Dieci anni senza Natuzza, l’affondo del figlio: «Si pensa a concertini e mercatini»

Duro attacco di Antonio Nicolace alla Fondazione: «Anziché chiedere di celebrare messa alla Villa della gioia hanno pensato ad altro. Non si tratta così una “madre”»
Duro attacco di Antonio Nicolace alla Fondazione: «Anziché chiedere di celebrare messa alla Villa della gioia hanno pensato ad altro. Non si tratta così una “madre”»
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«Sono profondamente addolorato e amareggiato. L’anniversario dei 10 anni della morte di mia madre non si onora facendo concertini e organizzando mercatini, ma celebrando una Santa messa nella Villa della Gioia e pregando sulla sua tomba per la salvezza delle anime e per i sofferenti. Bastava fare una semplice richiesta al parroco affinché questo avvenisse, visto che il vescovo Luigi Renzo con un gesto di buona volontà aveva dato la sua disponibilità ad accoglierla, nonostante il decreto di revoca di religione e di culto. Ma voi non avete voluto farlo. Mi chiedo il perché?». Così si rivolge il figlio di Natuzza Evolo, Antonio Nicolace, al presidente della Fondazione “Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime” di Paravati, Pasquale Anastasi.

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Oggetto della questione, la mancata celebrazione della messa sul sagrato della chiesa della Villa della Gioia il prossimo primo novembre, il giorno dell’anniversario della morte della serva di Dio. Una vicenda con sullo sfondo la diatriba in atto con la diocesi per le mancate riforme dello statuto. Il “monello di casa” della mistica – il figlio più buono, a parere di Padre Pio, quando l’ha incontrata in vita – in particolare non si capacita del fatto «che in questo modo si viene meno agli insegnamenti di una donna che ha speso tutta l’esistenza offrendo la sua sofferenza al Signore per il bene delle anime e della Chiesa». E, ancora, «che oggi a tradirla è proprio la sua sesta figlia: la Fondazione». «Se avessero trattato così vostra madre, come avreste reagito? Bene ha fatto il nostro amato vescovo – continua il figlio della donna, di cui è in corso il processo di beatificazione – a decidere di celebrare alle 11 di quel giorno una messa in suo suffragio nella basilica cattedrale di Mileto. Noi figli saremo lì accanto al nostro pastore. Alle 18, invece, parteciperemo alla messa che don Domenico Muscari celebrerà su nostra richiesta nella chiesa parrocchiale “Santa Maria degli Angeli” di Paravati, la stessa in cui è cresciuta e che lei frequentava abitualmente».

Antonio Nicolace, a questo punto fa notare che «dal maggio scorso – da quando si è conclusa la Festa della Mamma – squadre di volontari si danno da fare all’interno della Fondazione per preparare artigianalmente coroncine, tessuti ricamati e altra oggettistica da presentare ai pellegrini per raccogliere offerte, sfruttando il corpo della nostra cara mamma e la Madonna. I mercatini e i concerti nel segno di Natuzza sì – considera mestamente – la messa a poche decine di metri dalla sua tomba invece no. Mi duole constatare, che tanti si prestano al gioco accettando di cantare in queste occasioni per puro interesse personale. In tanti amano chiamarla “Mamma Natuzza” e definirsi suoi figli spirituali – conclude – ma i veri figli non trattano così la propria madre. Mi chiedo come si sia potuto arrivare a questo? La verità, caro dottore Anastasi, è che mia mamma avrebbe desiderato solo la santa messa, e non essere onorata vendendo oggettini e organizzando concerti. La verità, come detto, è che in questo modo viene tradita proprio da quella che lei reputava la sua sesta figlia. E questo è il tradimento per lei più amaro».