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I Caffè Alzheimer a Vibo e l’esperienza del team “La goccia”: «Famiglie mai più sole»

Ogni settimana, un team di professionisti accoglie pazienti affetti da malattie neurodegenerative e i loro familiari. La psicologa Sciutto: «Momento importante di confronto e di crescita per loro e anche per noi»

I Caffè Alzheimer a Vibo e l’esperienza del team “La goccia”: «Famiglie mai più sole»
I Caffè Alzheimer presso la fattoria Junceum di Vibo, sede La goccia

«Le difficoltà maggiori che le famiglie si trovano ad affrontare riguardano molto spesso la solitudine, il non riuscire a trovare adeguato supporto. C’è ancora tanto stigma di fronte ad una malattia come l’Alzheimer e il nostro comprensorio offre poco per questi nuclei in difficoltà». A Vibo Valentia, presso la fattoria didattica Junceum, sede dell’associazione “La goccia”, l’impegno sui temi sociali e sull’integrazione resta il focus delle progettualità portate avanti. Il dinamico sodalizio guidato dal presidente Michele Napolitano è un faro per decine e decine di famiglie di Vibo e del comprensorio vibonese. Proprio nel mese di settembre, come ci spiega la referente dei Caffè Alzheimer, la psicologa Paola Sciutto, le iniziative hanno preso il via coinvolgendo circa 10 persone: «Gli incontri – evidenzia – si tengono ogni sabato dalle ore 10.00 alle 12.00. Partecipano utenti con diverse forme di demenza e i loro familiari. Le attività sono diverse, cerchiamo di seguire le inclinazioni di ciascuno di loro. Per esempio ci sono giornate in cui ci cimentiamo nella realizzazione di un dolce, altri momenti dedicati al disegno o alla pittura. Nel periodo autunnale abbiamo realizzato la vendemmia».

Caffè Alzheimer a Vibo

La professionista fa rilevare: «Si tratta di attività di stimolazione cognitiva per rallentare il declino cognitivo. Le giornate si concludono poi con il momento merenda». Gli Alzheimer Café sono nati ufficialmente nel 1997 da un’idea del medico olandese Bère Miesen. L’obiettivo era quello di realizzare spazi sicuri dove le persone con demenza, i loro familiari e i carer professionali si potessero incontrare in modo informale e trascorrere alcune ore in un’atmosfera accogliente e centrata sull’ascolto. Spazzare la faticosa routine dell’assistenza, rompere la barriera dell’isolamento tra pazienti e società, tra famiglie e mondo esterno: «È una piccola goccia nell’oceano ma i riscontri sono positivi. Le famiglie che partecipano hanno iniziato a stringere legami, raccontano i problemi che affrontano, si confrontano con noi e anche tra di loro. Uno scambio di esperienze, di consigli. Le persone con demenza stanno dimostrando apertura, sono contente di uscire di casa. Hanno trovato in noi degli amici».

Gli effetti su pazienti e famiglie

La realizzazione del progetto chiama in causa diverse figure professionali: «L’equipe è composta anche da un assistente sociale, un operatore socio-sanitario, una educatrice e volontari. È importante che queste iniziative siano messe in campo da persone che conoscono la malattia e sanno come comportarsi e relazionarsi». Gli Alzheimer Cafè non sono solo indirizzati agli utenti di Vibo città ma anche a persone ricadenti nei paesi dell’Ambito territoriale sociale 1 ovvero: Filadelfia, Francavilla Angitola, Filogaso, Francica, Ionadi; Maierato, Mileto, Monterosso Calabro, Pizzo, Polia, San Costantino Calabro, San Gregorio d’Ippona; Sant’Onofrio, Stefanaconi, Vibo Valentia. Per facilitare l’accesso al servizio «è anche attivo il trasporto, che viene effettuato con i mezzi dell’associazione. Tutto è a titolo gratuito». Stare accanto a persone affette da demenza non è semplice. E non sempre la vicinanza fisica corrisponde ad aiuto. Le diverse forme della malattia hanno bisogno di essere affrontare anche con una specifica conoscenza. Il messaggio è chiaro: «Le nostre porte sono sempre aperte, anche a chi vorrà unirsi a noi nelle prossime settimane o mesi. Le famiglie non sono sole», ha concluso la psicologa Sciutto.

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