Il sodalizio religioso, artistico e culturale sarà ufficialmente presentato sabato 7 novembre nella parrocchia della Trasfigurazione, con una celebrazione eucaristica e la benedizione dei primi soci
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Mette radici a Caria l’associazione “Il viandante che va”, un nuovo sodalizio religioso, artistico e culturale che si ispira alla spiritualità del Beato Francesco Mottola. Sabato 7 novembre, alle ore 18, nella parrocchia della Trasfigurazione, si terrà una celebrazione eucaristica durante la quale i primi soci dell’associazione riceveranno la benedizione.
Il progetto: custodire il messaggio del Beato Mottola
Il progetto – spiegano i promotori, tra cui il poliedrico sacerdote don Felice Palamara – nasce con l’intento di «custodire, approfondire e diffondere il messaggio spirituale e umano del Beato Francesco Mottola, sacerdote, scrittore e poeta calabrese, uomo di fede e autentico testimone dell’amore verso Dio e verso il prossimo».
Nel solco della sua spiritualità, «l’associazione intende promuovere un cammino di crescita umana e cristiana attraverso la cultura, la poesia, l’arte e la ricerca della bellezza, affinché il suo messaggio possa raggiungere il cuore di tutti, in particolare delle nuove generazioni».

Cultura, arte e poesia
Tra gli obiettivi del sodalizio figurano la promozione di incontri, manifestazioni culturali, momenti di preghiera, iniziative artistiche e poetiche, presentazioni di libri, convegni e occasioni di confronto su temi di attualità.
«Crediamo che la cultura, l’arte e la poesia non siano soltanto espressioni della creatività umana, ma autentiche vie attraverso le quali cercare la verità, contemplare la bellezza e aprirsi al Mistero di Dio». Un percorso che punta anche alla condivisione e all'incontro: «Vogliamo creare uno spazio aperto nel quale persone diverse possano incontrarsi, condividere i propri talenti e lasciarsi arricchire da ciò che nasce dalla cultura, dall’arte e dalla fede».
L'attenzione verso i più bisognosi
Un altro punto cardine della nuova associazione è la solidarietà. I soci intendono infatti «promuovere gesti di carità e solidarietà, con particolare attenzione alle persone più fragili e ai più bisognosi».
“Il viandante che va”, il cui nome richiama l’essenza stessa di don Mottola, che amava definirsi «povero viandante», nasce anche da un profondo legame con la Calabria, terra «ricca di storia, spiritualità, tradizioni, arte e bellezze naturali». «Desideriamo conoscerla, valorizzarla e raccontarla, riscoprendone le radici e le tante ricchezze, talvolta ancora nascoste», aggiungono i fondatori.
L'invito alla comunità
I promotori rivolgono infine un invito alla comunità di Caria e a quanti vorranno condividere il percorso dell'associazione: «Attraverso la cultura, l’arte, la poesia e la carità, vogliamo costruire ponti, custodire la memoria, generare comunione e aprire nuove strade verso il futuro».
L'associazione è aperta a tutti: «Non occorre essere artisti, poeti, scrittori o uomini di cultura. È sufficiente il desiderio di mettersi in cammino, di crescere spiritualmente e di condividere un’esperienza di amicizia, fraternità e ricerca, ispirata alla spiritualità del Beato Francesco Mottola», concludono i soci fondatori.

