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Paravati, un anno fa apriva al culto la “grande chiesa” di Natuzza Evolo

L’edificio sacro è stato realizzato nella spianata della Villa della Gioia per volontà della Serva di Dio calabrese, morta nel giorno di Ognissanti del 2009

Paravati, un anno fa apriva al culto la “grande chiesa” di Natuzza Evolo

È trascorso giusto un anno dall’apertura al culto e dalla dedicazione al “Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime” della “grande chiesa” della Villa della Gioia, insieme di realtà religioso-socio-assistenziali sorte a Paravati su input della Serva di Dio Natuzza Evolo. Era infatti il 6 agosto del 2022 quando il nuovo vescovo Attilio Nostro presiedeva l’apposita cerimonia solenne, davanti a un gran numero di fedeli, ponendo di fatto fine alla lunga diatriba prolungatasi per oltre tre anni tra la diocesi e l’omonima Fondazione sul tema delle riforme statutarie. Una divergenza di vedute che nel 2021 ha portato alle dimissioni forzate dell’allora vescovo Luigi Renzo e al successivo avvento del suo successore. Nell’attesa, ad amministrare la diocesi e a firmare la nuova convenzione era stato inviato dalla Santa Sede il vescovo di Locri-Gerace, monsignor Francesco Oliva. A seguire, la scelta di Papa Francesco di nominare monsignor Nostro a vescovo della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea, il quale ha provveduto alla designazione di padre Michele Cordiano, quale primo rettore della nuova chiesa, e all’apertura al culto dell’edificio sacro, nel giorno del suo 56esimo compleanno e in cui la Chiesa universale festeggia la Trasfigurazione di Cristo.

«Questo è un luogo che nasce dalla passione di Cristo – ha affermato in quei momenti, visibilmente commosso, monsignor Nostro – mutuata attraverso la passione che Natuzza ha condiviso con lui per tanti anni. Sofferenze non solo sue, ma anche di tante persone che hanno condiviso con lei e continuano a farlo, tanta parte della loro vita. Quella segreta, nascosta, a volte anche disperata. Ed è per questo che il mondo ha bisogno di tante mamme come Natuzza, di tanti papà come Dio, di tanti sposi come Cristo. Voi siete testimoni di un evento importante – ha concluso – che non temo di definire storico. Una pietra miliare della strada che ci conduce a Dio».

Tra i gesti più significativi della cerimonia di un anno fa, quello in cui il vescovo ha aperto la porta centrale della “grande chiesa”, tenendo per mano Gesù risorto e la mistica con le stigmate, raffigurati in un alto rilievo sui battenti. La promessa dell’elevazione di una grande chiesa intitolata al “Cuore di Maria Rifugio delle Anime” fu fatta a Mamma Natuzza dalla Madonna nel 1944, nel corso di una delle tante apparizioni avute in vita.

I lavori per la realizzazione dell’edificio sacro sono iniziati nel 2002, grazie alle offerte dei fedeli. Vent’anni dopo la sua apertura al culto. L’anniversario di oggi sarà commemorato con la recita dell’Ora della Guardia, in programma alle 16.30, e con una solenne celebrazione eucaristica prevista alle 18.30. Non vi potrà partecipare monsignor Nostro, impegnato in queste ore in Portogallo, a Lisbona, alla 38esima “Giornata mondiale della Gioventù”, quale delegato alla Pastorale giovanile della Conferenza episcopale calabrese.  

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