In un messaggio il direttore dell'Ufficio diocesano per l'Ecumenismo e il Dialogo interreligioso don Sicari invita alla preghiera unitaria contro la guerra
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Domenica 12 aprile in tutto il mondo si celebrerà l'annuale Pasqua ortodossa. Nell'occasione «a tutti i fratelli cristiani ortodossi presenti nel territorio della nostra diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea» giungono gli auguri del direttore dell'Ufficio per l'Ecumenismo e il Dialogo interreligioso, don Francesco Sicari. «Lo scorso anno - afferma il sacerdote nel suo messaggio - abbiamo avuto la gioia di celebrare la festa della Resurrezione di Cristo nello stesso giorno e dovremo aspettare il 2034 e il 2037 affinché questo di nuovo avvenga. Ma la differenza di calendario, noi cattolici seguiamo il calendario gregoriano e voi ortodossi seguite quello giuliano, non ci impedisce di sentirci uniti nella proclamazione della fede nel Cristo Risorto, nella speranza che la vita trionfi sempre sulla morte e nell'impegno comune a vivere la testimonianza della carità che rende credibile la nostra fede. Il dono per eccellenza del Signore risorto è la pace. Celebrare il Risorto significa non scendere a patto col male in tutte le sue forme ed una di queste, forse la più terribile, è la guerra. Quanti fratelli ortodossi - aggiunge - vivono la barbarie della guerra da diversi anni, soprattutto in Ucraina? Come ha affermato il patriarca ortodosso Bartolomeo nel suo messaggio: «Guerra, odio e ingiustizia vanno contro i principi cristiani fondamentali». In questa Pasqua, allora, preghiamo insieme con voi, affinché come ha affermato Papa Leone XIV nel messaggio pasquale urbi et orbi “si abbandonino ogni volontà di contesa, di dominio e di potere e il Signore doni la sua pace al mondo funesto dalle guerre e segnato dall'odio e dall'indifferenza che ci fanno sentire impotenti di fronte al male”».
A seguire don Sicari rivolge un «augurio colmo di benedizione» a padre Vincenzo Lorizio, protopresbitero e parroco della parrocchia ortodossa San Sofronio d'Essex in Vibo Valentia, «col quale in questi anni abbiamo intessuto buoni rapporti di stima e amicizia reciproca e di preghiera per l'unità tra le chiese cristiane». Un pensiero augurale, infine, anche «a tutti i cittadini di origine rumena, ucraina, moldava e georgiana che vivono e lavorano nei nostri paesi, in particolare a quelle lavoratrici che come badanti si fanno carico di anziani non autosufficienti, permettendo alle famiglie italiane di accompagnare con dignità la fase dell'anzianità di molti genitori e nonni e contribuendo così ogni giorno alla vita sociale ed economica locale. Pensando al suggestivo e antico rito del Sacro Fuoco che, secondo la tradizione ortodossa, si ripeterà nel luogo della Risurrezione facendo esplodere tutti di gioia - conclude il direttore dell'Ufficio diocesano - auguro a tutti voi di diventare ogni giorno con la vostra vita testimoni di luce, di pace e di amore».


