Ospedale di Vibo, il bilancio del Pronto soccorso dopo l’iper-afflusso estivo – Video

Il primario Enzo Natale: «Codici minori gestiti in meno di quattro ore, in altre regioni si attende otto. Soffriamo la carenza di posti letto, ma i vibonesi devono capire che qui si viene solo se necessario»
Il primario Enzo Natale: «Codici minori gestiti in meno di quattro ore, in altre regioni si attende otto. Soffriamo la carenza di posti letto, ma i vibonesi devono capire che qui si viene solo se necessario»
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L’estate è alle spalle e il periodo di «overcrowding», per usare le parole del primario del Pronto soccorso Enzo Natale, è stato archiviato senza grossissime difficoltà. L’ospedale Jazzolino di Vibo, che per natura è ormai destinato a vedere amplificate le sue carenze e le sue magagne, ha superato lo scoglio dell’iper-afflusso di utenti nel periodo estivo. Ed il bilancio del dottore Natale è positivo. «Abbiamo messo in atto una strategia già prima dell’arrivo dell’estate, organizzando bene il sistema del triage con i codici colore. Chiaramente l’iper-afflusso ha determinato una congestione e dei ritardi in alcune assistenze ma sempre per i codici minori, come il bianco e il verde, mentre i gialli sono stati risolti nello spazio di 15 minuti e i rossi immediatamente».

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Troppo spesso ad affollare le corsie del luogo di primo soccorso a Vibo c’è la cattiva abitudine di farne ricorso anche per situazioni non emergenziali. «Al Pronto soccorso bisognerebbe recarsi solo in condizioni di vera necessità, e ove questa urgenza non vi fosse, gli utenti devono avere pazienza, perché i codici bianchi e verdi sono stati espletati con picchi di massimo tre ore e mezza, a dispetto di altre regioni d’Italia dove la media è di otto ore». Ma il vero problema è un altro. «Quando facciamo una diagnosi per codice giallo, spesso non abbiamo la possibilità di effettuare ricoveri per carenza di posti letto sia nello spoke di Vibo, che a Tropea e Serra San Bruno».

Una novità riguarda anche il fronte della sicurezza, che diventa fondamentale alla luce dei non rarissimi casi di cronaca. «Con questore e Asp si è deciso di aumentare oltre le sei ore il posto fisso di Polizia, ma questo ha una funzione deterrente e di garanzia; l’appello è al paziente, affinché comprenda che esistono tempi tecnici che sono necessari per permettere ai medici di svolgere gli esami e valutare le diagnosi». L’estate è passata e si torna alla routine, ma ad alcuni reparti che a stento sopravvivono, in questo Jazzolino disastrato se ne contrappongono altri che resistono attaccati ad un respiratore.