Covid-19, ospedale di Vibo pronto per ricoveri di primo livello

Coronavirus, direttiva della Regione per frenare trasferimenti «inutili, inappropriati e dannosi» nell'hub di Catanzaro. E le farmacie potranno lavorare a battenti chiusi
Coronavirus, direttiva della Regione per frenare trasferimenti «inutili, inappropriati e dannosi» nell'hub di Catanzaro. E le farmacie potranno lavorare a battenti chiusi
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L’aumento dei contagi anche in Calabria sta portando la Regione ad attuare provvedimenti per la migliore gestione della situazione, specie in ottica di un incremento dei casi e quindi di una vera e propria emergenza sanitaria. Per questa ragione, il direttore generale del dipartimento Salute, Antonio Belcastro, ha inviato una nota al management e ai commissari straordinari delle Aziende sanitarie e ospedaliere della Calabria. Nella stessa, viene precisato che, «al fine di contenere il numero di ricoveri inappropriati negli hub e di ridurre inutili e dannosi trasferimenti che impegnano il 118», si dispone con «decorrenza immediata» che «i pazienti Covid-19 sintomatici e non gestibili con la misura dell’isolamento domiciliare con sorveglianza attiva, appartenenti alle province di Vibo Valentia e Crotone, vengano ricoverati nei rispettivi ospedali spoke, rispettando tutte le procedure previste e limitando l’invio presso l’hub di Catanzaro solo ed esclusivamente dei pazienti che necessitino di assistenza di secondo livello». La disposizione è esecutiva già da giovedì 12 marzo.

Nella giornata di ieri, invece, sempre il direttore Belcastro ha dato risposta alle richieste pervenute dalle farmacie di Vibo Valentia e da altre del territorio regionale, le quali chiedevano la possibilità di svolgere il lavoro a battenti chiusi, per ridurre al massimo il contatto con l’utenza. «Al fine di garantire la continuità del servizio alla popolazione – scrive Belcastro – le singole farmacie, confermando la presenza di farmacisti per tutto l’orario di apertura, potranno lavorare a battenti aperti (preferibilmente) o a battenti chiusi. Sarà responsabilità della farmacia aver scelto la modalità di servizio, al fine di garantire una distanza minima (come disposta dalla normativa) di almeno un metro sia tra i pazienti presenti sia tra questi ultimi e i farmacisti al banco, sia tra gli operatori al banco». Sarà onere della farmacia, quindi, «comunicare all’Asp competente per territorio la modalità scelta per svolgere il servizio».

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