Ospedale di Vibo, nominato il nuovo primario di Ginecologia

La soddisfazione del Movimento Cinque Stelle che “bacchetta” il governatore Mario Oliverio, i politici vibonesi e il senatore di Forza Italia Giuseppe Mangialavori che replica a sua volta

La soddisfazione del Movimento Cinque Stelle che “bacchetta” il governatore Mario Oliverio, i politici vibonesi e il senatore di Forza Italia Giuseppe Mangialavori che replica a sua volta

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Proviene dall’ospedale di Lamezia Terme il nuovo primario del reparto di Ginecologia dell’ospedale Jazzolino di Vibo Valentia. Si tratta della dottoressa Carmelina Ermio, risultata prima in graduatoria e precedendo i dottori Oscar Cervadoro e Domenico Galea. La Commissione di valutazione ha portato a termine i propri lavori trasmettendo i verbali ed i relativi allegati al direttore generale dell’Asp di Vibo, Angela Caligiuri, formulando la terna di candidati idonei. E’ stata quindi nominata primario di Ginecologia (incarico quinquennale), Carmelina Ermio la prima in graduatoria.                                                                                                                               Sulla nomina sono intervenuti i deputati del Movimento Cinque Stelle, Dalila Nesci e Francesco Sapia, che non manca di ricordare come “dopo mesi di lotta continua del M5S in Calabria, l’Asp di Vibo Valentia ha conferito in modo corretto l’incarico di primario del reparto ospedaliero di Ginecologia e Ostetricia. Se non avessimo denunciato le distorsioni nell’ammissione dei candidati al ruolo, le cose sarebbero andate diversamente. Al senatore Giuseppe Mangialavori e agli altri politici vibonesi, che non vedono a un metro ma straparlano a ruota – prosegue la Nesci – ricordiamo che in quel reparto mancava il primario e il M5S ha fatto una battaglia a tutto spiano per accelerare la nomina per poi scoprire l’ammissione di un aspirante privo del possesso dei requisiti richiesti dalle norme vigenti. Il governatore Mario Oliverio prenda nota, tra una cena di gala, un taglio di nastro e un brindisi alla salute. Ribadiamo che nella sanità calabrese occorre ripristinare la legalità. Si tratta dell’esigenza prioritaria, perché spesso la burocrazia non verifica gli atti o agisce per conto proprio con la convinzione di restare impunita. Il Movimento 5stelle ha sempre difeso e difenderà l’intera sanità calabrese da distrazioni amministrative e da eventuali macchinazioni clientelari di apparati di potere”.                                                                       “Sulla questione relativa all’incarico di primario del reparto di Ginecologia di Vibo Valentia, i solerti deputati del Movimento 5 Stelle hanno perso una buona occasione per tacere”. È quanto dichiara a sua volta il senatore Giuseppe Mangialavori. “I parlamentari Nesci e Sapia, imprudentemente – continua il rappresentante di Forza Italia –, mi accusano di “non vedere a un metro” e di “straparlare a ruota”. Il motivo? Secondo loro mi sarei disinteressato rispetto all’assegnazione dell’incarico di primario del reparto ospedaliero di Ginecologia e ostetricia. Ebbene, mi vedo costretto a chiarire la mia posizione e, al contempo, a dare una dimostrazione di quanto siano infondate le accuse e le fanfaronate di questi presunti custodi della legalità: in quell’ospedale, e precisamente in quel reparto, lavora mio fratello, uno stimato professionista noto in tutta la provincia di Vibo e anche oltre. Conosco, pertanto – prosegue Mangialavori –, a menadito i problemi che affliggono quella realtà ospedaliera e le questioni legate alla nomina del primario. Com’è evidente, il mio silenzio su questa vicenda è motivato da un possibile conflitto d’interessi la cui concretizzazione ho sempre evitato, anche per non esporre i valenti medici di quel reparto a eventuali strumentalizzazioni politiche come quelle alle quali ci hanno abituati i deputati del M5S. Nesci e Sapia, del resto – prosegue il senatore azzurro –, hanno dimostrato di essere particolarmente sensibili rispetto al tema del conflitto d’interessi: sono perciò sicuro che capiranno questa mia reticenza nell’affrontare il caso Ginecologia. Il punto è, tuttavia, un altro: può la deputata vibonese Nesci non conoscere la realtà in cui vive e in cui è stata eletta, al punto di fare figure così barbine davanti all’opinione pubblica? Alla deputata, unica sconfitta del M5S in un collegio maggioritario calabrese alle ultime elezioni, incapace perfino di allestire una lista elettorale nella sua Tropea, auguro di non prodursi mai più in simili e sfortunate sortite che mettono in luce solo l’approssimazione della sua preparazione politica. In ogni caso – conclude Mangialavori –, non tutte le stupidaggini vengono per nuocere: con la sua ultima, risibile, presa di posizione, Nesci ha dato un segno della sua esistenza politica, dopo mesi di sostanziale silenzio. Da domani, sicura di aver fatto fino in fondo il suo dovere di parlamentare, potrà continuare a recitare la parte del fantasma”. 

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