Il ricercatore che ha partecipato alla storica cattura della prima immagine di un buco nero ha dialogato con i ragazzi del "Rita Levi Montalcini" sui segreti del cosmo e il valore della ricerca
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Un viaggio tra buchi neri, telescopi globali e le frontiere dell'astrofisica moderna. È l'esperienza vissuta dagli studenti del triennio del Liceo Scientifico e dell’IPSIA dell’Istituto Omnicomprensivo “Rita Levi Montalcini” di Filadelfia, che hanno ospitato l’astrofisico Rocco Lico.

Il ricercatore, originario di Mileto, è una figura di rilievo nel panorama scientifico internazionale. Collabora stabilmente con il team dell’Event Horizon Telescope (EHT), il progetto globale che ha permesso di ottenere la storica prima immagine del buco nero situato al centro della nostra galassia, la Via Lattea.
La scienza raccontata ai giovani
Durante l'incontro, Lico ha illustrato i temi cardine della fisica contemporanea: dalla natura enigmatica dei buchi neri alle tecniche osservative d'avanguardia, fino ai complessi algoritmi necessari per processare i segnali provenienti dagli angoli più remoti dell'universo. Nonostante l'elevato profilo tecnico degli argomenti, il dialogo è rimasto costante, alimentato dalle domande degli studenti interessati a comprendere il funzionamento della ricerca "sul campo".
Oltre ai dati tecnici, l’incontro ha messo in luce l’aspetto formativo e umano. La traiettoria professionale di Rocco Lico, partito dal Vibonese per arrivare ai vertici della ricerca mondiale, è stata presentata come una testimonianza di come l'impegno e la determinazione possano tradursi in carriere di prestigio internazionale.
«L’iniziativa – è scritto in un comunicato stampa – rientra nel piano educativo dell’Istituto volto a creare connessioni dirette tra il mondo scolastico e quello della ricerca scientifica». Un percorso sostenuto dalla dirigente scolastica Maria Viscone, che ha ribadito il valore di questi confronti: «Offrire ai nostri studenti occasioni di incontro con studiosi e ricercatori significa ampliare il loro orizzonte e stimolare quella curiosità che è il motore di ogni percorso di conoscenza. La scuola deve essere uno spazio in cui i ragazzi possano confrontarsi con esperienze reali e con chi lavora per comprendere il mondo che ci circonda».


