Michele Furci, ex segretario provinciale della Cgil e già consigliere comunale e candidato a sindaco, in cui vengono indicate quelle che, a suo parere, dovranno essere le linee-guida della prossima amministrazione comunale. Dalla possibilità della creazione di un nuovo e più vasto ente territoriale, alla procedura di riequilibrio finanziario, dal problema Sanità allo sviluppo delle attività produttive presenti nel territorio vibonese: questo il suo pensiero sulle tematiche da affrontare e risolvere. [Continua in basso]

Michele Furci

“Qualunque schieramento politico amministrativo deve cercare senza dubbio l’unità del suo popolo, ma l’unione non può essere pur che sia e senza limiti. D’ altronde è da ben 29 anni che nella città di Vibo Valentia si sperimentano le più svariate formule; e tuttavia i risultati di dette ammucchiate sono sotto gli occhi di tutti. Una proposta credibile perciò non può che partire da una chiara e marcata discontinuità con le pratiche e i metodi del recente passato. Il buon governo comunale, infatti, sta nella forza di un’idea programmatica compiuta che, per essere credibile, bisogna che si fondi su opzioni chiare e tali da proporre soluzioni che trovino fondamento nelle competenze dell’Ente comune già ampiamente indicate nel tu 267/2000 e suoi successivi aggiornamenti. 

Non una visione astratta di ciò che deve o può essere il buon governo di una comunità capoluogo di provincia, bensì linee programmatiche in grado di interpretare i processi sociali che interessano in questo ambiente storico i cittadini dei tanti quartieri e dei tanti centri che costituiscono l’attuale comune di Vibo Valentia e di quello che, utilizzando con lungimiranza la legislazione vigente, potrebbe essere un nuovo ente in questo primo scorcio di terzo millennio. Con l’unità e la coesione di un vasto territorio, potrebbe rigenerarsi un inedito Comune, ovvero una comunità moderna di centralità e potenziale valenza regionale. Un ente moderno, dunque, che dovrebbe sviluppare progettualità in grado di esaltare, con lo sviluppo produttivo, la storia e la dignità di ogni cittadinanza che in essa riconosca la sua antica laboriosa appartenenza per la quale, a salvaguardia della storia di ogni comunità, è sufficiente applicare quanto normato all’art. 16 del Tuel in materia di Municipi.

Il Comune di Vibo Valentia

Un programma adeguato non può, quindi, che partire dallo stato economico e finanziario in cui si trova l’attuale ente in dissesto finanziario; perciò, più che rimpallarsi e perdersi in sterili polemiche sullo stato debitorio, ha bisogno di evidenziarsi chiaramente per comprendere  quali siano i motivi strutturali che lo hanno causato, giacché il buon rimedio può essere trovato soltanto se i cittadini e gli amministratori in primis comprenderanno i veri limiti che, sulla scorta di una verità fattuale, quanti si propongono di amministrare il Comune dovranno avere il coraggio di indicare per una soluzione credibile. Soltanto allora, nel caso le misure previste agli art. 193 e 194 del Tuel non siano sufficienti a superare le condizionidi squilibrio rilevate, si avrà contezza sicura per superare le condizioni di squilibrio e deliberare una procedura di riequilibrio finanziario in grado di dare slancio all’attività amministrativa. Ciò, oltre a risanare il bilancio tradizionale, darà forza contrattuale al Comune nei confronti degli organi sovraordinati della Regione e del Parlamento nazionale per interventi finanziari di scopo e con una inedita redistribuzione sul territorio della fiscalità dei cittadini. Bisogna indicare, affinché lo interiorizzino tutti i cittadini, quali servizi sono primari e inderogabili, quanti sono i costi reali per poterli servire in maniera adeguata e secondo gli stili di vita dell’attuale civiltà. Così, alla luce del sole, bisogna dichiarare come s’intende svolgere il mandato nella Conferenza dei Sindaci in materia di Sanità, giacché le sue competenze sono tante e fondamentali nei confronti della gestione regionale. Infatti, tra le tante, si ricordano in particolare le principali competenze come il compito di definire, nell’ambito della programmazione socio-sanitaria regionale, le linee di indirizzo per l’impostazione programmatica dell’attività;di definire le linee di indirizzo per l’elaborazione del piano attuativo locale, sulla base delle risultanze dei profili e piani di salute (Peps); di esprimere parere sul piano attuativo locale; di esaminare ed esprime parere sul bilancio pluriennale di previsione e sul bilancio di esercizio e di rimettere alla Giunta Regionale e al Commissario le relative osservazioni; di verificare l’andamento generale dell’attività; di contribuire alla definizione dei piani programmatici trasmettendo le proprie valutazioni e proposte al Direttore Generale ed alla Regione; di concordare ed esprimere parere sulla definizione degli ambiti territoriali distrettuali, esercitando ogni altra competenza ad essa riservata dalle norme nazionali e regionali. Un buon programma deve avere la capacità di scegliere quali competenze utilizzare in materia di attività produttive e come s’intende esercitarle per la crescita integrale in materia di sviluppo del Distretto Industriale (da intendersi nell’accezione plurale dei settori trainanti dell’agroalimentare, dell’industria propriamente detta, del turismo e dei servizi).

Tutti comparti presenti nel territorio dell’ex nucleo industriale e del comune in generale. Ciò anche in relazione all’attività del Corap (Consorzio Regionale per lo Sviluppo delle Attività Produttive) e, in particolare, di quale ruolo regionale s’intende assegnare alla presenza di Aziende di avanguardia e di alta tecnologia industriale come il nuovo pignone (Baker Hughes), Ex Snamprogetti Saipem (Eni Tecnomare), che proiettano Vibo Valentia a essere competitiva nel mondo. Un’Amministrazione comunale, quindi, promotrice di Comunità energetiche in ogni quartiere dei centri urbani del comune, che siano modello avanzato della transizione energetica, giacché l’efficientamento con l’autoconsumo migliora la vita economica e sociale delle famiglie e delle imprese. Un comune che, sulla scorta delle pre-condizioni affinché le sue forze, in particolare giovani, rimangano e ritornino a vivere nella città, sì che può vantare e quindi rilanciare il suo patrimonio artistico e culturale che, nonostante tutto, la vede pur sempre essere unica nella regione a vantare il titolo di Capitale italiana del libro 2021.

Va da sé che un’Amministrazione, con un programma siffatto, sarà sicuramente in grado di risolvere con prontezza e lungimiranza l’insieme delle opere primarie di sua competenza in relazione ai servizi: idrico e dell’acqua pubblica, delle reti fognarie e delle acque bianche, della gestione degli scoli, dei fossi e dei ruscelli, del conferimento e della raccolta differenziata. Per non parlare della rete stradale, delle piste ciclabili e per monopattini, del servizio del trasporto locale, delle stazioni dei mezzi di trasporto pubblico, del collegamento con la Ferrovia e l’Aeroporto, dei parchi e del verde attrezzato, delle scuole, delle politiche delle reti informatiche e del digitale,dei luoghi della cultura e delle biblioteche di cui dispone e di quante, anche innovative e come musei, ne bisognano per valorizzare la sua storia marinaresca millenaria di cui parla il Porto di Santa Venere, il Castello di Bivona, il sito architettonico di archeologia industriale della Tonnara di Bivona, unico in Calabria per tradizione e storia della pesca e del mare, e delle tante specificità possedute in materia dalle altre tante frazioni”.

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