sabato,Luglio 13 2024

«Tessere solo agli “amici” e iscrizioni gonfiate», congresso Pd a rischio

Giuseppe Disì, componente della commissione interna del Partito democratico vibonese, denuncia irregolarità nel tesseramento in vista del rinnovo degli organismi provinciali.

«Tessere solo agli “amici” e iscrizioni gonfiate», congresso Pd a rischio

Che le tensioni all’interno del Partito democratico vibonese si fossero ormai radicalizzate su opposte posizioni, è da tempo cosa nota. Che, per difendere tali posizioni, si siano talvolta “derogate” le regole in occasione di primarie e congressi vari, è anch’esso argomento di cui sono piene le cronache. Ma che l’atteggiamento «padronale» di alcuni esponenti di primo piano potesse addirittura mettere a repentaglio lo svolgimento di un congresso provinciale, è per certi versi una novità anche da queste parti. Eppure, nel Pd vibonese si rischia di arrivare a tanto se non si troverà la “quadra” rispetto alle modalità di tesseramento degli iscritti aventi diritto al voto proprio in vista del rinnovo degli organismi provinciali del partito.

A ravvisare quest’eventualità è nientemeno che un componente della commissione chiamata a traghettare il partito verso la consultazione interna (e quindi a definire l’iter della stessa), spiegando che le stesse regole stabilite dal direttorio sarebbero oggi apertamente violate dalla corrente che fa riferimento al deputato Bruno Censore. A parlare è Giuseppe Disì (esponente di “fede” renziana, vicino all’ex presidente della Provincia De Nisi), membro della commissione che annovera anche il consigliere regionale Michele Mirabello, Benito Monteleone (uomo di fiducia del deputato serrese) e i dirigenti Donato Riserbato e Giovanni Puccio.

È lo stesso Disì a gettare il sasso nello stagno in una dichiarazione raccolta da La Gazzetta del Sud: «le tessere sono state già consegnate dai collaboratori di Censore ai segretari di circolo a lui vicini, contravvenendo apertamente alle modalità stabilite dalla commissione».

Accuse che ha confermato anche a Il Vibonese aggiungendo come la commissione di cui fa parte avesse «già delineato un preciso regolamento, sulla falsariga di quello nazionale, stabilendo che le stesse tessere, di numero pari agli iscritti del 2014 incrementato del 20 per cento, sarebbero state consegnate dallo stesso comitato ai segretari di circolo e secondo un calendario condiviso, a garanzia di massima trasparenza». Così non è stato, anzi. Disì spiega che «delle tessere, nel comitato non si è mai vista neppure l’ombra. Le stesse sono però state smistate da collaboratori di Censore e Mirabello direttamente nelle mani dei segretari “amici” con grande sorpresa anche di altre sezioni, diciamo “non allineate”, alcune delle quali hanno già denunciato tale circostanza al livello nazionale».

Il tutto, per Disì, «in linea con l’atteggiamento da tempo tenuto dall’onorevole, in barba alle regole, per accaparrarsi un vantaggio numerico in vista di un congresso che a questo punto parte già falsato e che, di conseguenza, non ha più senso affrontare a queste condizioni». Non solo, sarebbero da verificare anche gli elenchi degli iscritti al 2014 «nei quali si notano forti discrepanze, già segnalate da vari circoli dove le iscrizioni sono improvvisamente aumentate anche del 100 per cento con tessere, guarda caso, a nome di persone mai viste nelle sedi e portate tutte dalla stessa “corrente”».

Circostanze alla cui base, denuncia Disì, «c’è solo volontà di affermare il controllo sul partito in provincia mettendo sotto i piedi qualunque regola». Che a farlo, «in maniera così sfrontata», siano poi «un deputato e un consigliere regionale» non può che aumentare l’amarezza di Disì: «che esempio si dà? Come si può pretendere che un giovane si avvicini ad un partito così, nel quale si vive un clima di perenne campagna elettorale?».

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