mercoledì,Maggio 12 2021

Parco delle Serre, Mirabello a gamba tesa su Salerno: «Fu lui a stabilire la durata dei tirocini»

Tiene banco la vicenda dei lavoratori che protestano per il mancato rinnovo del progetto “Natura e turismo". Per il consigliere dem: «o il collega era distratto un anno e mezzo fa o è smemorato oggi».

Parco delle Serre, Mirabello a gamba tesa su Salerno: «Fu lui a stabilire la durata dei tirocini»

«Sulla vicenda relativa ai tirocinanti che attraverso il progetto “Natura e turismo” hanno prestato attività al Parco delle Serre in convenzione con l’Azienda Calabria lavoro credo sia giunto il momento di mettere qualche punto di chiarezza e, visto il rispetto che si deve innanzitutto a lavoratori svantaggiati che vivono una vicenda così complessa, di cominciare a parlare con il linguaggio universale dell’onestà intellettuale».

È quanto ha dichiarato il consigliere regionale del Partito democratico, Michele Mirabello, in relazione alla vicenda che vede in stato di agitazione i lavoratori in servizio presso l’ente regionale di Serra San Bruno e che da ormai da diversi giorni occupano la sede dello stesso in protesta per il mancato rinnovo del loro progetto. Ma l’obiettivo delle critiche di Mirabello è soprattutto il collega consigliere regionale Nazzareno Salerno, il quale, nei giorni scorsi, aveva annunciato un’interrogazione per chiedere la proroga del progetto in questione.

Il consigliere dem si dice «stupito nel leggere una nota del collega Salerno che, dopo aver deliberato in giunta regionale, da assessore al lavoro e con la delibera 158 del 29 aprile 2014, le linee guida in materia di tirocini per l’inserimento ed il reinserimento dei lavoratori svantaggiati (disoccupati ed inoccupati), anticipa un’interrogazione per richiedere addirittura una proroga di 24 mesi per i lavoratori impegnati nel progetto stesso».

«A questo punto – riferisce Mirabello – delle due l’una: o Salerno era distratto un anno e mezzo fa o è smemorato oggi. In ogni caso il meccanismo dei tirocini da lui stesso messo in campo prevede un massimo di sei mesi non prorogabili. Ciononostante, pur stretti in una dimensione normativa così angusta, insieme all’assessore Roccisano ed al presidente Oliverio ci stiamo impegnando per cercare una soluzione alla vertenza, parlando il linguaggio della chiarezza e senza vendere illusioni».

«Al netto di ogni considerazione in ordine ai criteri di selezione ed all’utilizzo di questi tirocini, che ha riguardato solo circa 130 lavoratori nella nostra provincia, in un bacino molto più esteso, dunque, oggi ci troviamo a dover sciogliere nodi piuttosto intricati e accettiamo il contributo di tutti. Ciò che non si accetta – conclude – è che su questi temi si faccia populismo e disinformazione pensando di lasciare il classico cerino acceso in mano a chi vuole assumersi l’onere del governo ma non può assumersi il peso della responsabilità di percorsi contorti e poco produttivi».

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