sabato,Maggio 8 2021

Centri di dialisi nel Vibonese inadeguati, la denuncia dell’Aned

Chiesti interventi risolutivi per avere strutture a norma a Vibo Valentia, Soriano, Serra San Bruno e Tropea

Centri di dialisi nel Vibonese inadeguati, la denuncia dell’Aned

La gestione e la cura dei pazienti con patologia renale nel Vibonese è sempre più complicata. Mentre chiediamo di ripristinare le condizioni di massima sicurezza nei centri dialisi vibonesi per strutture nettamente inadeguate, ci si risponde con la cancellazione di un’importante convenzione per il trasporto dei dializzati, precedentemente controfirmata da Aned e dall’azienda sanitaria. Inaudito”. E’ quanto afferma in una nota Pasquale Scarmozzino per l’Aned, l’associazione nazionale emodializzati dialisi e trapianto. [Continua dopo la pubblicità]

“Il trasporto dializzati – afferma – è un Lea ma in Calabria, unitamente ad altre prestazioni, non viene garantito. Il trasporto e relativo rimborso dell’azienda creano notevoli disagi e fermento negli aventi diritto. Nella spasmodica ricerca di risparmiare qualche centesimo di euro, poco importa al nuovo management vibonese che pazienti disabili, non vedenti, non deambulanti e ultraottantenni si recano per il trattamento dialitico con ambulanze a spese proprie, mentre sarebbe un obbligo per la sanità. Al neo commissario dell’azienda sanitaria vibonese, dottoressa Maria Bernardi, chiediamo la necessaria attenzione e sollecitiamo di verificare lo stato dell’arte del progetto di nuova dialisi in prefabbricato, bloccato in Regione per incomprensibili motivi. Allo stesso neo commissario chiediamo di concentrare l’attenzione anche sui rischi in essere per inesistenti percorsi protetti, spazi angusti e servizi inadeguati oltre che a Vibo, anche a Soriano, Tropea e Serra San Bruno. Qui le carenze sono tali da rendere la rete dialitica vibonese insicura e non in grado di garantire efficienza e sicurezza dei pazienti. Sul territorio vibonese insiste una gestione aziendale dei centri dialisi problematica anche per insufficienza infermieristica, con operatori sanitari e nefrologi. Per questo motivo chiediamo un immediato intervento a tutti gli organi del territorio preposti alla sicurezza degli impianti e alla sicurezza e buona cura dei nostri pazienti. Al commissario ad acta Longo e al capo del Dipartimento Tutela della Salute, direttore Bevere, chiediamo di verificare su Vibo, personalmente, quanto da noi denunciato, perché moralmente, e non solo, quanto richiesto è doveroso e obbligatorio parlando della sicurezza dei pazienti. Non è tempo delle chiacchiere: ospedale nuovo si, ospedale nuovo no. È arrivato il momento che la politica vibonese, le forze sociali e le associazioni si facciano sentire. Aned c’è! Si confida pure su un autorevole intervento del sindaco Maria Limardo”.

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