Una cucina attrezzata, pensata come spazio di crescita, formazione e autonomia per i ragazzi del centro diurno dell’associazione Il Dono. È stata inaugurata nel pomeriggio del 15 giugno la “Cucina inclusiva: Sapori di Autonomia”, nuovo progetto ospitato nella sede di via delle Pace a Jonadi.

Un traguardo accolto con emozione dalla presidente dell’associazione, Marenza Farfaglia, che ha ripercorso il cammino compiuto negli ultimi due anni dai 27 ragazzi che frequentano il centro.

«La cucina inclusiva è stato fin dall’inizio il nostro primo obiettivo – ha spiegato –. Il centro diurno è un punto di partenza, non un punto d’arrivo. In questi anni i ragazzi hanno imparato a coltivare gli ortaggi, raccoglierli, lavarli e cucinarli. Oggi sono in grado di preparare pasta fresca, utilizzare le attrezzature della cucina e svolgere in autonomia molte attività che amano particolarmente».

La nuova struttura consentirà di ampliare ulteriormente i percorsi laboratoriali già avviati. I ragazzi, infatti, hanno già realizzato marmellate, preparazioni artigianali e altre specialità che sono state offerte agli ospiti durante l’inaugurazione.

I pasti destinati alle famiglie indigenti

La cucina avrà anche una funzione sociale. Nella stessa sede, infatti, l’associazione sostiene ogni mese circa 350 famiglie indigenti attraverso la distribuzione di generi alimentari.

«Da oggi i ragazzi cucineranno anche per queste famiglie – ha annunciato Farfaglia –. Le pietanze preparate qui saranno destinate a persone che già si rivolgono al nostro centro per ricevere aiuto».

Un progetto che punta quindi a coniugare inclusione e solidarietà, valorizzando le competenze acquisite dai giovani coinvolti.
Il prossimo obiettivo: un’attività lavorativa per i ragazzi

Guardando al futuro, la presidente dell’associazione ha confermato di essere al lavoro su un nuovo progetto dedicato all’inserimento lavorativo.

«Vorremmo realizzare un forno a legna nell’orto che abbiamo accanto alla struttura e creare un’attività dove i ragazzi possano lavorare. Il sogno è aprire un pastificio e una friggitoria. Siamo vicini a questo obiettivo e speriamo di riuscirci presto».

La mostra fotografica “Tra mani, sorrisi e sapori”

Nel corso della giornata è stata inaugurata anche la mostra fotografica “Tra mani, sorrisi e sapori”, allestita nell’atrio dell’associazione.

Gli scatti, realizzati dallo studio fotografico Chiaroscuro, raccontano il rapporto dei ragazzi con la cucina e le attività quotidiane del centro. A svelare le fotografie sono stati gli stessi protagonisti delle immagini, che hanno reagito tra sorrisi, sorpresa e commozione.

«Dobbiamo ringraziare lo studio Chiaroscuro – ha detto Farfaglia –. Hanno trascorso un’intera giornata con noi realizzando un servizio fotografico molto bello e oggi lo hanno presentato a sorpresa ai ragazzi».

Le istituzioni presenti

L’inaugurazione è stata preceduta dall’esecuzione dell’Inno di Mameli interpretato dai ragazzi del centro e dai saluti delle autorità presenti.

Tra queste il prefetto di Vibo Valentia, Anna Aurora Colosimo, il vescovo Attilio Nostro, il deputato Giuseppe Mangialavori, il sindaco di Jonadi Fabio Signoretta e il sindaco di Vibo Valentia Enzo Romeo.

Nel suo intervento, Mangialavori ha annunciato l’avvenuta assegnazione di nuovi fondi destinati all’associazione, comunicando che il relativo decreto è stato appena emanato e sarà formalmente notificato nei prossimi giorni.

Il prefetto Colosimo ha invece definito Il Dono «una realtà che non conoscevo e che rappresenta un’esperienza positiva per il Vibonese».

Le testimonianze delle famiglie

Particolarmente significative le testimonianze dei genitori dei ragazzi che frequentano il centro. Una madre ha raccontato i progressi compiuti dalla figlia nel percorso verso l’autonomia.

«Avevo l’obiettivo di renderla autonoma e qui ci è riuscita. Oggi fa attività che prima non affrontava. Ieri ha preparato le tagliatelle a casa e adesso riesce anche a fare la doccia da sola. Si vede il percorso che sta facendo e sono molto contenta».

La giornata si è conclusa con la benedizione della nuova cucina, il taglio del nastro e un buffet interamente preparato dai ragazzi del centro, protagonisti di un progetto che punta a trasformare le competenze acquisite in opportunità concrete di autonomia e partecipazione sociale.