Vibo, tra arte e sviluppo: il museo all’aperto prende forma – Video

Firmato il protocollo del progetto ideato dalla Fondazione ingegneri e architetti insieme a Camera di commercio, Confindustria e commercianti. Il sindaco: «Momento storico»
Firmato il protocollo del progetto ideato dalla Fondazione ingegneri e architetti insieme a Camera di commercio, Confindustria e commercianti. Il sindaco: «Momento storico»
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Il museo all’aperto, che occupava due pagine del programma elettorale dell’attuale sindaco Maria Limardo, inizia a prendere forma. Questa mattina in municipio gli attori coinvolti dal primo cittadino in questa iniziativa si sono ritrovati per firmare il protocollo che pone le basi per realizzare anche a Vibo Valentia un percorso culturale che parte da piazza Municipio, sale lungo il corso Vittorio Emanuele per attraversare il centro storico, dalla scalinata della Cerasarella fino al castello, e deviare verso i parchi archeologici del Cofino, le Mura Greche e l’antico municipio di Sant’Aloe. Un percorso che sarà scandito da installazioni artistiche di esponenti – anche internazionali – dell’arte contemporanea, ma che si innesta nelle varie città che nel corso dei secoli si sono sovrapposte formando l’attuale Vibo Valentia.

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Per il sindaco «si tratta di un momento storico, col quale si intende rivitalizzare la città, porla come fulcro dell’intera provincia e renderla capace di restituire risposte anche in termini culturali, turistici ed economici». Nel progetto, ideato dalla Fondazione architetti e ingegneri di Vibo Valentia, non per nulla sono coinvolte la Camera di commercio, Confindustria e Ascom. Al presidente della Fondazione Fabio Foti il compito di fare da collante e proporre l’idea di «riagganciare la storia con la modernità». Per il presidente della Cciaa Sebastiano Caffo l’iniziativa rientra in quella attività di promozione che l’ente camerale porta avanti già da tempo e per la quale non si poteva negare sostegno: «Si tratta di un’idea bella quanto importante, che porterà beneficio anche alle nostre imprese». Sulla stessa lunghezza d’onda il direttore di Confindustria Anselmo Pungitore, per il quale «si riprende un percorso interrotto negli anni e che mirava proprio a creare sviluppo partendo dalla compartecipazione di tutti gli attori che giocano un ruolo fondamentale nella società vibonese». Per il presidente della Cnl-Ascom Michele Catania diventa cruciale «la condivisione strategia sulle politiche di rigenerazione urbana, per le quali il museo all’aperto può tramutarsi in un forte attrattore, nella spinta decisiva verso un miglioramento dei servizi pubblici e dell’aumento della vivibilità». Al progetto garantisce il suo apporto anche l’Università Mediterranea di Reggio Calabria, grazie alla presenza dell’ordinario di Architettura Giuseppe Arcidiacono: «Vibo vive la condizione forse unica in Calabria di essere una città che – all’indomani del terremoto del 1783 – è stata ricostruita proprio su quelle preesistenti, risalenti all’epoca greca prima e romana poi. Tre città che si sovrappongono e nelle quali oggi possiamo trovare le risposte alle problematiche che viviamo. Perché non è un discorso staccato dalla realtà, ma è fortemente connesso con le esigenze dei cittadini, dall’occupazione alla cultura, dall’industria al commercio».