Ritardo nei tamponi, il sindaco di Vibo scrive a Regione e Asp

Maria Limardo respinge poi al mittente le accuse di incoerenza tra la decisione di impugnare il decreto sulla zona rossa e l’ordinanza di chiusura delle scuole
Maria Limardo respinge poi al mittente le accuse di incoerenza tra la decisione di impugnare il decreto sulla zona rossa e l’ordinanza di chiusura delle scuole
Informazione pubblicitaria

Il ritardo registrato nella lavorazione dei tamponi provenienti dall’Azienda sanitaria provinciale di Vibo Valentia preoccupa il sindaco Maria Limardo che, in una lettera indirizzata al presidente della Giunta regionale facente funzioni Spirlì, al commissario straordinario Giuliano e all’Asp di Catanzaro, denuncia il «grave ritardo nel processo di lavorazione dei tamponi. Ritardo dovuto, per quanto appreso anche da ambienti sanitari, dal numero considerevole di quelli fatti pervenire all’ospedale di Catanzaro, dove quelli di Vibo Valentia vengono lavorati, e dove sono stati fatti confluire anche quelli di Cosenza e Reggio Calabria. Superfluo segnalare che questi ritardi si ripercuotono negativamente sull’attività che l’Asp vibonese è chiamata a mettere in campo per contrastare la diffusione del Covid 19».

Prosegue la Limardo: «Del grave danno arrecato alla comunità da tale inaccettabile ritardo costituisce prova la nota pervenuta dall’Asp con la quale proprio per il “notevole ritardo nella lavorazione dei tamponi nasofaringei per la ricerca del SARS-Cov2 e pertanto nella trasmissione dei relativi referti” a tutela della salute pubblica è stata proposta la sospensione dell’attività didattica in presenza. È ovvio che questa situazione non è più tollerabile da questa provincia che ancora una volta si trova ad essere penalizzata a vantaggio di altre zone del territorio regionale. Orbene nel contesto dato e relativamente ad una presunta contraddizione che i leoni da tastiera, sia pure autorevoli e onorevoli anche se qualcuno scaduto, hanno voluto rilevare con la precedente determinazione dell’esecutivo comunale in merito all’intervento ad adiuvandum teso all’annullamento del Decreto ministeriale del 4.11.2020 che ha individuato la Calabria come zona rossa, vanno tenute presenti alcune circostanze dirimenti che pongono le due decisioni su piani diversi e separati. Innanzitutto – osserva il sindaco – occorre rilevare che la contingibilità e l’urgenza è stata determinata da esplicita richiesta da parte dell’Asp stante il “notevole ritardo nella lavorazione dei tamponi nasofaringei per la ricerca del SARS-Cov2 e pertanto nella trasmissione dei relativi referti”. Tale dato è solo uno dei 21 parametri posti a base del calcolo dell’indice di rischio. Oggi invece apprendiamo che l’indice RT è in fase di calo passando da 1.8 a 1.6 nell’ultimo bollettino di monitoraggio dell’Iss presso il ministero della Salute. Certamente le criticità del servizio sanitario regionale e di quello vibonese in particolare, non possono non essere note a chi fino a qualche mese fa ha occupato posti di elevata responsabilità. Chi è uomo delle Istituzioni e ha responsabilità di governo, in questo delicato momento, dovrebbe astenersi da facili ironie e arditi commenti la lettura dei quali porta a considerare la distanza siderale che separa chi è comodamente adagiato su poltrone romane senza alcun carico di responsabilità e chi, come tutti i sindaci d’Italia, si trova nella trincea di un difficilissimo campo di battaglia e che è costretto ad assumere il peso di gravi decisioni certamente in scienza e coscienza, ma spesso in solitudine. Invero i cittadini si sarebbero aspettati un monitoraggio dell’azione di un Governo che continua imperterrito a lottizzare con le sue nomine la sanità calabrese incurante e indolente del grave dramma che stanno vivendo i calabresi».