Sta suscitando molte polemiche la decisione del Comune di San Calogero di collocare un eco-compattatore per le bottiglie in plastica accanto a uno dei monumenti storici più iconici del paese: il calvario di largo Jan Palach.

Già nei giorni scorsi, appresa la notizia, molti cittadini hanno espresso sui social tutto il loro disappunto e sdegno, criticando apertamente la scelta dell’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Maruca. Proteste che, tuttavia, non hanno modificato la linea degli amministratori - in scadenza di mandato - decisi ad andare avanti senza tentennamenti.

Giovedì scorso è stata, infatti, pubblicata sull’albo pretorio la delibera di giunta relativa al progetto. Poche settimane fa, invece, prima della pubblicazione del documento e all'oscuro di tutti, nel giardino adiacente il monumento è stata realizzata la platea in cemento destinata ad accogliere il compattatore dei rifiuti.

Nell'atto deliberativo si legge che il “mangiaplastica” sarà schermato da una siepe, con l’obiettivo di mitigarne l’impatto visivo. Una soluzione che, però, non basta a fugare i dubbi né a evitare il rischio di deturpare uno degli angoli più suggestivi del paese. Tra l'altro, la collocazione dell'eco-compattatore sulla planimetria allegata al documento non corrisponde al luogo del cantiere, è più distante e dalla parte opposta della strada.

Il calvario di San Calogero

Il calvario rappresenta uno degli esempi architettonici più apprezzati dalla comunità, simbolo della fede cristiana e della devozione popolare. Risalente ai primi del Novecento, è opera del mastro muratore Francesco Maria Stagno, artista capace di trasformare pietre e malte povere in autentiche opere di pregio.

Negli anni scorsi il monumento è stato oggetto di un attento intervento di restauro che ne ha restituito lo splendore originario. Per finanziare i lavori, alcuni volontari hanno promosso una raccolta fondi, sostenuta anche dalla parrocchia, proprietaria del manufatto.

Il giardino retrostante, che nelle giornate più calde concede ombra e ristoro, si integra armoniosamente con il monumento, rispettando pienamente il valore e il significato del luogo.

Di fronte a tutto questo ci si chiede, allora, che senso abbia collocare a ridosso di un monumento di tale interesse un mangiaplastica? Che logica vi è nel mettere insieme il sacro e il profano, la modernità e la memoria?
Per molti, la risposta è scontata.

L’estetica è la madre dell’etica e ciò comporta che la bellezza va preservata, perché la sua negazione genera disarmonia, incuria e perdita di senso.

Infine una curiosità, nei giorni scorsi a Vibo è successo un fatto analogo: una pensilina d'autobus è stata posta a poche decine di metri dal sagrato del duomo. Dopo le proteste dei cittadini, il Comune è ritornato sui suoi passi e la struttura è stata fatta rimuovere. Succederà anche a San Calogero?

*Cittadino di San Calogero