domenica,Settembre 26 2021

Natuzza Evolo, i particolari della passione e le assonanze con la Beata Emmerich

La mistica raccontò che a Gesù con un pugno fu levato un dente. Per questo volle che il crocifisso scolpito per la chiesa della Villa della Gioia avesse un dente mancante

Natuzza Evolo, i particolari della passione e le assonanze con la Beata Emmerich

Natuzza Evolo e il parallelismo con la beata Anna Caterina Emmerich, suora agostiniana tedesca morta nel 1824. A metterlo in rilievo nel suo ultimo lavoro – ancora non dato alle stampe – è il biografo ufficiale della Serva di Dio di Paravati Valerio Marinelli. L’ingegnere nucleare e professore emerito dell’Unical ha ad oggi pubblicato dieci volumi sull’umile donna calabrese, morta nel giorno di Ognissanti del 2009. Nella sua ultima fatica letteraria, fra le altre cose focalizza l’attenzione sulle affermazioni concordanti, riguardo alle visioni ed esperienze mistiche sulla passione di Cristo vissute sulla loro pelle dalle due dirette protagoniste. [Continua in basso]

Mamma Natuzza, ad esempio, raccontava «che una spina della corona si era conficcata in un occhio di Gesù, procurandogli un atroce dolore, da lei stessa patito più di una volta». Cose simili riferiva a suo tempo anche la beata tedesca. «Nel libro “La dolorosa Passione di N.S. Gesù Cristo secondo le visioni di Anna Caterina Emmerich” pubblicato nel 1958 – spiega lo scienziato e devoto di Natuzza – alle pagine 297 e 298 si legge che poi «trascinarono nostro Signore fino al seggio che gli avevano preparato, e ve lo fecero sedere brutalmente. Allora gli imposero la corona di spine, che era alta due palmi, fittamente intessuta e artisticamente intrecciata col bordo superiore sporgente…. Quando ebbero sforzato la corona sul capo di Gesù, gli posero in mano una grossa canna, assumendo un contegno di gravità derisoria, come se veramente l’avessero incornato re. Gli strapparono di mano quella canna, adoperandola per colpire violentemente la corona di spine, tanto che gli occhi del Salvatore furono inondati di sangue».

Come si evince, le assonanze tra le esperienze mistiche vissute dalla Emmerich e da Natuzza sono a dir poco sorprendenti. Nel suo lavoro, tuttavia, lo scienziato scelto dalla Serva di Dio di Paravati come suo biografo ufficiale non si ferma qui. Anzi, racconta altri particolari sulla passione di Cristo svelati da Mamma Natuzza quando era in vita. Ad esempio, «che a Gesù, per un pugno sferratogli, cadde un dente e perciò lei volle che il Gesù crocifisso da lei fatto scolpire, collocato ora nella chiesa del Cuore Immacolato di Maria, avesse un dente mancante».
Queste toccanti rivelazioni permettono di prendere contezza delle atrocità subite dal Cristo in quei concitati momenti, ma anche della totalità con cui la mistica calabrese riviveva annualmente la Passione, nel corso della Settimana Santa, in offerta per i bisogni dell’umanità.

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