sabato,Maggio 8 2021

M5S Vibo: «Sì all’eco-distretto, ma la grande discarica non la vogliamo»

I Cinquestelle chiedono anche di rimettere in discussione il sito di Sant’Onofrio, pur giudicandolo «giusto», proponendo ai sindaci di avanzare altri siti per scongiurare «eventuali interessi occulti»

M5S Vibo: «Sì all’eco-distretto, ma la grande discarica non la vogliamo»
Domenico e Luisa Santoro

Il Movimento 5 Stelle di Vibo Valentia prende posizione sulla questione eco-distretto. In una nota firmata dal meetup Vibonesi in movimento e dai consiglieri Domenico Santoro e Luisa Santoro, si esprime un «sì alla piattaforma vibonese di trattamento spinto dei rifiuti» e si ribadisce «il no alla grande discarica “pattumiera della Calabria”», per via anche degli «inquinamenti del territorio provenienti addirittura da radiazioni e dal mancato controllo del Corap».

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«Considerando i principi a cui il M5S si ispira, ovvero l’economia circolare e quindi il riciclaggio, il no ai termovalorizzatori e quindi il sì al trattamento dei rifiuti in prossimità dei Comuni – si legge nella nota – il M5S crede utile la formazione della piattaforma di trattamento spinto dei rifiuti da realizzare nel territorio vibonese. Non vogliamo vedere più i camion che trasportano i nostri rifiuti fuori provincia affollando la nostra autostrada di maleodoranti e costosi trasporti. Dall’altro lato siamo fortemente preoccupati per il dibattito sul sito di Sant’Onofrio, poiché con esso si sta diffondendo la sindrome di “Nimby”, mai nel mio giardino, instaurata la quale la risoluzione sarà molto più problematica se non quasi insoluta».

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Non mancato critiche alla Regione: «Siamo fortemente critici verso la politica regionale del passato – affermano i due Santoro – che ha speso ingenti risorse senza avviare il processo virtuoso del trattamento dei rifiuti urbani e del loro riciclo, ma anche critici verso l’attuale amministrazione regionale che prima adotta la fine dell’uso delle discariche private, per poi fare marcia indietro, e quindi denota di non avere un chiaro progetto di intervento. Noi escludiamo il piano “B” di cui parlano i giornali, ovvero l’uso e l’incremento degli impianti di San Pietro Lametino, che porterebbe comunque a un trattamento non di prossimità, alla mancanza del nostro controllo politico e tecnico degli impianti e per giunta alla mancata centralità del territorio vibonese che così facendo dimostra di non sapere risolvere i suoi problemi ambientali. Riteniamo che la spesa dei 45 milioni per l’impianto di trattamento debba essere fatta in provincia di Vibo e non a Lamezia. Vogliamo un impianto di trattamento all’avanguardia ecologica e non una grande discarica».

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Quanto al sito di Sant’Onofrio, i cinquestelle lo giudicano «giusto», «ma pensiamo – aggiungono – sia giusto anche realizzare il progetto di una piattaforma per il trattamento dei rifiuti, eco-distretto puro atto al trattamento spinto verso il riciclaggio, il giusto processo in cui incanalare i rifiuti della provincia di Vibo Valentia. Pertanto, se discarica vi deve essere è necessario che sia una piccola discarica atta per gli scarti a supporto dell’impianto di trattamento stesso. Tutto ciò assicurerebbe quel processo di prossimità del territorio provinciale che eviterebbe il rischio di poter diventare la “pattumiera di Calabria”».

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In questo quadro il progetto preliminare che l’Ato sta per far partire «dovrebbe chiarire alcune questioni tecniche, quali gli eventuali vincoli esistenti, la grandezza complessiva dell’impianto in rapporto alle sue economicità e, soprattutto, individuare le alternative possibili. Le alternative devono essere sempre comparate, pertanto giudichiamo sconveniente e non giusto elaborare un progetto su un solo sito territoriale. Tutto ciò in prospettiva della Vas (valutazione ambientale) in cui si dovranno per forza mettere a comparazione tutte le alternative. Capiamo che gli altri siti siano stati già scartati, a noi sembra uno scarto più politico che tecnico, pertanto, invitiamo gli altri sindaci a mettere fin da subito a disposizione altri siti su cui fare la medesima analisi tecnica progettuale. Tale invito ai sindaci permette di soppesare eventuali interessi occulti di cui si è tanto parlato sui giornali, inerenti al sito in oggetto».

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