sabato,Settembre 23 2023

Alla giornata per la consapevolezza sull’autismo «meno luci blu e più progetti a Vibo»

La consigliera Katia Franzè chiede chiarimenti sulla mancata adesione del Comune di Vibo alla formazione gratuita di cinque matricisti per i Progetti Vita

Alla giornata per la consapevolezza sull’autismo «meno luci blu e più progetti a Vibo»

«Meno luci blu, più progetti». Questo, in sintesi, quanto dichiara la consigliera capogruppo Katia Franzé che attraverso una nota, chiede chiarimenti sulla mancata adesione del Comune di Vibo Valentia alla formazione gratuita di cinque matricisti per la redazione dei “Progetti di Vita” e per il “Dopo Di Noi” proposte dall’associazione “Io Autentico”. Su tali progetti, infatti, è pervenuto solo un silenzio diniego adottato dalla pubblica amministrazione che la consigliera Franzé ritiene «assolutamente discutibile avendo di fatto rinunciato alla formazione di altre cinque unità di progettisti specializzati nella redazione del progetto di vita e del dopo di noi a costo zero. Ma la domanda – si chiede ancora la consigliera – che in questi giorni viene più volte formulata è perché si è deciso di dire di no alla formazione di personale che avrebbe potuto diventare specializzato e che avrebbe potenziato un settore che, per i numeri che produce in termini di redazione di progetti, è in ritardo anzi in estremo ritardo. A pagarne le conseguenze sono solo le famiglie, le persone affette da disabilità, i minori, che si vedono precluse tutta una serie di possibilità come l’integrazione, l’inclusione, e tutto ciò che può essere finalizzato a renderli più autonomi e indipendenti. [Continua in basso]

Giova ricordare che il settore delle Politiche Sociali in merito alla elaborazione sui progetti di vita (Legge 328/2000) non è al passo con la richiesta avanzata dalle famiglie, anzi per una sua parziale attuazione per il 2022 sono stati necessari oltre 240 giorni e una sentenza del TAR depositata in gennaio 2022 e un ODG dell’aprile del medesimo anno, per avere la consegna del Progetto di vita per 10 famiglie. E’ opportuno ricordare che ad oggi numerose famiglie, circa una quarantina, sono ancora in attesa di avere quel progetto di vita, quello che viene predisposto per la singola persona con disabilità fisica psichica e sensoriale stabilizzata e o progressiva, attraverso percorsi personalizzati in cui i vari interventi vengono coordinati al fine di rispondere ai bisogni e alle aspirazioni del beneficiario. Si tratta di un diritto delle persone con disabilità che dovrebbe consentire una vera integrazione, una vera inclusione. Fare qualcosa di concreto per le disabilità in genere e per l’autismo in particolare – conclude la nota – non significa parlarne solo in prossimità della “giornata internazionale dell’autismo” o accendendo le luci blu in città ma fare in modo che quella luce blu non si spenga mai ed illumini il percorso politico e amministrativo per fare in modo che le priorità relative all’autismo vengano concretamente garantite».

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