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Estratto il biglietto della lotteria promossa per finanziare l’evento inserito nella corsa rosa

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Inizia a prendere forma la candidatura di Mileto tesa ad ospitare la partenza di una tappa del Giro d’Italia, edizione 2020. Nella giornata di ieri, infatti, nella Sala delle Laudi adiacente alla basilica-cattedrale si è svolta la cerimonia di estrazione del biglietto della lotteria, promossa con l’avallo del Monopolio di Stato dallo storico Sporting club, al fine di finanziare l’evento inserito nella corsa rosa. Un passaggio importante nel processo di avvicinamento all’obiettivo “Avventura 2020” che, una volta centrato, rappresenterà l’ennesima scommessa vinta da parte del patron di mille corse, nonché ex presidente della Federazione ciclistica regionale, Mimmo Bulzomì. Alla cerimonia, oltre a Bulzomì, ad Antonello Sorrentino e ad altri dirigenti dello Sporting club, sono intervenuti il segretario generale, nativo della cittadina normanna, Vittorio Bianco (qui nella veste di garante del corretto svolgimento dell’estrazione), il parroco della basilica cattedrale don Domenico Dicarlo e il commissario prefettizio Sergio Raimondo, quest’ultimo chiamato dal settembre scorso a gestire in via straordinaria il Comune di Mileto. In palio vi era un’automobile, andata al possessore del biglietto con l’ambo vincente 43-19. Il progetto teso ad ospitare nel 2020 la carovana del Giro d’Italia è partito nell’aprile dello scorso anno. A tal fine è stato costituito un comitato cittadino, con presidente onorario il vescovo della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea monsignor Luigi Renzo. Da quel momento nulla è stato lasciato al caso. Del resto, lo Sporting club vanta un’esperienza quasi cinquantennale nel settore ciclistico. Negli anni, infatti, si è reso promotore delle tappe di partenza e di arrivo succedutesi nelle varie edizioni del Giro d’Italia a Vibo Valentia, Nicotera, Serra San Bruno, Tropea e Pizzo. In questo contesto, la partenza il prossimo anno da Mileto rappresenterebbe la classica ciliegina sulla torta, una sorta di regalo che a fine “carriera” il patron Bulzomì farebbe alla sua città natia. La strada è tracciata e, conoscendo il personaggio, vedrà la sua naturale positiva conclusione. 

   

 

Lacnews24.it
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