Ordinanza bocciata, Pitaro: «Errato equiparare Calabria e Nord Italia»

Il consigliere regionale difende l’operato della presidente Santelli: «Si era tentato di rilanciare un settore di per sé in crisi»
Il consigliere regionale difende l’operato della presidente Santelli: «Si era tentato di rilanciare un settore di per sé in crisi»
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Vito Pitaro

«Questa sentenza del Tar fa sì chiarezza sulle competenze in merito alle ordinanze riguardanti la gestione dell’emergenza Coronavirus, ma lascia molti dubbi sul futuro delle innumerevoli attività commerciali». Ad affermarlo Vito Pitaro, consigliere regionale del gruppo Jole Santelli Presidente, in merito alla sentenza del Tribunale amministrativo regionale, che ha accolto il ricorso del Governo contro l’ordinanza della presidente della Regione Calabria sulla riapertura dei ristoranti e dei bar che consentiva la possibilità di effettuare il servizio all’aperto. «Quella del presidente Santelli era sicuramente una soluzione utile a far ripartire un settore di per sé in crisi. In questo momento è necessario favorire il ritorno alla normalità, ma il Governo Conte pensa ad accanirsi contro chi vuole tutelare il proprio territorio cercando di favorire una ripartenza iniziando da un settore cardine», ha continuato Pitaro.

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Secondo il consigliere regionale «la nostra regione non ha di certo subito la devastazione dovuta alla pandemia che si è registrata nel Nord Italia, pertanto la fase 2 sarebbe dovuta essere differenziata tenendo in considerazione i numeri del contagio». Numeri che sono decisamente inferiori, ha asserito Pitaro. «Il dramma sanitario rischia di tramutarsi in dramma economico, perciò non si può perdere ulteriore tempo. La Calabria aveva l’opportunità di porsi sullo scenario nazionale come regione all’avanguardia, facendo importanti passi in avanti e favorendo proprio la tanto decantata ripartenza, più volte rimarcata dal Governo Conte. Quest’ultimo, invece, ha deciso di frenare arbitrariamente le aspettative di tanti imprenditori calabresi, desiderosi di ritornare a lavorare rispettando tutte le disposizioni anti-contagio», ha concluso.