giovedì,Giugno 17 2021

Vibo Marina, il Comune certifica un’evasione tributaria record al Pennello

Mentre si procede alla regolarizzazione urbanistica ed edilizia, nel primo dei nove comparti di cui si compone il quartiere si scopre che gran parte degli immobili non risultano censiti al catasto e molti non hanno mai pagato Imu, Tari, Tarsu e canone dell’acqua. Ecco i primi numeri

Vibo Marina, il Comune certifica un’evasione tributaria record al Pennello
Il sindaco Maria Limardo

Tra le attività intraprese dall’amministrazione comunale e contemplate dal Piano di riequilibrio finanziario pluriennale varato nell’agosto 2019 c’è anche quella della regolarizzazione urbanistica ed edilizia del quartiere Pennello di Vibo Marina e di conseguenza anche tributaria. In tale direzione la giunta comunale ha approvato un atto di indirizzo per proseguire nel processo già avviato – imprimendo la maggiore accelerazione possibile – di dare un definitivo assetto ai rapporti giuridici insorti anche da un punto di vista urbanistico-edilizio proseguendo nella proficua interlocuzione già avviata con il comitato Pennello”. E’ quanto dichiara il sindaco di Vibo Valentia Maria Limardo. [Continua in basso]

In seguito alla deliberazione di giunta n. 17 del 28 gennaio 2021 con la quale si dava indirizzo agli uffici di procedere ad un controllo sul compendio Pennello, finalizzato alla regolarizzazione urbanistica-edilizia-tributaria, l’ufficio tributi insieme alla Polizia municipale ha effettuato, a partire dal 26 marzo dei periodici sopralluoghi sul posto al fine di trovare le altre informazioni necessarie per la verifica della regolarità tributaria del compendio Pennello.

Attualmente dal punto di vista tributario è stato controllato tutto il primo comparto composto da 74 unità immobiliari, di cui il 76% non risulta essere censito al catasto (il compendio Pennello è composto da 9 comparti, pari a circa 800 unità immobiliari). Mentre per il secondo comparto si è a metà dell’opera.

Ai fini dell’Imu, il 57% delle predette unità immobiliari non risulta in regola con i versamenti e pertanto l’ufficio – comunica Palazzo Luigi Razza – ha proceduto all’emissione degli avvisi di accertamento, la cui notifica è in corso di perfezionamento. Ad oggi la presunta imposta evasa ammonta a 15.674,00 euro.
Ai fini della Tari, il 54% delle citate unità immobiliari non risulta essere iscritta nei ruoli Tari. Pertanto si sta procedendo all’emissione e notifica degli avvisi di accertamento (sono stati emessi e notificati circa il 60% degli avvisi). Ad oggi la presunta superficie evasa ammonta a circa 3.955 mq che corrisponde 12.225,00 euro.

Ai fini del servizio idrico integrato, il 49% delle citate unità immobiliari non risulta essere iscritta nei ruoli dell’acqua. Sei unità hanno già provveduto alla regolarizzazione mentre 33 unità sono state convocate per un’immediata regolarizzazione. Si ribadisce che si tratta di dati consuntivi solo relativi al primo comparto e al 10% delle unità immobiliari complessivamente interessate.[Continua in basso]

Domenico Scuglia

I lavori di accertamento che sono in corso e che vedono impegnati congiuntamente personale dell’Ufficio tributi, urbanistica e Polizia locale, e che saranno potenziati nelle prossime settimane in piena stagione estiva sotto il coordinamento del segretario generale Domenico Libero Scuglia, sono mirati ai  servizi di accertamento per recupero evasione dei tributi e deve consentire all’Ente di raggiungere obiettivi primari quali l’equità fiscale tra i cittadini ed una migliore politica di bilancio, che siano consequenziali all’ottimizzazione delle risorse provenienti dalla fiscalità locale. Qualsiasi tipo di costruzione, anche quelle abusive, non sfuggono alle imposte e tasse locali. Chi realizza un immobile senza i necessari permessi deve comunque pagare l’IMU, la Tarsu, eccetera”.

Il fisco – precisa il segretario generale ad interim dirigente del settore tributi – non fa alcuna differenza tra costruzioni accatastate e case abusive perché per l’amministrazione finanziaria (risoluzione ministeriale 138 del 6/6/1994) i fabbricati costruiti abusivamente, indipendentemente dal fatto che per essi sia stata presentata o meno istanza di sanatoria edilizia, sono soggetti all’imposta comunale sugli immobili. Un orientamento confermato dalla cassazione con la sentenza 1850 del 2010”.[Continua in basso]

Maria Teresa Nardo, assessore al Bilancio
L’assessore al Bilancio Maria Teresa Nardo

Sul punto, l’assessore Maria Teresa Nardo spiega che : Il contrasto al fenomeno dell’elusione e dell’evasione fiscale risponde a criteri di giustizia fiscale e di equità, oltre che di rispetto del principio di legalità in quanto finalizzato ad una più equa distribuzione del prelievo e, quindi, alla partecipazione dei contribuenti alla spesa pubblica locale. Tra l’altro anche dai primi dati del questionario sul bilancio sociale emerge la richiesta di contrasto all’evasione da parte dei cittadini con indicazione di aree specifiche”.

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