mercoledì,Agosto 10 2022

Ospedale di Serra San Bruno in una situazione drammatica, Raffaele Mammoliti interpella la Regione

Il consigliere regionale chiede «utili e tempestive iniziative da adottare per garantire i livelli essenziali di assistenza sanitaria» e denuncia gravissime carenze e disorganizzazione dei reparti

Ospedale di Serra San Bruno in una situazione drammatica, Raffaele Mammoliti interpella la Regione
L'ospedale di Serra San Bruno
Raffaele Mammoliti (Pd)

Interrogazione a risposta scritta del consigliere regionale Raffaele Mammoliti che scrive al presidente del Consiglio regionale della Calabria, Filippo Mancuso, per avere conferma circa l’inserimento nel Programma Operativo Sanitario Regionale, dell‘ospedale di Serra San Bruno quale ospedale di montagna. «Premesso che – scrive Mammoliti – l’ospedale di Serra San Bruno è stato, per decenni, un punto di riferimento assolutamente fondamentale dell’Asp di Vibo Valentia.

La sua realizzazione, in quanto finalizzata a rendere concretamente fruibile il servizio sanitario provinciale da parte di un ampio bacino di utenza (oltre quarantamila persone), ha rappresentato una vera e propria conquista di civiltà per la quale si sono battute, negli anni sessanta e settanta, le forze politiche e sociali che, all’epoca, erano maggiormente rappresentative sul territorio dell’allora provincia di Catanzaro. L’ospedale di Serra San Bruno ha, infatti, consentito – prosegue il consigliere regionale – alla numerosa popolazione dei comuni montani che ruotano attorno a Serra San Bruno, di beneficiare dell’assistenza sanitaria essenziale che, in mancanza di detto ospedale, sarebbe stato estremamente difficile garantire. E ciò in quanto Serra San Bruno e gli altri comuni vicini sono situati in zone montuose, molto distanti e mal collegate alla città di Vibo Valentia e al relativo ospedale cittadino. [Continua in basso]

L’ospedale di Serra San Bruno

Non a caso l’ospedale di Serra nacque anche sotto la spinta dello scalpore che, in seno all’opinione pubblica, era stato suscitato da diversi casi di persone decedute nel lungo, tortuoso e, durante la stagione invernale, pressoché impercorribile, tragitto per raggiungere l’ospedale di Vibo Valentia. Purtroppo, ormai da qualche anno, l’ospedale di Serra San Bruno è interessato da un un lento ed inesorabile processo di decadimento che non sembra voler cessare. Infatti, l’anzidetto nosocomio presenta rilevanti carenze di organico, oltre che strumentali e strutturali, rispetto alle quali poco o nulla è stato, finora, fatto in termini di individuazione e successiva applicazione di misure effettivamente risolutive. In particolare, gravissime carenze di personale medico-sanitario si registrano nei reparti di Pronto Soccorso, di Chirurgia, di Radiologia e di Medicina.

A dette carenze di personale, si accompagna, poi, la disorganizzazione dei reparti nei quali i pochi medici rimasti si trovano a gestire “situazioni limite” in condizioni di scarsa sicurezza ed esponendosi, spesso, alle “aggressioni” degli utenti esasperati dalle lunghe attese e dalla mancanza di prestazioni sanitarie efficienti. Infine, su tutta questa, a dir poco, drammatica situazione, aleggia anche il dubbio che l’ospedale di Serra San Bruno possa, da qui a breve, essere privato del suo importantissimo ruolo di presidio posto a servizio dei numerosi comuni montani situati nelle vicinanze e che, ove questo dubbio dovesse trasformarsi in certezza, resterebbero, letteralmente, “tagliati fuori” nella fruizione, efficace ed efficiente, del servizio sanitario provinciale per ovvie ragioni legate alla distanza che li separa dall’ospedale di Vibo Valentia e dagli altri ospedali della provincia e alla deficitaria viabilità».
Il consigliere Mammoliti interroga pertanto il presidente della Giunta regionale, anche nella sua qualità di Commissario ad acta per l’attuazione del Piano di rientro dal disavanzo del settore sanitario della Regione Calabria, per sapere se, nel Programma Operativo Sanitario Regionale, è stata prevista la conferma dell’Ospedale di Serra San Bruno quale ospedale cosiddetto di “montagna” e quali utili e tempestive iniziative si intendono adottare – conclude – per garantire, nell’immediatezza, i livelli essenziali di assistenza sanitaria».

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