Ordinanza Santelli, il Pd vibonese stigmatizza l’anticipo della Fase 2

Per il segretario provinciale Enzo Insardà si tratta di «una provocazione con profili di illegittimità». Per Raffaele Mammoliti si è di fronte ad una «battaglia politica contro il Governo»
Per il segretario provinciale Enzo Insardà si tratta di «una provocazione con profili di illegittimità». Per Raffaele Mammoliti si è di fronte ad una «battaglia politica contro il Governo»
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enzo insarda
Enzo Insardà (Pd)

«La situazione di grave incertezza e confusione che si è venuta a creare con l’ordinanza emanata dalla presidente Santelli richiede un intervento deciso da parte del Governo per dare indicazioni chiare al tessuto produttivo e ai cittadini calabresi. La riapertura prudente operata dall’esecutivo, la cosiddetta fase di convivenza con il virus, rende chiaro a tutti che la pandemia è ancora davanti a noi».

A riferirlo in una nota è il segretario provinciale del Partito democratico di Vibo Valentia Enzo Insardà, a commento della decisione del presidente della Regione di anticipare la cosiddetta Fase 2 dando il via libera, dalla giornata di oggi, alla ripresa di molte attività commerciali. «La riapertura – spiega Insardà – non può prescindere dalla sicurezza, dalla definizione con amministrazioni locali e autorità sanitarie di un’organizzazione tale da assicurare livelli di assistenza e di controllo adeguati. È ormai evidente a tutti l’intento provocatorio dell’uscita della Santelli, così come sono altrettanto evidenti i profili di illegittimità di questa decisione. Un atto finalizzato a creare difficoltà al Governo, un tentativo che segue logiche estranee e opposte agli interessi della Calabria. Non possiamo mettere a repentaglio la salute delle persone dopo i sacrifici che sono stati fatti». [Continua]

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Insardà aggiunge: «in queste ore sta già emergendo in maniera preoccupante uno stato di confusione che mette in difficoltà le stesse forze dell’ordine, alle prese con la necessità di far rispettare disposizioni del governo, della Regione e dei sindaci in totale contraddizione. Rimaniamo al fianco delle comunità locali e invitiamo gli amministratori a prendere una posizione sull’applicazione dell’ordinanza. La Regione provveda a dare risposte sul Piano economico per la Calabria, a dare risposte e a fare la propria parte con strumenti a sostegno del reddito e del lavoro, invece di preoccuparsi di argomenti che portano preoccupazione e confusione».

Raffaele Mammoliti

Dello stesso avviso anche Raffaele Mammoliti, già candidato al consiglio regionale sotto le insegne del Pd. «Il presidente della Regione – spiega – dovrebbe provare a governare la Calabria invece di esercitarsi nel fare esclusivamente l’opposizione al Governo nazionale. È assurda una decisione così repentina che imbraccia, a mio avviso, una battaglia politica di parte contro il Governo nazionale senza fare nulla di concreto per la drammatica situazione produttiva, economica e sociale  della Calabria. Personalmente – prosegue – consideravo la decisione del Governo Nazionale di procedere ad una ripartenza differenziata, secondo una valutazione più appropriata  in base alla situazione epidemiologica delle singole regioni, molto equilibrata, ragionevole e responsabile che poteva già consentire una decisione congrua per una ripartenza più ravvicinata rispetto a quella prevista del 1 giugno».

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Mammoliti, tuttavia, precisa di non essere «contrario ad una ripartenza più immediata per la nostra regione difronte all’implosione del sistema produttivo soprattutto delle Pmi e rispetto alla già compromessa stagione turistica che garantisce a migliaia di lavoratori di avere un contratto stagionale e rappresenta un settore strategico fondamentale per l’intera economia della regione. Quello che non si può sottacere è la decisione repentina  del presidente di Regione che prevede tutto il contrario  di quanto sostenuto fino a  ieri, oltre ad evidenziare una stridente discrasia con la barbara decisione di impedire il legittimo e motivato rientro dei giovani calabresi (studenti e lavoratori stagionali). Secondo me non siamo difronte ad una legittima rivendicazione del principio di sussidiarietà e leale collaborazione tra Governo nazionale e regionale. La battaglia di parte del centrodestra, in un momento così difficile e delicato, sostenuta in modo acritico da chi riveste ruoli istituzionali e di governo, nelle regioni è da condannare senza se e senza ma».

Quindi conclude: «non ci sono ancora in Calabria, a distanza di mesi dall’insediamento della nuova maggioranza di centrodestra e dopo due consigli regionali, le linee programmatiche di indirizzo e di governo del presidente; non sono state elette le commissioni consiliari; migliaia di lavoratori in ammortizzatori in deroga non hanno ricevuto un solo euro mentre altre regioni hanno provveduto ad evadere tutte le richieste; non è stato ancora concesso un solo euro a imprese e famiglie. Bisogna organizzare il dissenso politico e sociale senza attendere  oltre. È reale il rischio di una deriva autoritaria che indebolisce il sistema democratico calabrese e mette a repentaglio la tenuta sociale. Bisogna agire e valutare il da farsi  senza rimanere immobili e inermi. Non possiamo assistere – ha concluso Mammoliti – a conflitti istituzionali tra Governo nazionale, Regioni e sindaci. Il Paese, la Calabria e i territori attendono risposte da chi possiede ruoli istituzionali e di governo ai vari livelli».

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