Carenza idrica a Ionadi, la denuncia: «Cittadini senz’acqua per giorni»

L’ex vicesindaco Rosamaria Gullì punta il dito contro l’amministrazione comunale: «Si diano risposte alla popolazione e non solo ammonimenti»
L’ex vicesindaco Rosamaria Gullì punta il dito contro l’amministrazione comunale: «Si diano risposte alla popolazione e non solo ammonimenti»
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Rosamaria Gullì

Nei giorni scorsi il sindaco di Ionadi Antonio Arena ha annunciato una stretta contro lo sperpero di acqua pubblica. Il problema della carenza idrica si presenta sul territorio ciclicamente, soprattutto nella stagione estiva. Oggi sull’argomento interviene l’ex vicesindaco e attuale “consigliere indipendente” Rosamaria Gullì, premettendo «che la lotta agli sprechi, così come la lotta agli allacci abusivi, è sacrosanta», ma anche affermando «che non si può pensare di risolvere il problema dando la caccia a chi annaffia l’orto».

Nel frattempo, il sindaco e l’assessore ai Lavori pubblici Gabriele Prestia hanno annunciato l’avvio dei lavori nell’ambito del progetto di ingegnerizzazione, «necessari per ottimizzare il servizio» e, tuttavia, «non sufficienti per fronteggiare il maggior consumo derivante dalla causa principale di spreco, ovvero le perdite nelle reti idriche. Nella frazione Vena, dove c’è un aumento costante della popolazione – dichiara la Gullì – la situazione dovrebbe migliorare, dal momento che è stato realizzato un pozzo in località Petrantonata (forse troppo vicino alla discarica interrata Capramorta?), che in cantiere ce ne dovrebbe essere un altro e che il tutto verrebbe completato da uno studio e da una ricerca tesi a scovare le perdite sulla rete. Lo stesso, però, non si può dire di Ionadi capoluogo e della frazione Nao, che anche in questi giorni stanno soffrendo della carenza idrica».

Ad allarmare i residenti, ci sarebbe «il fatto che anche le zone basse del paese sono rimasti con i rubinetti a secco. Una cosa mai successa». Eppure, «il sindaco rassicura che non ci sono guasti». Per l’ex vicesindaco, invece, bisogna soffermarsi sulle molte volte in cui «è scattato il quadro elettrico a “Fontana vecchia” di Ionadi», con tanto «di spegnimento della pompa di sollevamento e di gente rimasta senz’acqua per diversi giorni, prima che ritornasse tutto a regime».

Un dato constatato di persona «nei tre anni in cui sono stata sul campo», che lo porta a presumere «che la colpa non è solo di chi annaffia e del troppo consumo». Dopo aver ricordato che a Ionadi e Nao il problema della carenza idrica «si riscontra sia d’estate che d’inverno», la Gullì si domanda, quindi, «come mai conoscendo tale problematica non si parli di realizzare altri pozzi anche in queste aree?». E, ancora, «perché le stesse non siano state interessate da “analisi della rete” (nulla risulta dall’albo pretorio) per localizzare le perdite, anche di minima entità, che d’altronde si verificano di continuo nelle condotte ormai vetuste e realizzate con materiali non più idonei? Le riparazioni di perdite della condotta da parte della ditta, spesso nello stesso punto, non si contano, con tanto di spreco d’acqua. Eppure – conclude – il progetto di ingegnerizzazione, per cui il comune di Ionadi ha ricevuto un finanziamento di 350mila euro, prevede proprio la riduzione delle perdite, i lavori di manutenzione sulla rete esistente e, quindi, anche la sostituzione dei tratti non funzionanti o ammalorati. Auspico che si presti la dovuta attenzione anche al capoluogo e a Nao per dare risposte ai cittadini e non solo ammonimenti».

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