Le ultime ondate di maltempo hanno lasciato segni evidenti su un territorio già fragile, riaccendendo il dibattito sulla vulnerabilità della rete viaria provinciale e sulla necessità di una programmazione strutturata e lungimirante.

Le ultime ondate di maltempo hanno lasciato segni evidenti su un territorio già fragile. Frane, smottamenti, cedimenti del piano viabile, danneggiamenti alle opere di drenaggio e interruzioni della circolazione hanno riportato al centro del dibattito pubblico la vulnerabilità della rete stradale provinciale. Una situazione che compromette la sicurezza dei cittadini e mette a rischio la continuità dei collegamenti tra i Comuni del Vibonese.

Ma sarebbe un errore – avverte il consigliere provinciale Franco Barbalace, delegato alla Pianificazione Territoriale – attribuire tutto esclusivamente agli eventi atmosferici.

Durante la Commissione Viabilità della Provincia di Vibo Valentia, Barbalace ha fatto un punto sulla situazione: «Sarebbe riduttivo ricondurre ogni criticità solo al maltempo». I danni di oggi, ha spiegato, «sono anche il risultato di scelte pregresse che non sempre hanno privilegiato le infrastrutture essenziali».

Le risorse immobilizzate e le opere incompiute

«Nel corso degli anni – ha evidenziato – milioni di euro di risorse pubbliche sono stati destinati a opere rimaste incompiute, sottoutilizzate o trasformatesi in vere e proprie “cattedrali nel deserto”. Un caso emblematico è quello del palazzetto dello sport di Monte Poro, mai realmente entrato in funzione e oggi in evidente stato di decadimento. Un simbolo, secondo il consigliere, di una programmazione che ha immobilizzato fondi senza generare benefici concreti per la collettività. Nel frattempo, la viabilità provinciale – infrastruttura primaria per cittadini, imprese, studenti e lavoratori – continuava a deteriorarsi progressivamente».

La proposta: un “Piano Strategico Provinciale”

Per Barbalace, che oltre alla delega provinciale è vicesindaco di Spilinga e vanta una lunga esperienza amministrativa maturata negli anni come sindaco e presidente della Comunità Montana, la risposta non può limitarsi alla gestione delle emergenze. Occorre prevenire. La proposta è quella di «sviluppare un “Piano Strategico Provinciale” serio e strutturato, capace di: effettuare una mappatura puntuale delle criticità; individuare le priorità infrastrutturali; definire gli interventi urgenti; programmare nel tempo le risorse disponibili. Non un atto formale, ma uno strumento operativo attraverso cui la Provincia possa orientare le proprie scelte sulla base di dati oggettivi, valutazioni tecniche e reali esigenze delle comunità locali».

Fragilità geomorfologica e rischio idrogeologico

«Per questo – ha sottolineato Barbalace – la pianificazione deve mettere al centro: la manutenzione straordinaria della rete viaria; la mitigazione del rischio; il monitoraggio costante delle arterie più vulnerabili; la trasparenza nella selezione delle priorità di investimento. Le criticità non nascono oggi – ha aggiunto – serve una visione chiara, una programmazione fondata su una mappatura seria del territorio e una scala di priorità che metta al primo posto la sicurezza dei cittadini».

Il lavoro degli uffici e le risorse insufficienti

Nel suo intervento, il consigliere ha voluto anche riconoscere l’impegno degli uffici provinciali e dei funzionari: «All’esterno spesso si dà un’impressione diversa – ha osservato – ma la realtà è fatta di professionalità e impegno che meritano rispetto e sostegno istituzionale».

L’appello al Governo: stato di emergenza e fondi straordinari

Parallelamente alla pianificazione interna, Barbalace ritiene necessario «attivare un percorso istituzionale verso il Governo nazionale per: la valutazione dello stato di emergenza per il territorio provinciale; l’attivazione di fondi straordinari destinati alla messa in sicurezza della viabilità; l’inserimento degli interventi prioritari nella programmazione nazionale e nei fondi di coesione. Negli ultimi anni, ha ricordato, le Province hanno subito una progressiva riduzione delle risorse da parte del Governo centrale, senza che venissero ridotte le responsabilità sulla gestione delle strade. È una contraddizione che penalizza i territori e mette a rischio la sicurezza dei cittadini – ha quindi asserito Franco Barbalace –, non si può chiedere agli enti provinciali di garantire manutenzione e sicurezza con fondi sempre più limitati, mentre le criticità aumentano giorno dopo giorno».

Barbalace ha infine assicurato che si farà parte attiva, «insieme al presidente Corrado L’Andolina e a tutti i consiglieri provinciali, affinché il Piano Strategico Provinciale diventi uno strumento concreto di programmazione, prevenzione e sviluppo, da portare avanti con determinazione e responsabilità nell’interesse esclusivo del territorio e dei cittadini vibonesi».