mercoledì,Giugno 16 2021

I dolci di carnevale per restituire un sorriso alle famiglie vibonesi piegate dalla pandemia – Video

Non si ferma il lavoro della Croce rossa italiana di Vibo Valentia che anche oggi ha distribuito viveri ai meno abbienti. Nel pacco una confezione di prodotti dolciari realizzati dagli studenti dell'Istituto Alberghiero

I dolci di carnevale per restituire un sorriso alle famiglie vibonesi piegate dalla pandemia – Video

Gli effetti della pandemia sul sistema economico sono stati devastanti. Catastrofici in una delle province più povere d’Italia, Vibo Valentia, dove i nuovi poveri sono aumentati in maniera esponenziale. Lo dimostrano le richieste di auto che quotidianamente giungono alla Croce rossa italiana impegnata nella distribuzione di viveri ai meno abbienti. A cristallizzare la situazione le lunghe file che anche oggi si sono registrate nel piazzale, davanti ai locali dati in prestito dall’associazione Sacra famiglia.

La Croce rossa senza una “casa”

Perché la Croce rossa di Vibo Valentia, nonostante gli innumerevoli appelli della presidente Caterina Muggeri, non ha una propria sede dove poter accogliere gli indigenti. È lei che guida i volontari nella consegna dei viveri. Oggi nella piazza di fronte ai vigli del fuoco si distribuiscono dolci di carnevale, realizzati dai cuochi dell’Istituto alberghiero di Vibo Valentia. Un modo per far sentire meno soli coloro che faticano ad arrivare a fine mese. «Quando l’afflusso diminuisce – dice – arrivano le persone che si vergognano, quelle che si sentono lese nella propria dignità a causa del disagio economico che sono costrette a vivere. Un imbarazzo che comprendiamo e che cerchiamo di stemperare in ogni modo, mettendoli per quanto possibile a loro agio». 

In aumento i nuovi poveri

In città sono 220 le persone che hanno fatto richiesta d’aiuto alla Croce rossa italiana. Più del doppio rispetto a prima della pandemia. Tra loro c’è una mamma di sette figli piccoli: «Avevamo già difficoltà prima del Covid, ora la situazione è peggiorata». Ha 38 anni e attende il suo turno. Porterà a casa una busta carica di generi di prima necessità. Poco distante attende paziente un’altra signora con una busta in mano da riempire. «Siamo in quattro – dice – c’è l’affitto da pagare, le bollette, la spesa… Non riuscivamo ad arrivare a fine mese già prima della pandemia. I miei figli hanno perso il lavoro e per fortuna ci sono i nonni ad aiutarci». Storie di ordinaria difficoltà che la Croce rossa si trova ad affrontare senza una “casa”, una sede dove stoccare e distribuire i generi alimentari. «Ormai mi sono rassegnata all’idea di non avere una luogo dove poter accogliere i bisognosi», dice la presidente della Cri di Vibo che aggiunge: «Sia chiaro, io continuerò ad andare avanti per la mia strada, perché aiutare i bisognosi è la nostra missione, con o senza sede».

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