A Tropea la richiesta è di alzare il livello del presidio di sicurezza, trasformando l’attuale Posto fisso di Polizia in un Commissariato. A rivolgere l’appello al sottosegretario all’Interno Wanda Ferro, al prefetto di Vibo Valentia Anna Aurora Colosimo e al questore Rodolfo Ruperti è Massimo Cono Pietropaolo, candidato al Consiglio comunale nella lista Rigeneriamo Tropea con Antonio Piserà sindaco.

Il richiamo al ruolo di Tropea

Nella lettera, Pietropaolo parte dal peso assunto dalla città sul piano turistico ed economico. Tropea, scrive, è «il simbolo del turismo della Regione Calabria» e i dati più recenti «registrano 2 milioni di presenze annuali che si distribuiscono tra aprile e ottobre». 

Servizi e domanda di sicurezza

All’aumento delle presenze deve corrispondere, secondo Pietropaolo, una risposta più strutturata sul fronte dei servizi. Nella nota si sottolinea infatti che «con l’aumentare delle persone cresce anche l’esigenza di un’adeguata risposta dei servizi socio-sanitari-ospedalieri e la domanda di sicurezza da parte dei residenti, dei visitatori dei territori limitrofi e dei turisti italiani e stranieri».

Il passaggio centrale dell’appello insiste proprio sul tema della tutela del territorio, in un’area che, secondo il candidato, da tempo attira investimenti rilevanti nel comparto turistico. Investimenti che, osserva, in alcuni casi possono diventare «strumento di riutilizzo di capitali di dubbia provenienza da parte di organizzazioni illegali che non si accontentano più di controllare il territorio ma lo sfruttano per legalizzare economie illecite». A sostegno di questa lettura, Pietropaolo richiama «i sequestri di beni mobili e immobili da parte delle forze dell’ordine su mandato della magistratura».

Il contesto sociale e la richiesta di un presidio più forte

Pur riconoscendo «l’egregio lavoro svolto quotidianamente dagli agenti del Posto fisso di Polizia di Tropea», il candidato ritiene che l’attuale assetto non sia più sufficiente. Scrive infatti che quel presidio «appare agli occhi dei cittadini insufficiente a garantire la loro sicurezza» e lega questa condizione «principalmente a un numero di agenti non più adeguato al contesto economico e sociale della Città di Tropea».

L’appello alle istituzioni

Da qui la richiesta finale indirizzata ai rappresentanti dello Stato sul territorio. Pietropaolo si rivolge a Wanda Ferro, Anna Aurora Colosimo e Rodolfo Ruperti come a «figure istituzionali garanti della presenza dello Stato e del suo impegno per garantire la sicurezza dei cittadini nella Provincia di Vibo Valentia, interessata storicamente anche da un’invadente presenza della malavita organizzata» e chiede «di trasformare il Posto fisso di Polizia di Tropea in Commissariato affinché l’azione dello Stato sia sempre più forte e più incisiva».