Il comitato dei caregiver della Rsa di Drapia precisa la sua posizione e conferma i timori per il mancato utilizzo di 2,6 milioni di euro destinati a innalzare i Lea: «Non è stato rispettato il termine del 10 dicembre entro il quale dovevano essere firmati i contratti con le strutture accreditate»
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Dai familiari dei pazienti ospitati dal Don Mottola Medical Center di Drapia arriva la controreplica alla nota con cui l’Asp di Vibo ha duramente stigmatizzato le dichiarazioni del Comitato dei caregiver che aveva paventato la restituzione dei fondi assegnati al Vibonese con il Dca 302 del 2025 per innalzare i Livelli essenziali di assistenza. In particolare, l’Asp ha categoricamente escluso «la presunta restituzione alla Regione di 2,6 milioni di euro». Una presa di posizione netta che ha determinato la controreplica dei caregiver. Ecco la loro nota integrale:
La controreplica dei familiari dei pazienti del Don Mottola di Drapia
«Il Comitato Caregivers Don Mottola Medical Center, in relazione al comunicato diffuso in data 29 gennaio 2026 e alle successive precisazioni rese pubbliche dall’Azienda Sanitaria Provinciale di Vibo Valentia, ritiene opportuno fornire il seguente chiarimento, a tutela della corretta informazione e di un confronto pubblico improntato a trasparenza, rigore tecnico e rispetto istituzionale.
Il riferimento alla “restituzione” di risorse pari a circa 2,6 milioni di euro non intendeva in alcun modo affermare l’esistenza di un atto amministrativo formalmente adottato dall’ASP di Vibo Valentia, né l’avvenuto perfezionamento di una specifica procedura contabile di restituzione già conclusa.
Tale espressione è stata utilizzata per descrivere l’effetto sostanziale e sistemico derivante dalla mancata utilizzazione di fondi regionali vincolati, destinati all’acquisto di prestazioni socio-sanitarie accreditate, che, in assenza di contrattualizzazione e di atti di imputazione o trascinamento, non producono servizi sul territorio vibonese e risultano, di fatto, non disponibili per il soddisfacimento del fabbisogno locale, rientrando nei meccanismi ordinari di riallocazione regionale del comparto socio-sanitario.
Si precisa, inoltre, che il DCA n. 302 ha attribuito all’ASP di Vibo Valentia somme aggiuntive espressamente finalizzate all’acquisto di prestazioni di “Residenze Assistenziali per anziani (R2 e R3), RSA medicalizzate, hospice, moduli per disabili e per pazienti affetti da SLA, riabilitazione estensiva residenziale, nonché riabilitazione a ciclo diurno”, da erogarsi tramite strutture private accreditate e immediatamente operative, fissando un termine di 15 giorni dalla pubblicazione del decreto per l’avvio delle procedure di contrattualizzazione, termine spirato il 10 dicembre 2025, senza che risultino sottoscritti contratti entro la chiusura dell’esercizio.
Ai sensi del D.Lgs. 118/2011, ed in particolare dell’art. 3 e dei principi contabili applicati di cui all’Allegato 4/2, tali risorse devono essere qualificate come fondi con vincolo di destinazione, in quanto assegnate per finalità determinate e non suscettibili di utilizzo discrezionale per spese diverse.
Il principio contabile stabilisce che la mancata utilizzazione entro l’esercizio di riferimento, qualora derivante da cause amministrative (quali la pubblicazione tardiva del provvedimento o la mancata conclusione delle procedure contrattuali), non comporta l’estinzione del vincolo di spesa, né la trasformazione delle risorse in fondi indistinti.
A tale riguardo, si rileva altresì che nel comunicato stampa diffuso dall’Azienda Sanitaria Provinciale di Vibo Valentia non viene formulato alcun riferimento all’adozione di atti di imputazione delle risorse a esercizi successivi, né a provvedimenti di trascinamento del vincolo di destinazione, né, infine, a meccanismi di riallocazione delle risorse con la medesima finalità prevista dal DCA n. 302. L’assenza di tali elementi assume rilievo sul piano tecnico-contabile, poiché la normativa vigente impone, in presenza di fondi vincolati non utilizzati, l’adozione di strumenti idonei a garantire la continuità del vincolo di spesa e il perseguimento delle finalità per cui le risorse sono state assegnate.
In tale quadro, la questione oggetto di dibattito pubblico non attiene all’esistenza di un atto formale di restituzione, bensì agli effetti concreti e prevedibili della mancata utilizzazione di risorse vincolate, che, in assenza di idonei atti contabili, risultano destinate a non produrre benefici assistenziali per il territorio vibonese, rientrando nei meccanismi ordinari di riallocazione regionale del comparto socio-sanitario.
Resta ferma, e viene integralmente confermata, la valutazione critica del Comitato circa le conseguenze organizzative, assistenziali e sociali della parziale contrattualizzazione dei modelli RSA M1 e RECC, in presenza di risorse dedicate, di una programmazione regionale vigente e di un fabbisogno sanitario ampiamente documentato, con particolare riferimento alla continuità assistenziale post-acuzie, al funzionamento delle Centrali Operative Territoriali, all’attuazione del DM 77 e del PNRR, nonché al miglioramento dei Livelli Essenziali di Assistenza nel territorio vibonese.
La presente nota ha pertanto esclusiva finalità chiarificatrice sul piano tecnico-contabile e semantico, e ribadisce il legittimo esercizio del diritto di critica, svolto in modo civile e argomentato, su scelte e indirizzi amministrativi che incidono direttamente sul diritto alla salute dei pazienti fragili, sulle famiglie e sull’equità del sistema sanitario territoriale.
Il Comitato Caregivers Don Mottola Medical Center intende infine esprimere la propria piena solidarietà agli organi di stampa territoriali, che continuano a svolgere con responsabilità e spirito di servizio il proprio ruolo di informazione e vigilanza democratica. Un’informazione libera, corretta e pluralista rappresenta un presidio essenziale per la trasparenza nell’utilizzo delle risorse pubbliche, per la partecipazione consapevole dei cittadini e per la tutela dell’equità di accesso alle cure, soprattutto in territori caratterizzati da fragilità strutturali e storiche diseguaglianze sanitarie.
Il contributo della stampa locale, quando fondato su dati, fonti e interesse pubblico, costituisce un elemento imprescindibile del confronto democratico e un alleato fondamentale nel percorso di miglioramento del sistema sanitario territoriale, nell’interesse esclusivo dei pazienti, delle famiglie e della collettività».


