lunedì,Luglio 4 2022

Sanità: in un documento le richieste dei sindaci del Vibonese a Occhiuto

Il testo votato all’unanimità dalla Conferenza dei primi cittadini. Chiesto un incontro al presidente della Regione finalizzato alla più compiuta illustrazione delle necessità del territorio della provincia che «si colloca tra i più penalizzati della regione»

Sanità: in un documento le richieste dei sindaci del Vibonese a Occhiuto
L'ospedale Jazzolino di Vibo Valentia

È un documento corposo, articolato e di forte denuncia quello votato all’unanimità al termine della riunione della Conferenza dei sindaci sulla sanità pubblica vibonese, svoltasi nella sala consiliare del Comune di Vibo Valentia. Un vertice che, ancora una volta, ha trovato unanime parere da parte dei primi cittadini del territorio sulla «drammatica e conclamata situazione della sanità pubblica provinciale» che ha acceso i riflettori su «numerose» criticità. Nello stesso rileva Maria Limardo, presidente della conferenza dei sindaci, è stata sottolineata – come si leggerà più avanti – la necessità di intervenire in maniera efficace sull’ospedale civile “Jazzolino” che tutti i sindaci individuano, per come dimostrano i recenti accadimenti, «come vitale e indefettibile punto di riferimento del territorio provinciale». [Continua in basso]

Innanzitutto i sindaci «hanno salutato con favore il superamento del precedente regime e guardano con aspettativa e speranza alla nomina a commissario della sanità calabrese del presidente della Regione Roberto Occhiuto ponendo – si legge nel testo del documento – rinnovata fiducia nel suo lavoro e nel nuovo corso. Chiedono un incontro finalizzato alla più compiuta illustrazione delle necessità del territorio della provincia di Vibo Valentia che si colloca tra i più penalizzati della regione. Nel corso dei lavori i sindaci, preso atto che in nessuna parte del territorio provinciale sono garantiti i Lea (Livelli essenziali di assistenza), hanno unanimemente condiviso ed espresso l’esigenza di uno spirito di necessaria e univoca collaborazione e condivisione dei percorsi che consentano di superare l’allarmante e diffusa preoccupazione dei cittadini sulla generale condizione della sanità su tutto il territorio provinciale».

«Grave sperequazione con i livelli sanitari delle altre province»

Il presidente Roberto Occhiuto

L’accento è stato posto sulla necessità di evitare che i tre presidi ospedalieri diventino «l’uno la fotocopia dell’altro», privilegiando invece la loro vocazione, anche in considerazione della loro posizione e della condizione orografica dei luoghi. È stata evidenziata – viene denunciato ancora nel documento – «la grave sperequazione esistente con i livelli sanitari delle altre province» per il superamento della quale i sindaci intendono rivolgere il presente documento al presidente della Regione anche nella sua funzione di commissario della sanità. Dopo l’emergenza Covid-19, che ha messo a dura prova la sanità vibonese, viene ritenuto essenziale dai sindaci «porre in essere con immediatezza un’azione decisa ed efficace per imprimere la necessaria accelerazione a quel processo – non più rinviabile – di riposizionamento della generale strategia organizzativa che – tuonano i primi cittadini del Vibonese -, mettendo al centro la rete ospedaliera provinciale, ponga termine, o comunque un severo argine, al gap assunzionale che i sindaci individuano come primo ostacolo da rimuovere per un’efficiente risposta sanitaria sul territorio», nonché «tenendo conto dell’estensione territoriale di competenza e della condizione orografica dei luoghi, preveda un aumento del numero delle ambulanze nelle zone più disagiate ed un potenziamento, durante la stagione turistica, lungo la fascia tirrenica (Costa degli dei)». [Continua in basso]

Sollecitati interventi in tutti e tre gli ospedali del Vibonese

I sindaci chiedono, inoltre che il nuovo corso imprima «la forza acceleratoria necessaria per quegli interventi strutturali e assunzionali, ormai divenuti urgenti e non più rinviabili, sull’ospedale civile “Jazzolino” che i primi cittadini individuano come generale e vitale presidio e punto di riferimento di tutto il territorio provinciale» e attribuisca «alle strutture ospedaliere satelliti di Serra San Bruno e di Tropea la valenza necessaria al fine di garantire un’efficace risposta alla domanda di sanità proveniente da quei territori, stante, per come univocamente riconosciuto da tutti i sindaci, la particolare condizione orografica dei luoghi e le specificità territoriali». Sollecitata, poi, la «concreta attuazione sull’intero territorio a quanto già deliberato in termini di “medicina territoriale” rendendo attuali e concrete le Aft (Aggregazioni funzionali territoriali) e le Uccp (Unità complesse di cure primarie), in attesa dell’organizzazione più complessiva della sanità di prossimità (assistenza domiciliare, case della comunità e ospedali di comunità)». Con riferimento alla sanità accreditata a gestione privata, la nuova strategia dovrà contenere «l’enorme sperequazione esistente tra la provincia di Vibo Valentia e le altre province calabresi». Chiesta, quindi, un’accelerazione sulla costruzione del nuovo ospedale.

Assunzioni

I sindaci, «pur prendendo atto dell’impegno del commissario e di quanto messo in atto sia per riattivare i meccanismi concorsuali sia per le forme di convenzionamento in essere», rilevano e annotano nel loro documento che «lo sforzo non è tuttavia sufficiente per circoscrivere la grave carenza di organico e pertanto chiedono che – in sinergia con il livello regionale – venga pianificata e messa in atto una strategia complessiva che faccia riferimento anche ad un massiccio piano straordinario per rispondere all’esigenze del territorio. Confidano che la nuova organizzazione sanitaria regionale, in particolare con Azienda Zero, possa gestire direttamente le risorse umane in un’ottica di superamento delle gravi sperequazioni denunciate dai sindaci rispetto agli altri territori della regione, attivando anche la mobilità temporanea verso aziende che ne dimostrino la reale esigenza». [Continua in basso]

Ospedale civile “Jazzolino”

I primi cittadini individuano, poi, l’ospedale della città capoluogo «come vitale e indefettibile punto di riferimento di tutto il territorio provinciale» e rilevano «come le sue attuali condizioni strutturali e di decoro, unite alla grave carenza di personale, non consentono di fare fronte alla generale domanda di salute proveniente da ogni parte». Ribadiscono che tali negatività «costituiscano ostacolo attrattivo per le necessarie assunzioni. In particolare – viene scritto – si individuano i seguenti urgenti obiettivi da realizzare a breve termine come primo segnale di attenzione: ampliare l’area dedicata al Pronto soccorso e alla medicina d’urgenza, assorbendo locali adiacenti; isolare la “zona covid” all’interno della palazzina di Malattie infettive adeguandola tramite interventi di immediata ristrutturazione al fine di essere pronti per una nuova, possibile pandemia autunnale. In tal modo si eviterà di riutilizzare reparti, come avvenuto fin oggi, preservandone la loro naturale attività assistenziale e garantendo così il pieno utilizzo e funzionamento dell’intero nosocomio; ristrutturare spazi esterni attualmente inutilizzati e riconvertirli in ambulatori, al fine di decongestionare i reparti, potenziandone la loro naturale funzione degenziale».

Ospedali di Serra San Bruno e Tropea

L'ospedale di Serra San Bruno
L’ospedale di Serra San Bruno

In riferimento al nosocomio di Serra San Bruno, «al fine di garantire un’efficace ed efficiente risposta ai bisogni di tutto il territorio e tenendo conto della conformazione orografica dei luoghi», a parere dei sindaci, «è necessario prevedere ogni necessario strumento idoneo a garantire il pronto intervento. Alla struttura ospedaliera deve essere garantita l’attuazione degli standard di cui alle disposizioni normative in materia di ospedale di zona disagiata, con potenziamento del Pronto soccorso. Nel contempo – si legge nel documento – riconoscere al presidio una connotazione riabilitativa e fisioterapica, oltre il mantenimento della Medicina interna con annessa lungo-degenza e il potenziamento della Radiologia.
Anche per l’ospedale di Tropea, in considerazione della sua posizione costiera, si impone il potenziamento del Pronto Soccorso, in particolare durante la stagione turistica. Anche per questo presidio si richiede un indirizzo assistenziale diverso dagli altri nosocomi provinciali, con maggiore attenzione al Servizio oncologico assegnando posti-letto dedicati e potenziando le attività delle altre Unità operative (in particolare Medicina Interna, Urologia e Radiologia)».

Collaborazione e vigilanza

I sindaci del territorio provinciale, infine, individuano rispetto a quanto rappresentato «soltanto un primo immediato e indefettibile approdo da realizzare con dinamismo e tempestività e per la cui attuazione garantiscono massima collaborazione, ma al contempo esprimono la necessità che anche l’Asp partecipi alle opportunità offerte dal Pnrr ed in generale a tutte le occasioni di miglioramento. In questo percorso i sindaci tutti della provincia di Vibo Valentia, pur nella consapevolezza delle gravi difficoltà che si frappongono al definitivo superamento delle attuali criticità, si trovano uniti, fermi e compatti significando che non defletteranno dalla costante vigilanza e denuncia avvertendo – concludono gli amministratori locali – come primaria la loro missione di tutela del diritto alla salute delle comunità rappresentate».

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