Ncd, è scontro aperto tra Grillo e “Vibo Popolare”

Il coordinatore provinciale aveva bacchettato i consiglieri Polistina e Franzè e l’assessore Scuticchio che adesso replicano «Le monarchie sono finite da un pezzo»

Il coordinatore provinciale aveva bacchettato i consiglieri Polistina e Franzè e l’assessore Scuticchio che adesso replicano «Le monarchie sono finite da un pezzo»

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La cosiddetta “diffida” pervenuta dal coordinatore provinciale Ncd nei confronti dei consiglieri comunali vibonesi Gregorio Polistina e Katia Franzè e dell’assessore Antonio Scuticchio, membri del gruppo “Vibo Valentia Popolare”, ha generato la ferma replica da parte dei diretti interessati.

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Quanto scritto da Alfonsino Grillo ha creato malumori allargando una spaccatura ormai netta. «Finalmente, si porta a conoscenza della cittadinanza che la nostra linea è quella giusta – scrivono i consiglieri -. Apprendiamo, infatti, che il coordinamento provinciale del Nuovo centro destra afferma di far parte di questa maggioranza, senza specificare se ha fiducia nel sindaco e nel suo progetto civico, particolare di non poco conto – hanno detto i tre -. Quindi appare illogico che venga stigmatizzato il nostro comportamento, quando affermiamo di voler continuare a sostenere questa maggioranza e, un giorno dopo, il coordinamento afferma identica cosa. O quando affermiamo di essere contrari a federazioni o fusioni con altri gruppi, e poche ore dopo, anche il coordinamento cittadino fa intendere identica cosa».

«La federazione tra Vibo Popolare e Vibo Unica non si farà»

L’accusa, «anzi la stigmatizzazione», è quella di avere «rimarcato autonomia politica ed amministrativa rispetto al partito di riferimento. Chi ci ha accusati di inesperienza politica, dovrebbe avere l’accortezza di leggere la nota inviata il 21 settembre laddove si parlava di autonomia di pensiero».

Per i tre quest’episodio non è altro che «uno scivolone, l’ultimo di una lunga serie, per il disattento autore dello stigma». E forse «bisognerebbe evitare anche di dare in pasto ai giornali, prima delle riunioni di partito, chiacchere da marciapiede, che riguardino verifiche e rimpasti».

Questa vicenda, sulla quale ritengono necessaria una più che probabile interlocuzione con i vertici del partito, tuttavia è preziosa per comprendere e far comprendere alcune cose. «Anzitutto, vorremmo comprendere come ci si possa definire nella maggioranza al Comune quando poi si afferma che avremmo preso le distanze dal partito per avvicinarci al progetto civico del sindaco. Qui trasecoliamo. Noi facciamo parte integrante del progetto civico del sindaco Elio Costa – insistono Franzè, Polistina e Scuticchio -. Il problema è capire, a questo punto, se chi ci accusa di questo abbia mai capito il vero significato di progetto civico oppure pensava si trattasse di uno stratagemma per cittadini-elettori creduloni. Vorremmo, poi, far comprendere che un progetto civico coerente non può contemplare un riconoscimento dei partiti, se non mediatamente, attraverso la loro espressione. Cioè le liste civiche».

Quindi, una diffida ad assumere posizioni o decisioni in consiglio comunale a nome o per conto di Ncd, «oltre che essere fuori contesto è quanto di più inutile e superfluo possa dirsi. Il gruppo ha agito, agisce e continuerà ad agire in consiglio come espressione di una lista civica. Su questo punto ci sentiamo di fornire le più ampie rassicurazioni agli amici di Vibo Popolare, sia a quelli rimasti sia a quelli allontanatisi. Come pure possiamo affermare che a livello politico siamo nell’area moderata di centro-destra, sempre disponibili al dialogo democratico con i nostri riferimenti politici», hanno aggiunto. Un dialogo che non è fatto «né di lezioncine di politica ipocrite né di imposizioni», dato che «le monarchie sono finite da un pezzo».