“Ripartire per rinascere”, le proposte delle associazioni per la città di Vibo

Libera, Insieme per il bene comune e Condividiamo propongono un programma in diversi punti nel solco del “Patto per la Città” di cui le stesse sono state promotrici
Libera, Insieme per il bene comune e Condividiamo propongono un programma in diversi punti nel solco del “Patto per la Città” di cui le stesse sono state promotrici
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Panorama della città di Vibo Valentia

Ripartire per rinascere. In modo nuovo, senza paura di innovare fin nel profondo il nostro consueto modo di fare. In questa prospettiva le associazioni Libera, Insieme per il bene comune e Condividiamo propongono diversi punti per la ripartenza di Vibo, accogliendo l’appello del sindaco Maria Limardo e in virtù del “Patto per la Città” di cui le stesse associazioni sono state promotrici. «La pandemia che ha colpito l’umanità – spiegano i promotori dell’iniziativa – non ha avuto solamente conseguenze sanitarie, ma anche a livello sociale ed economico. Ha determinato un annullamento delle certezze che connotano la nostra vita di ogni giorno, ma tale azzeramento può essere visto come un’opportunità, citando don Luigi Ciotti, “per risanare la nostra democrazia” senza commettere l’errore di “scambiare per futuro il ritorno ad una normalità malata”».

E ancora: «È importante programmare dunque una nuova fase per Vibo, attuarla tramite un’innovativa “concertazione comunitaria” che prediliga processi partecipativi e condivisione dei problemi. Solo con una comunità forte, stretta in una catena sociale, è possibile superare i problemi che credevamo prassi della nostra quotidianità e affrontare quelli che erediteremo da questa crisi sanitaria. La cultura deve avere un ruolo primario in questa ripartenza, attraverso di essa si possono gettare le fondamenta di una nuova città e di nuovi cittadini. La pandemia ha messo in evidenza la natura sociale dell’uomo e ha sottolineato l’importanza dei rapporti umani. Tra i punti proposti c’è la realizzazione di spazi comuni, ambienti idonei a facilitare lo studio e l’apprendimento degli studenti. All’interno di essi, ovviamente con le dovute cautele e il rispetto delle norme sanitarie, è possibile offrire un punto d’incontro per giovani, ragazzi e bambini, al fine di garantire la continuità educativa messa in pericolo dall’emergenza Covid-19, che ha acuito criticità scolastiche preesistenti». [Continua]

Per Libera, Insieme per il bene comune e Condividiamo «oltre alla scuola e alla cultura, sicuramente il settore più colpito dalla pandemia è quello economico. Il virus potrebbe essere letale per la nostra economia cittadina, già fragile ed in difficoltà. È necessario dunque sostenerla attraverso campagne di sensibilizzazione che promuovano l’acquisto di beni e servizi presso gli esercizi commerciali cittadini, favorendo così il cosiddetto commercio di vicinato. Il piccolo negozio è oggi messo in crisi dalle grandi strutture e dai colossi del web, ma soprattutto in questo periodo si è reso evidente il suo valore anche come presidio sociale. La crisi economica potrebbe inoltre spianare la strada alla criminalità organizzata e, in particolar modo, alla pratica dell’usura. È opportuno promuovere e sostenere iniziative come la “La Libertà non ha pizzo”, una campagna antiracket che mira a incoraggiare le denunce e a non lasciare soli gli imprenditori e i commercianti che denunciano. Ciò deve essere affiancato da provvedimenti che consentano l’aggiudicazione di contratti pubblici di lavoro a favore di imprenditori che abbiano denunciato richieste estorsive e usuraie. Sarebbe inoltre necessario creare associazioni antiusura tra gli stessi imprenditori, oltre che rilanciare con nuovo slancio supporti già esistenti, come lo sportello antiracket del Comune».

Quindi la piaga della povertà. «In virtù del contraccolpo economico causato dalla pandemia, particolare attenzione va rivolta alla povertà. Nell’ottica di fornire un segnale forte di vicinanza e aiuto, è necessario proporre azioni reali di contrasto, come quella di rendere esigibile il diritto a una residenza per i senza fissa dimora, quantomeno nominale o fittizia, in modo che le persone che ne sono prive possano fruire delle prestazioni sanitarie e sociali previste per tutti i cittadini. Inoltre si propone che il Fondo, destinato dal Comune a sostegno degli inquilini morosi, sia utilizzato anche per soccorrere persone in difficoltà e che la società civile faccia convergere le proprie risorse in un Fondo unico e di gestione comune. In tal modo si potrebbe garantire un aiuto stabile e organizzato a realtà quali la mensa che l’associazione Condividiamo gestisce da tempo offrendo un importante aiuto a coloro i quali, perché soli o bisognosi, hanno bisogno di compagnia e sostegno concreto».

Si spiega ancora, «Una luce va inoltre accesa sul gioco d’azzardo. Con la chiusura prolungata delle sale slot, la ludopatia si è adattata attraverso l’utilizzo di siti online. Di conseguenza, è indispensabile adeguare i provvedimenti esistenti al fine di controllare che la dipendenza dal gioco semplicemente non si sposti online. Allo stesso tempo, con la riapertura delle sale slot occorre prendere in considerazione misure che prevedano ulteriori limitazioni orarie e della pubblicità del gioco d’azzardo, ma anche la promozione della riconversione delle attività, come già avvenuto in altri Comuni del nostro territorio».

Non viene tralasciato «il rilancio del turismo che può avere un ruolo fondamentale nella ripartenza della nostra città. Tuttavia l’aspetto turistico non può prescindere da quello ambientale e una ripartenza economica non può non essere anche ecologica. In quest’ottica la salute dei mari è fondamentale ed è dunque è necessario assicurare la corretta depurazione delle acque reflue, anche attraverso la realizzazione di nuovi depuratori o all’adeguamento di quelli esistenti. Sarebbe altresì importante costituire un Osservatorio Tecnico Permanente, composto da esperti in materia di ambiente, che si occupi di vigilare e garantire la trasparenza di tale pianificazione. Una riflessione ecologica non può inoltre tralasciare la questione dei rifiuti. La politica di plastic free, messa in atto dal Comune nei luoghi gestiti direttamente dallo stesso, dovrebbe essere adottata anche dagli esercenti e dai singoli cittadini. Si potrebbe pensare all’istituzione di ricompense e titoli onorifici per le persone e i gruppi che si dedicano ad una politica ecologica attiva, non solo attraverso l’eliminazione della plastica monouso ma anche tramite la cura del decoro urbano».

Una serie di proposte che le associazioni Libera, Insieme per il bene comune e Condividiamo hanno redatto per «offrire a Vibo non solo una ripartenza, ma una vera e propria rinascita. Proposte che sono soprattutto “finanziariamente sostenibili”, o addirittura a costo zero e che condividono un unico, importante obiettivo: ripartire insieme per il bene della Città».