Nel Vibonese cresce la consapevolezza che il tempo delle attese e delle promesse non mantenute, soprattutto in materia di sanità pubblica, sia ormai esaurito. A rilanciare con forza questa esigenza è l’associazione Ali di Vibonesità, che chiama cittadini e istituzioni a «rompere il muro del silenzio e dell’incapacità» che da anni accompagna la gestione della sanità sul territorio.

«Mentre Occhiuto è impegnato ad annunciare le “dieci cose belle del 2026” – si legge nella nota – prende sempre più corpo tra i cittadini di Vibo Valentia e dintorni la necessità inderogabile di condividere un’unica idea e sviluppare una forte pressione popolare». Secondo l’associazione, il pressapochismo e l’assenza di una visione concreta hanno «messo in ginocchio speranze e certezze» e alimentato una crisi che ha un solo comune denominatore: «La persistente criticità del sistema sanitario pubblico».

Ali di Vibonesità, attraverso il suo referente per la Sanità, Giuseppe Borello, denuncia «l’incapacità gestionale, l’immobilismo e, quel che è peggio, il silenzio e il non ascolto» dietro cui continuano a trincerarsi Regione, Azienda sanitaria provinciale, conferenza dei sindaci e altri livelli istituzionali. Una condizione che, secondo il comunicato, alimenta «la cultura del contentino, divenuta ormai una presa in giro», pagata quotidianamente da chi vive sulla propria pelle il disagio della mancanza di risposte ai bisogni di salute.

Da qui l’invito a una mobilitazione civile ampia e condivisa. «Ali di Vibonesità invita istituzioni, politica, enti, scuole, professioni, sindacati, associazioni e tutte le realtà del territorio a scendere in campo per manifestare, anche in forma silenziosa, la difesa di un diritto negato: quello della salute». Una rivendicazione, portata avanti con il Forum Provinciale del Csv, di cui è portavoce Giuseppe Conocchiella, che dovrebbe tradursi in un documento finale da consegnare al prefetto come atto formale e collettivo di denuncia.

Il percorso non nasce oggi. L’associazione ricorda come le denunce abbiano preso forma già l’11 marzo 2023, quando alla biblioteca comunale di Vibo Valentia i cittadini approvarono uno storico documento a tutela del diritto alla salute dell’intero territorio. Un momento simbolico e sostanziale, avviato sotto il titolo «Patto per un nuovo modello culturale della tutela della salute», che aprì un confronto serrato tra cittadini e azienda sanitaria e pose le basi per una «nuova idea di sanità per il territorio».

In questo cammino si inserisce anche il lavoro condiviso con Comunità competente Calabria, coordinata da Rubens Curia, già commissario dell’azienda sanitaria e profondo conoscitore dei livelli essenziali di assistenza, insieme alle rappresentanze territoriali di Nicotera, Tropea, Serra San Bruno, Pizzo e Soriano. L’obiettivo dichiarato era ed è «una sanità capace di garantire realmente i bisogni di salute della popolazione».

A quasi tre anni di distanza, la pressione popolare entra in una fase più matura e decisa. «In assenza di risposte concrete – avverte Ali di Vibonesità – occorre rimettere in discussione l’intero sistema e superare montagne di parole inutili». La sfida, conclude il comunicato, è anche culturale e generazionale: «Bisogna coinvolgere soprattutto i giovani, renderli protagonisti delle scelte che governano il territorio e il futuro della sanità».