Le scuole in Calabria devono riaprire, il Tar boccia a tutto campo Nino Spirlì

Nessun nesso fra le attività scolastiche e il verificarsi dei contagi. La Regione ha compiuto un’istruttoria carente che reca grave pregiudizio ad alunni, famiglie ed insegnanti
Nessun nesso fra le attività scolastiche e il verificarsi dei contagi. La Regione ha compiuto un’istruttoria carente che reca grave pregiudizio ad alunni, famiglie ed insegnanti
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Il presidente facente funzioni Nino Spirlì

Le scuole in Calabria vanno riaperte. E’ quanto deciso dal Tar di Catanzaro che ha disposto la sospensione dell’ordinanza con la quale il presidente facente funzioni, Nino Spirlì, aveva deciso di sospendere tutte le attività scolastiche di ogni ordine e grado in Calabria.  Il Tribunale amministrativo regionale ha evidenziato in particolare «il grave pregiudizio educativo, formativo ed apprendimentale ricadente sui destinatari del servizio scolastico». I giudici amministrativi hanno altresì sottolineato pure l’assoluta mancanza di nesso di causalità intercorrente fra lo svolgimento in presenza delle attività didattiche nella scuola materna, quelle nelle scuole elementari e medie di primo grado (limitatamente al primo anno) e il verificarsi dei contagi” – stante anche l’assenza di interlocuzioni con gli Istituti scolastici ritenuti tutti indistintamente ed allo stesso modo – secondo l’ordinanza di Spirlì – luoghi in cui il rispetto del distanziamento interpersonale è complicato.

La supposta correlazione e la sua consistenza e distribuzione territoriale sembrano essere frutto, secondo il Tar, “di un’istruttoria procedimentale sommaria e carente, basata su dati e ipotesi destinati a trovare più precisa conferma solo ad intervenuto esaurimento dell’efficacia dell’ordinanza”. Il Tar ha poi fissato l’udienza di merito per il 16 dicembre prossimo. Il ricorso è stato presentato da un gruppo di genitori di Paola.