Asilo nido a Vibo, scoppia il “caso rette”. Lo Schiavo: «Si adeguino al reddito». Massaria: «E’ una mia battaglia»

Il capogruppo dei “Progressisti” solleva la vicenda chiedendo sgravi per i meno abbienti. La consigliera Pd interviene: «Seguo da mesi la vicenda e presto presenterò un ordine del giorno»

Il capogruppo dei “Progressisti” solleva la vicenda chiedendo sgravi per i meno abbienti. La consigliera Pd interviene: «Seguo da mesi la vicenda e presto presenterò un ordine del giorno»

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Esplode il caso “rette” dell’asilo comunale a Vibo Valentia. A lanciare il sasso nello stagno è il consigliere d’opposizione dei “Progressisti per Vibo”, Antonio Lo Schiavo. «La città di Vibo – ha affermato il già candidato a sindaco – ha un asilo nido comunale, pulito e decoroso. La cosa che non va bene però è che la retta non sia ancorata alla fascia di reddito, come prevede il regolamento, ma sia uguale per tutti. Questo non va bene, perché tanti non hanno la possibilità e perché il pubblico, a differenza del privato, deve aiutare chi sta peggio».

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Quindi l’impegno: «chiederò al sindaco, alla dirigente competente e all’assessore alle politiche sociali di intervenire subito per mettere dei correttivi, facendo pagare proporzionalmente di più a chi ha di più e meno a chi sta peggio».

Un monito per ora non raccolto da nessun esponente della maggioranza consiliare né tanto meno della Giunta che fa capo al sindaco Elio Costa. A Lo Schiavo fa eco invece indirettamente il consigliere del Pd Antonia Massaria, rivendicando di aver, per prima, sollevato la questione delle rette dell’asilo comunale.

«Mi fa piacere apprendere dai social network e dalle testate giornalistiche – ha dichiarato in una nota – che qualcuno si sia preoccupato ed abbia pubblicamente dimostrato la propria sensibilità sulla spinosa questione del pagamento della retta per la frequenza del nido comunale. Ben venga il sostegno su una problematica che da tempo ho affrontato e cercato di risolvere insieme ai genitori dei bambini che frequentano il nido, anche con l’ausilio tecnico di una mamma in particolare, l’avvocato Francesca Gradia, che ha messo a disposizione la propria professionalità a titolo squisitamente gratuito e con l’unico intento di risolvere i vari problemi che via via si sono presentati ancor prima dell’avvio del servizio».

Il riferimento della Massaria è «all’illegittima esclusione di alcuni bambini riammessi in seguito al nostro intervento sinergico, unitamente all’impegno profuso dall’assessore con delega alle Politiche sociali, nonché all’apertura del nido per la data del 14 settembre scorso. Il mio impegno e quello di tutte le persone sopra richiamate – puntualizza – si è sempre svolto all’interno delle mura comunali, conformemente al ruolo che ricopro, senza alcuna pubblicità all’esterno che potesse avere il sentore di finalità politica né da parte mia né da parte di nessun altro dei soggetti coinvolti eventualmente mossi da altre finalità».

Sulle rette, aggiunge Massaria, «mi sono battuta a più riprese all’interno delle commissioni e proponendo di inserire la relativa problematica all’ordine del giorno del consiglio comunale, seguendo l’iter istituzionale ritenuto più corretto senza alcun tipo di esternalizzazione. Il lungo lavoro di studio e le proposte di modifica, porteranno nella sede istituzionale opportuna ad una mia proposta di modifica della richiamata normativa, nella sua globalità, in quanto i punti da modificare sono molteplici. Il riserbo sul lavoro svolto in questi mesi in sinergia con tutte le persone e gli enti coinvolti, finalizzato al raggiungimento del bene comune, trova la sua ragion d’essere nella necessità e nella volontà di non accentuare le differenze sociali, di non urtare la sensibilità di chi si trova in particolari condizioni che non devono e non possono essere pubblicizzate».

In conclusione, «a corollario del lavoro svolto in questi lunghi mesi all’interno delle Commissioni competenti, sarà mia cura presentare nel prossimo consiglio comunale apposito ordine del giorno diretto alla modica del regolamento dell’asilo nido comunale in modo da renderlo conforme alla normativa vigente chiedendo allo stesso organo l’immediata eseguibilità, onde raggiungere più efficacemente e nel più breve tempo possibile gli obiettivi agognati».