Bilancio a Joppolo, il responsabile del servizio finanziario risponde a Ventrice

Replica all’ex vicesindaco che aveva indirizzato una missiva ai consiglieri comunali evidenziando il mancato rispetto della legge nell’approvazione del consuntivo
Replica all’ex vicesindaco che aveva indirizzato una missiva ai consiglieri comunali evidenziando il mancato rispetto della legge nell’approvazione del consuntivo
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Guido Ventrice

Egregi consiglieri,
per dovere professionale, e su insistente richiesta di alcuni di voi, mi vedo costretto a relazionare sulla nota in oggetto, con la quale in data 13.7.2020 il sig. Guido Ventrice esterna le sue autorevoli considerazioni sul bilancio consuntivo dell’esercizio 2019 con certezze inoppugnabili, corroborate da citazioni di giurisprudenza di merito, quasi necessitasse, il suo già definitivo giudizio esserne suffragato, quasi fosse un avvocato davanti alla corte. Giammai! Le sue tesi in merito al documento non hanno bisogno di null’altro che di essere svelate dalla sola lettura, perché quand’anche il più sprovveduto “contabile” si fosse inerpicato sui picchi delle stesse, si vedrebbe garantito, e con certezza, l’accesso alla conoscenza assoluta in materia. Vediamo di cosa”. E’ quanto afferma il responsabile del servizio finanziario del Comune di Joppolo, Vincenzo Larocca in risposta alle precedenti osservazioni dell’ex vicesindaco Guido Ventrice. [Continua]

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Partiamo dalla violazione del termine per l’approvazione del Bilancio, di cui l’amministrazione sarebbe stata irrispettosa.  Con delibera n.24 del 24.6.2020 la Giunta ha approvato lo schema di Conto consuntivo ed inviato ai consiglieri la documentazione per l’approvazione da parte del Consiglio. Il termine per l’approvazione del documento è stabilito dalla  D.L. 17 marzo 2020, n. 18 al 30.6.2020 pertanto di fatto, ogni operazione contabile è conclusa ed approvata dalla Giunta nei termini. La ratio del differimento è una pandemia mondiale di cui certamente l’estensore non tiene conto, ma nel predetto decreto viene affermato …….“della situazione straordinaria di emergenza sanitaria derivante dalla diffusione dell’epidemia da Covid-19 e della oggettiva necessità di alleggerire i carichi amministrativi di enti ed organismi pubblici anche mediante la dilazione degli adempimenti e delle scadenze”.Pertanto se si volesse rappresentare il menefreghismo e la noncuranza dell’amministrazione e degli uffici ai termini di legge, gli atti dimostrano esattamente il contrario.Nel secondo paragrafo l’estensore della nota inizia ad inerpicarsi, si pronuncia infatti con un paragrafo di chiara e pregevole fattura, letteralmente innovando e superando lo stesso D.L.118/2011 quando afferma testualmente che: …”dalla lettura  del testo proposto dalla Giunta (non sappiamo di cosa perché fra delibere, schemi, relazione e allegati….va beh) emergono inammissibili copia e incolla  con il rendiconto 2018, a tal punto da far nascere forti sospetti e,di conseguenza, sull’utilizzo che l’amministrazione fa dello strumento contabile: non come indispensabile mezzo per l’impostazione di una corretta ed oculata programmazione economica dell’Ente ma, al contrario, essendo privo di contenuti attendibili e correttamente certificati, come semplice atto burocratico necessario alla mera prosecuzione dell’attività amministrativa. Ovviamente occorre un’attenta interpretazione per comprendere il significato profondo e anche recondito di tali enunciati, pertanto, cercando di interpretarne il significato seguendo la logica ermeneutica e diciamo….dottrinale di quanto appena riportato, potremmo desumere che forse l’estensore ha letto il bilancio di previsione, altrimenti non si spiega come possa parlare di “..strumento di…..corretta ed oculata programmazione economica..”, trattandosi del Rendiconto di gestione 2019. Mah… il dubbio su cosa abbia letto resta cristallino, non restano dubbi invece sul fatto che “marcando il consuntivo come documento di oculata programmazione” si sia reso superato il D.L.118/2011 il quale invece distingue la programmazione economica affidandola al Bilancio di Previsione regolato dall’art. 10 mentre inquadra la “Rendicontazione” al successivo art.11. Non restano nemmeno dubbi sul fatto che il servizio finanziario di cui lo scrivente è responsabile abbia dovuto lavorare e non poco per ridurre l’impatto dei debiti e delle somme non pagate, lasciate dalle amministrazioni precedenti, delle quali forse faceva parte anche l’estensore che oggi si erge ad esempio di oculata gestione (in fase di consuntivo), immolandosi in nome dei propri cittadini sull’altare della, tanto di moda, denuncia… “dei fatti”.

Per la conoscenza degli attuali consiglieri si riportano gli artt.10 e 11 del D.L. 118/2011: Art. 10 (Bilanci di previsione finanziari) 1. Il bilancio di previsione finanziario è almeno triennale, ha carattere autorizzatorio ed è aggiornato annualmente in occasione della sua approvazione. Le previsioni di entrata e di spesa sono elaborate distintamente per ciascun esercizio, in coerenza con i documenti di programmazione dell’ente, restando esclusa ogni quantificazione basata sul criterio della spesa storica incrementale.

Art. 11 (Bilanci consolidati) comma 6 – La relazione sulla gestione allegata al rendiconto è un documento illustrativo della gestione dell’ente, nonché dei fatti di rilievo verificatisi dopo la chiusura dell’esercizio e di ogni eventuale informazione utile ad una migliore comprensione dei dati contabili.  Andiamo più in alto. La verve “investigativa” coadiuvata da una spiccata perspicacia contabile, hanno reso possibile all’estensore di individuare un esempio di come i documenti contabili siano…di scarsa qualità, infatti lo stesso afferma: “… A farne da esempio vi è l’assoluta assenza  nel rendiconto di gestione (vivaddio  siamo tornati al consuntivo) dei debito fuori bilancio, quantificati in € 1.560.800 certificati, invece nel piano di riequilibrio.

Bene, qui di una cosa da certezza l’estensore, che i debiti sono certificati. Ops… ma al paragrafo terzo mi pare che l’estensore abbia affermato che il documento è “…privo di contenuti attendibili e correttamente certificati..” . Mannaggia, nemmeno qui vi è certezza. Forse un poco di attenzione ai documenti portati in approvazione, allegati ecc. sottoscritti e certificati, corredati da pareri e quant’altro, avrebbe risparmiato lo sforzo investigativo vivaddio ci si sarebbe accorti che nel prospetto dimostrativo del risultato di amministrazione, risultano le somme accantonate per debiti fuori bilancio, per l’importo esatto che c’è nel piano di riequilibrio per i debiti da riconoscere per i quali nel conto consuntivo ci sono i capitoli (c’è corrispondenza fra documenti contabili..anche se il D.L. n.118/2011 è superato dall’estensore. Ci siamo purgati in salute ehh…un surplus di correttezza).

Afferma poi: “…indubbia, inoltre, la gravità della mancata discussione quinquennale in consiglio comunale sulla legittimità ed il riconoscimento dei debiti fuori bilancio…”. Qui occorre precisare che i debiti da riconoscere sono passati come dei “figli illegittimi”, altresì detti “figli di padre ignoto” (senza riconoscimento) anche sotto la corretta gestione dell’estensore, attuale censore e paladino, nonché fautore della contabilità pura e dura. Ma si sa, se si è maggioranza si lavora per il bene dell’ente, se si è opposizione per quello dei cittadini, e quindi questo è il momento della denuncia, certamente.

Ma vi è di più, tali debiti, provenienti dal passato che l’estensore ha ereditato, sono notevolmente aumentati sotto tale gestione, certamente per motivi insuperabili, per mancanza di liquidità, per crisi finanziarie planetarie, ovvio, ma sono considerevolmente aumentati. Per non parlare poi dell’anticipazione di tesoreria che non è rimasta mai inutilizzata nemmeno durante la gestione commissariale. Occorrerebbe fare qualche domanda all’estensore ed ai suoi predecessori in merito alla mancata ricostruzione dei fondi vincolati che si inabissano dal consuntivo 2009… per non tornare mai più nel vincolo che li avrebbe dovuti tenere da parte per l’opera per cui erano stati concessi.

Ma veniamo alle “preoccupazioni”. Secondo l’estensore il piano di riequilibrio, previsto dalla legge per tentare di salvare il Comune dal dissesto, sarebbe un modo per ..”porre un’ipoteca sulle nostre future generazioni per ripianare i danni prodotti da una gestione poco oculata delle risorse pubbliche..”. Qui si potrebbe trovare una nota di accordo, ma bisogna individuare chi ha gestito male le scarse risorse esistenti, certamente questa amministrazione ha ereditato tutto questo ben di Dio, e di questo è d’accordo l’estensore che afferma con certezza che con la nota protocollo n. 987/2016 il sottoscritto registrava lo stato dei procedimenti in cui si rilevavano per la prima volta le situazioni debitorie. Dunque il problema c’era già? La cattiva gestione si riferisce con certezza agli anni precedenti il 2016. Finalmente una certezza inquadrata anche dal sig. Guido Ventrice. I debiti c’erano e vanno riconosciuti. Il lavoro fin qui svolto dal servizio finanziario e dall’amministrazione è stato quello di ridurre al massimo la massa debitoria per non gravare – afferma Larocca – sui cittadini un debito enorme, mai controllato correttamente prima, ma anche per evitare che gli amministratori che si sono succeduti nel tempo, fra i quali il sig. Guido Ventrice, debbano rispondere davanti alla Corte dei Conti per la loro competenza temporale. Chiariamo pertanto che, come previsto nel piano di riequilibrio, i debiti si stanno estinguendo attraverso transazioni e rateizzazioni per un importo di € 1.092.578, mentre per la rimanente parte è stato istituito apposito capitolo e vincolate le relative somme.

Per ciò che attiene la durata del piano di riequilibrio…. vorremmo avere una vincita al superenalotto per estinguere tutto e subito ma ci siamo dovuti miseramente attenere all’art. 243 bis  D.lgs. 18 agosto 2000, n. 267 il quale al Comma 5bis prevede che: La durata massima del piano di riequilibrio finanziario pluriennale, di cui al primo periodo del comma 5, è determinata sulla base del rapporto tra le passività da ripianare nel medesimo e l’ammontare degli impegni di cui al titolo I della spesa del rendiconto dell’anno precedente a quello di deliberazione del ricorso alla procedura di riequilibrio o dell’ultimo rendiconto approvato, secondo la seguente tabella(1): 

Rapporto passività/ impegni di cui al titolo IDurata massima del piano di riequilibrio finanziario pluriennale
Fino al 20 per cento4 anni
Superiore al 20 per cento e fino al 60 per cento10 anni
Superiore al 60 per cento e fino al 100 per cento per i comuni fino a 60.000 abitanti15 anni
Oltre il 60 per cento per i comuni con popolazione superiore a 60.000 abitanti e oltre il 100 per cento per tutti gli altri comuni20 anni

Ad oggi non esiste alcuna comunicazione in merito da parte della Corte dei Conti, nè sull’attendibilità del Piano, nè sulla durata, ne ulteriore pronuncia di illegittimità. Ad attestare la giusta strada intrapresa invece vi è l’erogazione dell’acconto del Fondo di rotazione del 50% utilizzato per iniziare a pagare le imprese e gli enti creditori cercando di contemperare gli interessi in gioco, in quanto anche la sopravvivenza delle piccole imprese, che vantano crediti nei confronti del Comune e che ora sono in estrema difficoltà per il comportamento di alcuni amministratori, rappresenta uno degli elementi importanti per la sopravvivenza del tessuto economico e sociale del territorio, che le amministrazioni hanno il dovere di preservare e sostenere attraverso la buona amministrazione. Solo per l’energia elettrica abbiamo contestato e fatto stornare fatture e relativi debiti per oltre 290.000 euro, che coloro i quali hanno lasciato non pagati, non hanno avuto mai il pensiero di controllarne l’esattezza. Questo è il motivo del ritardo al riconoscimento, non c’era niente di certo, di chiaro. Approvare i debiti fuori bilancio è cosa seria e comporta responsabilità che devono essere assunte nel momento in cui vi è la certezza di ogni elemento. Questo è il lavoro che l’amministrazione attuale ha richiesto e che si sta facendo. Il Piano di riequilibrio sarà aiutato dalla richiesta di anticipazione di liquidità richiesta e pertanto potrà essere rimodulato con misure ancora più blande e meno pesanti per i cittadini. Questo si sta facendo in conformità alla legge, che è la nostra unica guida certa in questo mare di chiacchiere inutili e senza proposte concrete. Stiamo cercando con ogni mezzo di evitare il dissesto finanziario, la cui dichiarazione solleverebbe certamente gli attuali amministratori di ogni responsabilità, ma sarebbe troppo facile dichiarare “fallita” l’azienda Comune e mandare in rovina i creditori, cosa più difficile è salvare tutti da una grama figura e da responsabilità contabili e morali gli amministratori precedenti.

Non sono per la denuncia, sono per rimboccarsi le maniche a fare le cose che servono, mi consenta il sig. Guido Ventrice l’ironia che ho usato che non vuole essere in nessun caso “offensiva”, ma solo strumento per alleggerire una situazione che è già di per se difficile. C’è un tempo per tutto, stia tranquillo il sig. Guido Ventrice, le carte andranno comunque, per disposizione di legge, alla Corte dei Conti, che prima di giudicare chiederà sicuramente lumi sul come e sul perché, sarà quello il momento in cui sarà opportuno scrivere e spiegare – conclude Larocca – da parte di chi ha amministrato e gestito nel tempo. Resto a disposizione per ogni chiarimento”.