Referendum costituzionale, il Comitato Pro Serre in campo per il “No”

Si vuole contrastare «Una riforma che cancellerebbe l’identità stessa della Repubblica nata dalla Resistenza»

Si vuole contrastare «Una riforma che cancellerebbe l’identità stessa della Repubblica nata dalla Resistenza»

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Una manifestazione del Comitato Pro Serre

«Un “No” per difendere la Costituzione dagli attacchi perpetrati dal governo nazionale per meri interessi di potere. Dopo la recente campagna No Triv, in occasione del referendum abrogativo indetto lo scorso aprile per porre fine alle concessioni sulle trivellazioni entro le 12 miglia, il Comitato civico Pro Serre riparte da un nuova battaglia referendaria aderendo al Comitato per il “No” al referendum costituzionale del prossimo ottobre».

A comunicarlo è lo stesso comitato con sede a Serra San Bruno che intende contrastare attraverso una campagna informativa e di sensibilizzazione politica il progetto di riforma costituzionale promosso dal governo. «Dopo la personalizzazione politica di una riforma che si vorrebbe far passare come la soluzione ai problemi generati dalla politica stessa – scrive il comitato Pro Serre -, diviene di estrema importanza diffondere le ragioni del “No” in merito al disegno di legge costituzionale Renzi-Boschi, che cancellerebbe l’identità della Repubblica italiana nata dalla Resistenza».

Questi motivi sono alla base dell’adesione al “Comitato per il No nel Referendum sulle modifiche della Costituzione” di Gustavo Zagrebelsky (presidente onorario), ufficializzata per il tramite del coordinamento nazionale e degli esistenti sodalizi territoriali e assumendo così le vesti di Comitato locale per il “No” a Serra San Bruno.

Si spiega, quindi, che il Comitato sarà parte attiva sostenendo «i principi per i quali il Ddl Boschi non avrebbe motivo di esistere in quanto lesivo della Costituzione e prodotto da un esecutivo illegittimo», esponendo osservazioni nel metodo e nei contenuti della riforma.

«In sostanza – si legge infine -, il vero obiettivo è lo spostamento dell’asse di potere istituzionale a favore dell’esecutivo. Un piccolo passo verso la dittatura contro cui il Comitato lotterà promuovendo campagne di sensibilizzazione mirate a diffondere le ragioni del “No”».