lunedì,Ottobre 18 2021

Consigliere delegato, un «pasticcio riprovevole» per il Forum delle associazioni

Il portavoce Antonio D’Agostino evidenzia i limiti politici e giuridici della paventata modifica statutaria in discussione nel consiglio comunale di domani.

Consigliere delegato, un «pasticcio riprovevole» per il Forum delle associazioni

Un’iniziativa «non conforme alla prassi amministrativa che vorrebbe i consiglieri comunali tempestivamente aggiornati sulle norme da introdurre o modificare». Oggetto del contendere è il punto all’ordine del giorno del prossimo consiglio comunale che recita “modificazioni allo statuto”. Ad evidenziare i limiti procedurali è il forum delle associazioni vibonesi che, tramite il suo portavoce, Antonio D’Agostino, mette nel mirino soprattutto la figura del consigliere delegato che si vorrebbe introdurre nella prossima seduta consiliare prevista per domani. Il forum riferisce di «stentare a credere» che la modifica statutaria che si vuole introdurre sia proprio quella della figura «consigliere delegato, terminologia che la normativa vigente utilizza solo per indicare il consigliere che ha ricevuto dal sindaco la delega all’esercizio nella frazione di funzioni di ufficiale di governo (ordinariamente quelle di stato civile). L’ordine del giorno non può evidentemente riferirsi a tale figura di consigliere, del tutto estranea alle funzioni e competenze del Consiglio comunale».

Da questa premessa parte D’Agostino per affermare che «se nella formulazione dell’ordine del giorno il termine “delegato” è stato utilizzato nel suo significato, la delega non può che riferirsi al conferimento ad un consigliere comunale (si ritiene di maggioranza) di trattare materie di competenza di sindaco, giunta o assessorati. Se cosi fosse – insiste -, il tentativo dell’Amministrazione sarebbe fortemente maldestro sul piano di legittimità, nonché riprovevole su quello politico». Questo perché «oggi il consiglio comunale è organo di indirizzo politico e di controllo: da ciò deriverebbe che il consigliere, come figura che tratta competenze del Sindaco o della Giunta, dovrebbe essere sottoposto al controllo del Consiglio, ma, nel contempo, dovrebbe, per appartenenza all’organo di controllo, giudicare sulla legittimità del proprio operato. Sul piano delle competenze si verificherebbe poi una palese violazione della normativa vigente che impone agli amministratori comunali di disimpegnare i propri compiti istituzionali nel rispetto delle funzioni di spettanza di sindaco, assessori e dirigenza comunale».

Evidenziati i limiti e le forzature legislative, c’è un dato politico non meno importante che il Forum rileva in questi termini: «la maggioranza è conscia che la miriade di voci che provengono dall’accozzaglia di numerose liste impedisce la manifestazione di una volontà consiliare unitaria nell’ambito della stessa, il dialogo fra sindaco e consigliere, nonché quello fra consiglieri e assessori. Il consigliere delegato dovrebbe fungere da collante e porsi come elemento catalizzatore. Un pasticcio insomma. Ci sembra di poter affermare che si sta verificato quello che in campagna elettorale abbiamo previsto e denunciato».

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