mercoledì,Maggio 18 2022

“Serra al Centro” torna alla carica sull’ospedale: «Pronti a intensificare la mobilitazione»

Il movimento annuncia che presto sarà presentata una petizione al presidente Occhiuto. Strali contro il sindaco Barillari: «Non si accorge dell’indifferenza con la quale viene trattata la nostra sanità»

“Serra al Centro” torna alla carica sull’ospedale: «Pronti a intensificare la mobilitazione»
Gli esponenti di "Serra al Centro"
L’ospedale di Serra San Bruno

È in via di ultimazione una petizione per chiedere al presidente della Giunta regionale, Roberto Occhiuto, in qualità di commissario per la sanità calabrese, che il presidio ospedaliero di Serra San Bruno venga inserito nella rete degli ospedali calabresi affinché riacquisti tutte le sue funzioni. Lo fa sapere in una nota il gruppo “Serra al Centro”: «Verrà presto consegnata al commissario».

«L’indifferenza politica circa le sorti di un importante baluardo della sanità pubblica nel comprensorio montano delle Serre calabresi non può lasciare inerti quanti hanno a cuore le sorti del diritto alla salute e con esso la vita di un intero comprensorio montano – si legge nella nota stampa -. Proprio per questo invitiamo cittadini, partiti politici, rappresentanti istituzionali, associazioni e sindacati ad acquisire maggiore consapevolezza rispetto alla gravità della questione. La riapertura di alcuni nosocomi calabresi, è notizia di questi giorni, il significativo incremento di servizi per altri, portano alla luce la chiara indifferenza verso il futuro del nosocomio serrese».

Per questi motivi, il movimento ritiene necessario intensificare la mobilitazione «per far recepire a chi gestisce la politica sanitaria regionale che il potenziamento di alcuni ospedali calabresi non deve passare attraverso il ridimensionamento di altri, proprio in un momento storico in cui i fondi del Pnrr prevedono il rilancio di un sistema sanitario efficiente che sia alla portata di ogni cittadino. Questi i fatti, anzi questi gli atti. Come quello in cui si prevede la Casa della comunità proprio nel grembo del presidio ospedaliero di Serra San Bruno. Negli atti non esiste un potenziamento reale del nosocomio serrese, non vi è la riapertura della chirurgia (reparto strategico in un ospedale di montagna), non vi sono nuovi servizi ne traspare la volontà di crearne dei nuovi. E siccome come dicevano i latini “quod non est in actis non est in mundo” appare abbastanza evidente, invece, che non esiste alcun piano per il rilancio dell’ospedale civile di Serra San Bruno». [Continua in basso]

Il sindaco Barillari e il commissario Giuliano all’ospedale di Serra

«L’assenza di personale – prosegue la nota – sbandierata come alibi per giustificare la  mancanza di servizi sanitari idonei a rispettare i Lea , in realtà, non fa altro che confermare l’inadeguatezza della politica sanitaria adottata dall’Asp di Vibo Valentia che porta all’estrema conseguenza delle liste d’attesa e di ulteriori costi per i cittadini che sono costretti a rivolgersi alla sanità privata». Tranciante il giudizio anche nei confronti del sindaco di Serra, Alfredo Barillari: «Passeggiando con il commissario dell’Asp di Vibo Valentia tra le mura del San Bruno, sembra come il Candido di Voltaire durante il terremoto di Lisbona, per lui viviamo nel migliore dei paesi possibili. Non si accorge dell’indifferenza con la quale viene trattata la sanità nell’entroterra vibonese. Per il primo cittadino, infatti, lo sporadico arrivo di un medico presso il nosocomio serrese rappresenta un evento da celebrare, ma da questa parti – è la conclusione – sappiamo benissimo che una rondine non fa primavera ed è opportuno svegliarsi. Ancora aspettiamo le risposte degli interrogativi che abbiamo sollevato e che riproponiamo».

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