giovedì,Aprile 18 2024

Ricadi, i familiari dell’imprenditore Giuliano a Occhiuto: «Si soffre e si muore senza ricevere le cure necessarie»

La Procura di Vibo ha intanto aperto un’inchiesta dopo la denuncia dei congiunti del fondatore di alcune strutture turistiche a Capo Vaticano

Ricadi, i familiari dell’imprenditore Giuliano a Occhiuto: «Si soffre e si muore senza ricevere le cure necessarie»
Nel riquadro Giuseppe Giuliano
Giuseppe Giuliano

«Illustre Roberto Occhiuto, la tragedia della sanità in Calabria, con Vibo Valentia a portare la bandiera, continua ad essere un’oscura e incivile pagina della storia della nostra regione. Al pari delle altre regioni d’Italia, il diritto ad essere curati dovrebbe essere garantito, purtroppo tutto ciò a Vibo Valentia non è scontato». A metterlo nero su bianco e indirizzarlo al presidente della Giunta della Regione Calabria è Fabrizio Giuliano, uno dei quattro figli di Giuseppe Giuliano, noto imprenditore turistico di Ricadi morto all’età di 77 anni giovedì scorso all’ospedale Jazzolino di Vibo Valentia in circostanze poco chiare e che hanno indotto i familiari a presentare denuncia. «Ci troviamo di fronte ad una realtà in cui la vita umana sembra essere spesso ignorata. È un sistema marcio – ha aggiunto Fabrizio Giuliano nella lettera indirizzata a Occhiuto – corrotto dall’indifferenza, dall’inerzia e dal malaffare, dove il valore di una vita umana viene spesso sacrificato sull’altare della negligenza, del menefreghismo e della completa sciatteria sanitaria. Si, proprio così, sciatteria sanitaria perché ogni qual volta si ha bisogno di curarsi si ha l’impressione di percepire un mix di adrenalina e ansia al pari di una puntata alla roulette russa. In Calabria, la morte sembra essere diventata una statistica, un numero tra i tanti. Le persone soffrono e muoiono senza ricevere le cure di cui hanno bisogno, mentre chi dovrebbe proteggerle e curarle sembra voltare lo sguardo altrove. Il dolore delle famiglie, costrette a vedere i propri cari andarsene prematuramente, è amplificato dall’impotenza di fronte a un sistema che non funziona, un sistema appunto marcio da dentro. È un appello alla coscienza di tutti noi, ma sopratutto alla vostra, che siete i nostri rappresentanti, affinché si metta fine a questa indifferenza verso la sofferenza umana. Oggi a morire inerme è stato il mio caro papà – ha denunciato il familiare – ma le prometto che non ci arrenderemo di fronte a niente e nessuno pur di arrivare a far chiarezza sulle responsabilità di ognuno. Ogni vita conta e nessuno dovrebbe morire “come se niente fosse” a causa di mercenari sanitari perché i medici, quelli animati da “vocazione alla missione”, sono ben altro».

Anna Maria Rombolà, moglie di Giuseppe Giuliano

Nei giorni scorsi anche la moglie dell’imprenditore scomparso aveva manifestato tutto il suo dolore e l’amarezza per quanto accaduto: «Mio marito si sarebbe potuto salvare se solo i medici avessero capito la gravità della situazione», aveva dichiarato la vedova del signor Giuliano «non è giusto morire su una lettiga del Pronto Soccorso da solo e senza cure». La Procura di Vibo Valentia ha aperto un’inchiesta per far luce sul decesso – avvenuto all’ospedale Jazzolino – dell’imprenditore Giuseppe Giuliano, proprietario dell’hotel “La Bussola” e del Sushi Restaurant a Capo Vaticano. Dopo la denuncia dei familiari del defunto, i carabinieri hanno sequestrato la cartella clinica, mentre spetterà ad un medico legale nominato dalla Procura accertare le cause della morte. I funerali avranno luogo oggi pomeriggio nella chiesa parrocchiale di San Basilio Magno in Brivadi.

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