Secondo i gruppi di minoranza l’apertura del sottopassaggio oggi consente di spostare i banchi nel cuore della cittadina, abbattere le spese e generare maggiore indotto per gli altri esercizi commerciali. Presentato un ordine del giorno in Consiglio comunale: «Valutate l’ipotesi senza steccati ideologici»
Tutti gli articoli di Politica
PHOTO
Il ritorno del mercato settimanale nel cuore di Vibo Marina approda in Consiglio comunale con un ordine del giorno presentato da tutte le forze di opposizione, che chiedono di archiviare quella che definiscono una sistemazione nata in una fase emergenziale e oggi non più giustificata. Al centro della richiesta ci sono tre argomenti: sicurezza, riduzione dei costi per l’ente e sostegno al tessuto commerciale della frazione portuale.
La richiesta di riportare i banchi nel cuore della frazione
Per i consiglieri firmatari, «quello che per anni è stato un trasferimento d’emergenza, dettato dalle restrizioni del periodo Covid e da croniche carenze strutturali, oggi non ha più ragione d’esistere». Da qui la richiesta di riportare il mercato settimanale «nel centro nevralgico della frazione portuale», superando una collocazione che, secondo l’opposizione, aveva una sua motivazione solo in una fase eccezionale.
La nota di Fratelli d’Italia, Forza Italia, Cuore Vibonese, Noi Moderati e Identità Territoriale insiste sul fatto che il dibattito entra nel vivo proprio adesso, nel momento in cui sarebbero venuti meno gli ostacoli che in passato avevano spinto verso una diversa organizzazione degli spazi.
Il nodo sicurezza e l’effetto del nuovo sottopassaggio
Uno dei punti centrali dell’ordine del giorno riguarda la viabilità. Secondo l’opposizione, per molto tempo il principale ostacolo al ritorno del mercato in centro è stato rappresentato dalla mancanza di adeguate vie di fuga. Oggi, però, il quadro sarebbe cambiato. Nel documento si legge infatti che «l’apertura del nuovo sottopassaggio ha riscritto la viabilità della zona, garantendo quel deflusso rapido e sicuro che prima mancava».
Su questo assunto i consiglieri fondano una parte rilevante della loro iniziativa politica, sostenendo che «le condizioni tecniche per garantire l’incolumità di operatori e avventori ci sono tutte». In altre parole, la nuova infrastruttura viene indicata come l’elemento che consente di riaprire la discussione su basi diverse rispetto al passato, archiviando le obiezioni che per anni hanno accompagnato l’ipotesi di un ritorno dei banchi nell’area centrale.
I costi per il Comune e l’uso dell’area ferroviaria
Accanto al tema della sicurezza, l’opposizione mette in primo piano anche la questione economica. L’attuale collocazione del mercato, si legge nella nota, insiste su un’area di proprietà di Ferrovie della Calabria, con costi e canoni che «gravano direttamente sul bilancio del Comune di Vibo Valentia».
Per i firmatari dell’ordine del giorno, il ritorno su area pubblica comunale permetterebbe di alleggerire questi costi: «Riportare il mercato su suolo pubblico comunale significherebbe abbattere queste spese superflue, trasformando un costo passivo in una gestione diretta e virtuosa». Un ragionamento che punta a legare la scelta sul posizionamento dei banchi non solo alla funzionalità degli spazi, ma anche a una diversa gestione delle risorse pubbliche.
Commercianti, servizi e vita quotidiana
Il documento richiama poi la posizione di cittadini ed esercenti, descritti come favorevoli al ritorno del mercato nell’area centrale della frazione. Nella nota si afferma che lo spostamento «ha creato, negli anni, un muro invisibile tra gli ambulanti e il tessuto commerciale fisso», interrompendo quella relazione che invece, per decenni, aveva accompagnato la giornata del mercato: «Il mercato al centro è un polmone per tutti». Secondo la minoranza, il rientro dei banchi nel cuore dell’abitato garantirebbe un maggiore movimento per bar, ristoranti e piccoli negozi di vicinato, ma anche servizi più agevoli per gli utenti, grazie alla presenza di punti di ristoro, servizi igienici, uffici e ambulatori nelle immediate vicinanze. Un aspetto che, viene sottolineato, inciderebbe soprattutto sulla vita quotidiana delle persone anziane e di chi ha maggiori difficoltà negli spostamenti.
La decisione politica e il passaggio in aula
Ora la questione passa al Consiglio comunale. L’opposizione chiede che la valutazione avvenga «con spirito pragmatico e non ideologico», trasformando il confronto sul mercato in una decisione concreta per la frazione. I consiglieri richiamano in particolare la responsabilità degli eletti espressione del territorio, chiamati a farsi interpreti di una domanda che, secondo i firmatari, attraversa una parte ampia della comunità locale: «Non sarebbe solo un atto politico, ma un segnale di ripartenza per un’economia locale che chiede spazio, decoro e, soprattutto, di tornare a battere nel cuore della propria città».

