Il popolare giornalista Usa ha presentato il suo ultimo libro “La mano di Orfeo”: un thriller finanziario con riferimenti all’attuale situazione geo-politica globale. Dell’Italia dice: «Non siete ancora alla frutta come noi»
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Chi è più pericoloso per gli equilibri mondiali tra il presidente Usa Trump e il suo vice JD Vance? Come andranno le elezioni di Midterm 2026? Come fa Trump a mettere in atto con tale facilità pratiche finanziarie così spregiudicate, arricchendosi a dismisura?
Il popolare giornalista Alan Friedman ha offerto una vera e propria “Lezione americana”, parlando ieri, a Vibo Valentia, nell’evento conclusivo del Festival del Sud nell’ambito del quale ha presentato il suo ultimo libro “La mano di Orfeo”, con la conduzione del direttore di LaC News24, Franco Laratta. Non a caso un thriller politico che, con riferimenti autobiografici e all’attuale scenario internazionale, racconta gli intrighi dei poteri occulti della finanza che muovono nell’ombra i fili delle sorti globali, addomesticando a piacimento i mercati ed impattando drammaticamente sulla vita di miliardi di persone.
Lo scrittore e sceneggiatore innamorato dell’Italia, ha così descritto i due esponenti apicali dell’amministrazione Usa: «JD Vance è un pupazzo di Peter Thiel, il pericoloso oligarca della Silicon Valley che descrive Papa Leone come l’Anticristo. Trump è un uomo con una mentalità mafiosa, che ricatta, fa estorsioni, ruba, si mette insieme ai dittatori contro i più deboli: è un gangster. Tra i due, JD Vance sarebbe comunque peggio perché è più intelligente».
All’origine della «mentalità mafiosa» di Trump, Friedman riconduce l’influenza del suo primo mentore: «si chiamava Roy Cohn, è stato l’avvocato che, alla fine degli anni ’50, ha inventato il maccartismo: la caccia alle streghe contro i comunisti. Era un omosessuale, morto di Aids, che odiava gli omosessuali. Trump è un mafioso perché Cohn, che negli anni ‘70 era il suo principale consigliere, contemporaneamente lavorava per John Gotti e Frank Costello. Sono fatti accertati e descritti in molti libri. Ecco perché Trump ragiona e si comporta come un mafioso».
Sullo spropositato potere finanziario di Trump e sulla sua manifesta impunità, Friedman ha richiamato i padri costituenti: «Thomas Jefferson, James Madison, George Washington e Benjamin Franklin, i nostri padri fondatori del Settecento, quando hanno scritto la Costituzione non potevano immaginare una figura come quella di Trump. Non si poteva immaginare che un pregiudicato, già condannato per frode fiscale, frode bancaria e frode assicurativa, con 34 capi d’accusa, potesse essere eletto presidente. Non c’era l'idea che un uomo che ha cercato di fare un colpo di Stato in modo violento nel gennaio 2021, potesse essere eletto. C'è un articolo chiarissimo della Costituzione che si chiama “Emoluments clause” che dice espressamente che un presidente degli Stati Uniti non può lavorare e guadagnare soldi dai mercati o da altre attività finanziarie. Donald Trump ha guadagnato circa 4 miliardi di dollari da criptovalute e insider trading. Le ultime cifre, proprio di ieri, mostrano che negli ultimi 12 mesi ha fatto 27mila diversi acquisti e vendite in borsa. Donald Trump ha detto nel passato: “io potrei stare nel mezzo della Fifth Avenue, sparare a qualcuno e mi voterebbero lo stesso”».
Un ragionamento che ha portato Friedman direttamente ad altre considerazioni sulle elezioni di Midterm e sul rischio che queste possano essere inquinate da brogli. «Il voto del 3 novembre – ha detto – è a forte rischio d’ingerenza, che lo stesso Trump del resto non fa niente per nascondere. Ha fatto delle minacce pubbliche di annullamento del voto, ad esempio in Alaska, in caso di vittoria democratica. Negli ultimi giorni, da cinque Stati dove già sono iniziate le operazioni di voto elettronico, sono arrivate denunce sul fatto che pur digitando il tasto del candidato democratico il voto andasse al candidato repubblicano. In Tennesse hanno mostrato come bisognasse spingere otto volte sullo schermo prima che il voto tornasse al candidato democratico. Sono tutte difettose queste “voting machine”? I programmi sono stati hackerati da Musk, come emerso in alcune dichiarazioni? Quel che è certo è che siamo davanti ad una tendenza allarmante e lo stesso Trump ha anche detto che manderà l’Ice ai seggi o che annullerà i voti in alcune contee democratiche per presunti voti illegali di clandestini».
L’esito del voto tuttavia, per Friedman, potrebbe riservare sorprese. «C’è un forte rigurgito contro Trump: solo il 29 per cento degli americani oggi lo vuole. Nonostante i tantissimi tentativi messi in atto per rubare il voto, è probabile che vincano i democratici, che oggi sono avanti. Ma non possiamo fare previsioni, siamo in acque mai navigate nella storia. Viviamo in un film di Fellini della democrazia americana. Le cose in Italia non vanno bene, né economicamente né politicamente, ma non siete alla frutta come noi» ha concluso.


