venerdì,Maggio 24 2024

Potenziamento ospedale di Serra, affondo di Rossana Tassone: «Promesse disattese»

Il sindaco di Brognaturo: «Se c’è una cosa che mi è stata insegnata è l’importanza del territorio fuori da ogni visione partitica e il rispetto dei cittadini

Potenziamento ospedale di Serra, affondo di Rossana Tassone: «Promesse disattese»
L'ospedale di Serra San Bruno
Rossana Tassone

«Il 29 marzo, in un precedente articolo, parlando del diritto alla salute lo definì per i cittadini dell’area delle Serre il “velo di Maya”, configurabile come una parvenza, un’illusione. Le riflessioni sui problemi sanitari delle aree montane che si sarebbero dovuti tradurre, in salvaguardia dei piccoli comuni, sono state trasfuse in interventi normativi regionali di scarsa attuazione. È dispiaciuto prendere atto di quanto la popolazione delle Serre non sia considerata numericamente adatta all’accesso alle cure, ed ancora più sconfortante, è la consapevolezza che quegli incontri con il commissario Giuliano, in cui si assicuravano alcuni servizi e, soprattutto, il potenziamento dell’ospedale San Bruno” si siano poi tradotti in azioni di depotenziamento che, ancora una volta, si siano rivelate promesse disattese». Lo afferma il sindaco di Brognaturo Rossana Tassone, la quale ricorda che «mesi fa chiedevamo, insieme agli altri colleghi sindaci, il ripristino dell’ospedale di montagna, abbiamo trascorso l’ultimo mese in maniera istituzionale e nel rispetto dei ruoli reciproci chiedendo un incontro con il presidente e commissario della Sanità calabrese che ad oggi non è stato programmato. Quando all’interno della “programmazione delle attività previste per il 2023 dell’Azienda sanitaria vibonese” si prende atto che non è stata presentata alcuna soluzione alle condizioni disagevoli in cui versiamo è indispensabile esprimere un dissenso per le nostre comunità perché l’ospedale di Serra San Bruno è un bene collettivo, pubblico, essenziale per tutto il territorio. Se c’è una cosa che mi è stata insegnata è l’importanza del territorio fuori da ogni visione partitica e il rispetto dei cittadini “testimoni delle condizioni disagiate in cui versa il nostro territorio”. Con l’amara certezza – aggiunge il primo cittadino – che i cittadini delle serre sono considerati dai partiti quando si necessita di altri numeri. Non avendo più altri strumenti istituzioni efficaci per farmi ascoltare ritengo che, ad oggi, l’unica cosa che rimane è avviare una forma più efficace di protesta per far tornare i numeri dove per diritto è giusto che ci siano». [Continua in basso]

Il sindaco fa, quindi, presente che «negli anni passati si discuteva sul potenziale pericolo di consegnare il Servizio sanitario nazionale e calabrese al privato. Ricordo le conversazioni in cui si evidenziava un servizio destrutturato dalle fondamenta che la pandemia ha messo in luce in modo impietoso. Si è tanto parlato della “Strategia nazionale delle aree interne” come strumento che avrebbe dovuto rafforzare anche il servizio sanitario, fondamentale, utile a garantire i livelli di assistenza di base, mentre, adesso, ci ritroviamo a dover comprendere e accettare che per avere il diritto alle cure dobbiamo prima capire dove viviamo e se abbiamo il sufficiente numero di abitanti per godere di tale diritto. Ed io questo non sono disposta ad accettarlo. Credo invece – dice sempre il sindaco di Brognaturo – che non importa dove si viva, i diritti devono essere garantiti senza se e senza ma. E, soprattutto, che non ci siano distanze chilometriche che tengano. Sconcerta che più che il diritto debbano essere i numeri a dare l’accesso alle cure essenziali. Si è passati da un diritto sancito ad una semplice questione di “piano di rientro aziendale” a discapito esclusivamente dei cittadini».

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