lunedì,Maggio 16 2022

Non vedente senz’acqua in casa: istituzioni e gente comune hanno risposto all’appello

La signora: «Voglio, attraverso la vostra testata, dire grazie a tutti. Per me è stato un enorme sollievo sapere di poter avere l’acqua vista la mia difficoltà a uscire di casa. Tuttavia resta il rammarico per avere dovuto chiamare Il Vibonese per poter risolvere il problema»

Non vedente senz’acqua in casa: istituzioni e gente comune hanno risposto all’appello

L’appello – per fortuna – non è caduto nel vuoto. Dopo l’articolo pubblicato oggi dalla nostra testata, infatti, sia il Comune di Vibo Valentia che la Prefettura, ma anche tanti privati cittadini, si sono mobilitati per portare l’acqua potabile alla signora, 42enne, che in virtù della sua condizione di non vedente non poteva uscire di casa e rifornirsi di acqua in modo autonomo, a causa, come è noto, di una frana che ha provocato la rottura di parte delle tubazioni nella zona delle Serre collegate all’invaso dell’Alaco. L’interessata aveva contattato la nostra redazione, spiegando di provare «vergogna per dover chiedere aiuto ai giornali ma non mi resta altra scelta dopo una serie di telefonate che non hanno risolto il problema. Sono una  non vedente e abito nei pressi dell’ospedale di Vibo. Ho inviato un messaggio al Comune di Vibo per dire se mi portavano l’acqua, vista la mia situazione, ma nulla. Ho parlato al telefono con un’assistente sociale del Comune la quale – aveva riferito sempre la signora – per tutta risposta mi ha chiesto come faccio a stare in casa se non vedente. Le ho spiegato che i non vedenti sono persone come tutte le altre. Ho chiamato anche i vigili del fuoco per avere l’acqua e mi hanno risposto che non possono fornirmela loro. Ho chiamato persino la Questura e mi hanno risposto che mi facevano sapere». [Continua in basso]

Come detto, però, alle parole della signora hanno risposto in tanti: istituzioni e gente comune. «Ringrazio tutti di cuore per essersi interessati a me, Comune, Prefettura e i cittadini – ha fatto sapere ancora la signora – Voglio, attraverso la vostra testata, dire grazie a tutti. Per me è stato un enorme sollievo sapere di poter avere l’acqua vista la mia difficoltà a uscire di casa. Tuttavia – questa l’amara conclusione dell’interessata – resta il rammarico per avere dovuto chiamare Il Vibonese per poter risolvere il problema».

L’intervento dell’Uici provinciale

Sulla vicenda interviene anche Rocco Deluca, presidente provinciale dell’Uici (Unione italiana ciechi e ipovedenti): «Con riferimento alla carenza idrica nel comune di Vibo e alle situazioni di disagio evidenziate da persone con disabilità, rileviamo e diffondiamo il pronto intervento da parte dell’amministrazione nel rispondere al bisogno, segnalato a mezzo stampa, di una signora non vedente, così come alle necessità di altre famiglie con soggetti fragili. Ciò testimonia – prosegue il presidente – nei fatti l’impegno del sindaco e della sua giunta nel rimediare ad un problema grave, seppur non dipendente dall’amministrazione comunale. Lo stesso sindaco, Maria Limardo, ha chiesto all’Unione italiana ciechi e ipovedenti di segnalare ogni situazione di particolare bisogno, al fine di dare priorità concreta a chi vive in situazioni ulteriormente complicate dalla disabilità».

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