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Museo della Tonnara a Bivona, Montesanti: «Dopo 5802 giorni è ancora chiuso»

Lo storico vibonese: «Nonostante sia stato finanziato almeno sei volte da decenni i cantieri aperti si chiudono»

Museo della Tonnara a Bivona, Montesanti: «Dopo 5802 giorni è ancora chiuso»
La Tonnara di Bivona
Lo storico Antonio Montesanti

«No, probabilmente non ci sarà mai un sindaco di Vibo Valentia in grado di istituire finalmente il Museo della Tonnara a Bivona. Semplicemente perché non è importante per loro». E’ quanto afferma lo storico vibonese Antonio Montesanti che nell’ultimo giorno del 2023 ci tiene a riportare una delle sue tante battaglie, in difesa e per promuovere la cultura nel territorio. «Fino ad oggi non sono bastati 5 sindaci, 68 assessori, 204 consiglieri comunali, decine di dirigenti, funzionari, consulenti e 5802 giorni per istituire amministrativamente il Museo Civico della Tonnara nonostante sia stato finanziato…almeno 6 volte. Da decenni i cantieri aperti si chiudono – prosegue – e il Museo non si realizza. E visto che finora non sono bastati 3 milioni di euro, probabilmente non basterà nemmeno quest’ultimo milione di euro speso». Lo storico spiega che sono trascorsi 5802 giorni dall’acquisto dei primi arredi museali che sono rimasti imballati nel Comune di Vibo Valentia nonostante siano stati acquistati nel 2008. «Troppo obsoleti per installarli oggi? Intanto il protempore è solo il quinto sindaco che spende un finanziamento senza aver istituito il Museo Civico della Tonnara – continua Montesanti -, senza che una equipe di esperti possa guidare gli interventi sulle strutture, sui barconi, e a dare linee guida sul nuovo allestimento museale realizzando iniziative culturali in grado di mantenere vivo l’impegno fino alla istituzione del museo». Montesanti si pone poi un’altra domanda sullo stato del “Centro lettura” a cui si dà anche una risposta in quanto «è sempre chiuso: 50 mila euro spesi per rispristino dei locali e arredi, lavori terminati a giugno, nella Casa del Rais e auditorium della tonnara…rimasti chiusi». Gli interrogativi dello storico sono diversi: «Ora che i lavori alla Tonnara sono terminati che cosa accadrà? Con il termine dei lavori, termina la concessione “non onerosa”, richiesta ed ottenuta dal comune di Vibo Valentia al Demanio per effettuare i lavori finanziati con Fondi Europei dalla Regione Calabria. Perché, ricordiamolo, la tonnara non è di proprietà comunale ma è proprietà demaniale e il finanziamento è stato dato al comune affinché realizzasse un museo e la sede di un ente regionale. Non essendo il proprietario del bene demaniale dunque, per usarlo a fine museale comunale o come sede di un ente regionale occorrerà che il comune, diligentemente, richieda in concessione al demanio, e questa volta una specifica concessione demaniale d’uso onerosa, finalizzata allo scopo d’uso». E poi: «In quanto tempo si stipulerà la necessaria concessione d’uso demaniale per l’uso appunto dell’intero compendio Tonnara? E la concessione demaniale la richiederà il comune, per fare il finanziato Museo del Mare o la Regione Calabria per fare la sede operativa del Parco Marino? Tecnicamente una concessione demaniale è esclusiva del titolare della concessione, non essendo ammessa per legge la condivisione con altri del cespite demaniale, così come non è ammessa subconcessione, per cui il titolare della concessione non potrà condividere gratuitamente o in modo oneroso l’uso del compendio demaniale». Infine chiosa sul futuro della struttura: «Adesso verrà il bello, perché potrebbe accadere come in passato che, finiti i lavori, il Comune non richieda la concessione per un bel po’…non essendo mai stata in passato una priorità. Mentre i giorni velocemente passano, per avere quanto è giusto da 5.802 giorni, diventa come un beffardo tempo sprecato, inutile, che favorisce “l’attesa del nulla” in cui pascola la mafia».

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