sabato,Luglio 13 2024

Zungri, primo Consiglio comunale infuocato. L’opposizione: «Il sindaco, la presidente e i loro sostenitori ci hanno impedito di parlare»

La denuncia della minoranza: «Comunità politicamente spaccata a metà. Si spera che questa frattura non degeneri in una divisione sociale»

Zungri, primo Consiglio comunale infuocato. L’opposizione: «Il sindaco, la presidente e i loro sostenitori ci hanno impedito di parlare»
Il gruppo di “Progetto Zungri”

«Che a Zungri qualcuno volesse far degenerare la situazione si era già capito durante la campagna elettorale, ma che si arrivasse addirittura ad impedire all’opposizione di esprimersi in Consiglio comunale era impensabile». Questo è quanto denuncia pubblicamente il gruppo “Progetto Zungri”, con in capo Antonio Fiamingo. Questi i fatti: «La seduta del Consiglio non era ancora iniziata – hanno evidenziato – che Antonio Fiamingo, già candidato sindaco per la lista “Progetto Zungri” e attualmente consigliere di opposizione, ha fatto presente l’invalidità della convocazione dal momento che a farla era stata una persona – a loro dire – non legittimato a compiere tale atto. Tuttavia, per spirito di responsabilità – proseguono nella loro nota – l’opposizione aveva comunque sanato il vizio procedurale con la propria presenza in sala. Normali schermaglie dialettiche e procedurali tra opposizione e maggioranza si direbbe. Ma forse tanto è bastato per mandare in tilt il neo sindaco Serafino Fiamingo, la neo presidente del consiglio Elisabetta Purita e molti dei loro sostenitori in sala».

Il capogruppo Antonio Fiamingo

Quello che è successo a Zungri, «è di una gravità inaudita – dichiara il capogruppo Antonio Fiamingo -. Non si è mai visto che fosse negato il diritto di parola ad un consigliere comunale, meno che mai dal presidente del Consiglio che, per legge, deve essere imparziale e garantire l’effettivo esercizio dei diritti politici a tutti i consiglieri. Siano essi di maggioranza o di opposizione». Il diritto di parola, incalzano poi dal gruppo, «è tutelato dalla Costituzione e da una solida mole di leggi e norme nazionali e locali, non ultimo lo Statuto e il Regolamento comunale di Zungri». Ma durante la prima seduta dell’assemblea degli eletti alle passate elezioni amministrative dell’8 e 9 giugno scorso, convocata domenica mattina alle 10:30, a più riprese il capo dell’opposizione «è stato privato del diritto di parola prima dal sindaco, che ha ignorato la sua richiesta di poter parlare per avere un chiarimento durante la comunicazione della nomina degli assessori, poi al termine dei lavori dalla neo presidente, che ha bruscamente interrotto più volte Antonio Fiamingo, fino a togliergli la parola – sottolineano – sciogliendo in tutta fretta l’assemblea».

Sul punto, ha spiegato a margine dell’assise lo stesso Antonio Fiamingo, «volevamo chiedere perché non è stata garantita la presenza di almeno un membro della Giunta di sesso femminile, dato che sono stati nominati due assessori di sesso maschile e nessuna donna». Rispettando cioè quanto previsto dal disegno legislativo n. 267 del 2000, nonché dallo Statuto del Comune di Zungri circa la parità di genere nella Giunta comunale. «Non ci hanno nemmeno fatto parlare». Quando alla fine dei lavori all’ordine del giorno Antonio Fiamingo ha chiesto la parola, «sia il sindaco che la presedente del Consiglio, hanno iniziato a rumoreggiare e a contestare il consigliere che stava parlando. Questo comportamento – proseguono da “Progetto Zungri” – deve aver fatto pensare ai loro sostenitori in sala di essere autorizzati a sollevare un tumulto e così è stato. Urla, insulti, bestemmie e intimazioni a tacere, indirizzate al nostro capogruppo. Gli è stato impedito di proseguire». La neo presidente Purita, «invece di richiamare l’aula all’ordine e redarguire un consigliere della maggioranza che si era lanciato anch’egli in accuse e intimazioni a tacere, ha pensato bene di “zittire” il nostro capogruppo chiudendo bruscamente il dibattito che, di fatto, non c’è stato, e sciogliendo all’istante l’assemblea». Denunciano «l’imparzialità» della Purita, la quale «ha messo in atto una serie di comportamenti pregiudizievoli per la funzionalità ed efficacia dei lavori del Consiglio, lesivi del prestigio dello stesso».

Sulla vicenda, le conclusioni di Antonio Fiamingo di “Progetto Zungri”: «Purtroppo Serafino Fiamingo ancora una volta ha dato prova di ignorare le basi del civile confronto politico e democratico. Dispiace che anche dei giovani consiglieri vogliano seguirlo su questa strada che non porta a nulla di buono. Forse pensava che gli avremmo steso un tappeto rosso, incensandolo ad ogni parola, ma ha scoperto che non sarà così ed hanno reagito tutti in maniera scomposta provando a tapparci la bocca. Non averci consentito di far valere i nostri diritti democratici sanciti dalla Costituzione e dalle leggi, è un fatto grave che al momento pregiudica ogni possibilità di collaborazione con questa amministrazione».

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