I primi cittadini hanno ribadito le critiche alla delibera adottata dalla triade commissariale poche ore prima della fine del suo mandato. Atto che è stato già sospeso da Vittorio Sestito in attesa di incontrare i Comuni
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«Tra mercoledì e venerdì il commissario dell’Asp Vittorio Sestito incontrerà i sindaci». Lo ha annunciato il presidente e sindaco di Mileto, Fortunato Giordano, durante la Conferenza dei sindaci che si è svolta ieri pomeriggio nell’aula consiliare di Palazzo Luigi Razza.
Assente il nuovo commissario dell’Asp di Vibo impegnato a Roma insieme al presidente della Regione Roberto Occhiuto per affrontare i temi legati alla fine del commissariamento.
Giordano ha comunque rassicurato i presenti: «Il commissario Sestito si è detto disponibile a incontrare i sindaci entro la settimana per avviare un confronto, soprattutto sulla medicina territoriale».
Al centro del dibattito l’ultima delibera della triade commissariale che guidava l’Asp dallo scioglimento per mafia nell’autunno 2024. L’atto, che ridisegna la riorganizzazione delle guardie mediche nel Vibonese con l’accorpamento di diversi presidi, ha sollevato proteste durissime soprattutto da parte dei sindaci delle aree montane.
Ma il nuovo commissario, a sua volta come prima decisione, ha sospeso gli effetti della delibera in attesa di un confronto con i sindaci dei territori. Una decisione accolta positivamente dagli stessi primi cittadini che ieri è stata rimarcata dai presenti.
«Si trattava di un atto approvato l’ultimo giorno, senza il coinvolgimento della conferenza dei sindaci – ha spiegato Giordano – e che aveva creato molte criticità, soprattutto nei territori più difficili da raggiungere».
Secondo il presidente della conferenza, il piano non risulta adeguato: «Le difficoltà di collegamento e trasporto si sono aggravate. Per questo motivo si deve rivedere tutto e valutare soluzioni diverse».
Giordano ha sottolineato anche la fase delicata del sistema sanitario locale: «Con una rete ospedaliera ancora incompleta e servizi carenti, una riduzione delle guardie mediche andrebbe a peggiorare la situazione. Serve invece un rafforzamento dei presidi sul territorio».
Il problema della carenza di medici è stato riconosciuto, ma non ritenuto sufficiente per giustificare i tagli: «La mancanza di personale non può tradursi in una diminuzione dei servizi».
Giordano ha poi richiamato i parametri normativi: «La provincia di Vibo ha diritto a più postazioni, con la possibilità di deroghe legate alle caratteristiche del territorio».
Nel suo intervento, il sindaco di Capistrano, Marco Martino, ha parlato di scarsa attenzione al territorio: «L’atto è stato adottato senza una reale conoscenza delle condizioni locali, soprattutto della viabilità».
Martino ha contestato anche i tempi della decisione: «È stata presa all’ultimo momento utile lasciando i territori in difficoltà».
Gli interventi dei sindaci

Sulla stessa linea il sindaco di Polia, Luca Alessandro, che ha chiesto «la revoca della delibera» proponendo, in alternativa, «un bando aperto permanente a sportello per medici specializzandi e neolaureati», ritenendo che il piano «non corrisponde alle realtà orografiche dei vari territori».
Critiche ai criteri e timori per i territori
Il sindaco di San Nicola da Crissa, Giuseppe Condello, ha osservato che «non bisogna parlare di un piano di razionalizzazione, bensì di un taglio dei servizi», chiedendo al commissario «la sospensione degli effetti di questa delibera» per evitare che diventi definitiva.
Dalla stessa area è arrivata la voce della vicesindaca di Serra San Bruno, Rosanna Federico, che ha ribadito come «i servizi non possano essere ridotti» e ha chiesto «l’annullamento della stessa», ritenendola distante dalle esigenze reali dei territori.
Il sindaco di Fabrizia, Francesco Fazio, ha denunciato una situazione già fragile: «Nonostante le promesse della Commissione ancora non c’è il pediatra e vi è carenza dei medici di base». E ha aggiunto: «A Fabrizia su 31 giorni la Guardia medica è presente 17 giorni», chiedendo un rafforzamento del servizio e maggiori controlli.
Distanze, viabilità e popolazione anziana
Tra i nodi più richiamati, quello delle distanze e delle difficoltà di collegamento. Il sindaco di Simbario, Gennaro Crispo, ha evidenziato che «la popolazione che la guardia medica di Serra San Bruno dovrebbe coprire è di circa 9.400 persone», sottolineando che si tratta in gran parte di cittadini anziani, con difficoltà negli spostamenti. «Questo provvedimento rischia di diventare un boomerang», ha avvertito, ipotizzando un aumento della pressione sul pronto soccorso.
Il sindaco di Monterosso, Antonio Giacomo Lampasi, ha parlato di «provvedimento affrettato, adottato con superficialità», citando incongruenze nella distribuzione dei turni e nelle valutazioni sulle distanze tra i comuni.
La richiesta di confronto e soluzioni condivise
Il sindaco di Drapia, Alessandro Porcelli, ha sintetizzato la posizione comune: «La delibera non va bene, nessuna riduzione delle guardie mediche poiché servizio essenziale in ogni territorio».
Sulla stessa linea il sindaco di San Gregorio d’Ippona, Pasquale Farfaglia, che ha ribadito: «Non bisogna razionalizzare le guardie mediche fino a quando non verrà potenziato il pronto soccorso», chiedendo anche «l’istituzione di una commissione» per la valutazione dei criteri.
Il caso concreto e l’ipotesi ricorso
Tra gli interventi più incisivi, quello del sindaco di Dasà, Raffaele Scaturchio, che ha annunciato la possibilità di ricorrere al Tar: «Mi sono già attivato contattando un legale, invito gli altri sindaci a farlo».
A sostegno della sua posizione ha raccontato un episodio: «Una giovane mamma incinta di sette mesi si è rivolta a me con il figlio di due anni ferito, avendo trovato chiusa la guardia medica». Una situazione che, ha spiegato, lo ha costretto a cercare personalmente un medico. «Descrive un ambito precario dal punto di vista sanitario che non è giusto sia così».
La decisione finale della Conferenza
In chiusura, i sindaci hanno assunto una posizione unanime e il contenuto del dibattito sarà trasmesso al nuovo commissario come documento ufficiale delle richieste.
La Conferenza si è quindi autoconvocata per il 17 aprile, in vista di un confronto diretto con il vertice dell’Asp, con l’obiettivo di rivedere il provvedimento contestato.




