domenica,Giugno 20 2021

Coronavirus e lockdown, ecco tutti i divieti per le zone rosse

Il Dpcm prevede il “coprifuoco” nazionale alle 22. La Calabria fra le regioni con le possibili maggiori restrizioni. Chiusi bar e ristoranti. Vietati gli spostamenti se non per ragioni di lavoro, necessità e salute

Coronavirus e lockdown, ecco tutti i divieti per le zone rosse

Firmato il Dpcm con le nuove misure in vigore da domanie che resteranno valide fino al 3 dicembre: l’Italia viene divisa in tre aree di rischio e in quella dove gli indici epidemiologici sono più critici – come Lombardia e il Piemonte ma anche la Calabria e forse l’Alto Adige e la Valle d’Aosta – scatterà, di fatto, il lockdown come a marzo, ed avrà una validità di 15 giorni. Ciò significa che si potrà uscire di casa solo per andare a lavorare, per fare la spesa, per motivi di salute o di necessità. L’attività motoria sarà consentita solo nei pressi della propria abitazione e si potrà uscire di casa, naturalmente, per portare i bambini a scuola.

Il Dpcm prevede 12 articoli ed il “coprifuoco” in tutto il Paese scatta alle ore 22 con impossibilità quindi di muoversi da casa se non per comprovate ragioni di lavoro, stati di necessità e motivi di salute.[Continua]

Il Dpcm prevede che le misure più dure dovranno essere adottate dal ministro della Salute Roberto Speranza «d’intesa» con il presidente della Regione interessata. E questo sia per le restrizioni relative alle “zone arancioni” in cui la curva epidemiologica è compatibile con lo scenario 3 dell’Istituto superiore di sanità, vale a dire quelle caratterizzate da una situazione «di elevata gravità», sia per quelle che interessano le “zone rosse”, che rientrano nello scenario 4, dove invece c’è una situazione di «massima gravità». La classificazione di una Regione in uno dei tre scenari indicati («rosso», «arancione» e «verde») sarà comunque decisa dal ministero della Salute con ordinanza sulla base dei 21 parametri di riferimento. Alcuni di questi sono stati indicati dallo stesso premier: si tratta dell’indice Rt, dei focolai e della situazione di occupazione dei posti letto negli ospedali.

Per quanto riguarda le misure nazionali valide per tutti si va dal “coprifuoco” alle ore 22 alla chiusura dei centri commerciali nel weekend, dallo stop a musei e mostre alla riduzione dall’80% al 50% della capienza sui mezzi pubblici locali, dalla didattica a distanza al 100% per gli studenti delle superiori alla chiusura dei corner di giochi e scommesse all’interno di bar e tabacchi.

Questi interventi varranno per tutta Italia e si vanno ad aggiungere a quelli già in vigore, come la chiusura dei bar e ristoranti alle 18.

Nelle regioni (come si ipotizza per la Calabria), province o Comuni che rientrano nello scenario a «rischio elevato» sono invece vietati gli spostamentiin entrata e in uscita nonché gli spostamenti tra i comuni. Entrambi i divieti non varranno in caso di comprovate esigenze lavorative e di studio, per motivi di salute, per situazione di necessità e per accompagnare o riprendere i bambini a scuola.Chiusi anche i bar e i ristoranti così come i negozi (ad eccezione dei generi alimentari, delle farmacie e delle parafarmacie)

Scuola

La mascherina sarà obbligatoria alle elementari e alle medie, anche quando i bambini sono seduti al banco, «salvo che per i bambini di età inferiore ai sei anni e per i soggetti con patologie o disabilità incompatibili» con l’uso della mascherina. Nelle zone rosse anche per la seconda e terza media sarà in vigore la didattica a distanza.

Smart working

Ai massimi livelli possibili, sia nella Pubblica amministrazione che nel settore privato, e ingressi differenziati del personal.

Sport e attività motoria

Nelle zone rosse sospese le attività sportive, comprese quelle nei centri e circoli sportivi, anche se all’aperto. È consentito «svolgere individualmente attività motoria vicino alle proprie abitazioni, purché comunque nel rispetto della distanza di almeno un metro da ogni altra persona e con obbligo» di mascherine. Si può invece svolgere «attività sportiva esclusivamente all’aperto» e da soli. Nel resto d’Italia i circoli sportivi resteranno aperti, ma sarà vietato l’uso degli spogliatoi.

Parrucchieri, barbieri, estetisti

Resteranno aperti anche nelle zone rosse a dispetto di quanto previsto nella bozza.

Concorsi

Stop alle prove pubbliche e private, tranne quelle per il personale della sanità e inoltre «a esclusione dei casi in cui la valutazione dei candidati sia effettuata esclusivamente su basi curriculari o in modalità telematica».

Corsi formazione e scuole guida

Corsi pubblici e privati (tranne quelli di medicina) solo con modalità a distanza. Consentiti i corsi e le prove teoriche e pratiche di scuola guida alla motorizzazione civile e nelle autoscuole.

Naturalmente resta da vedere se i divieti anti Covid possono essere previsti attraverso un Dcpm. Secondo i più autorevoli costituzionalisti la libertà di circolazione la si può ridurre solo con decreti legge e norme convalidate dal Parlamento. Ogni “scorciatoia” – come appunto quella contenuta con il Dcpm – è costituzionalmente illegittima e va ricordato che tutti i giudici sinora chiamati nei Tribunali a pronunciarsi in ordine alla validità delle sanzioni elevate nel corso del lockdown di marzo hanno annullato ogni multa.

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